pfas

pfas

Le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS) sono un’ampia classe di più di 4.700 sostanze chimiche sintetiche. Contengono tutte legami carbonio-fluoro, che rappresentano uno dei legami chimici più forti nella chimica organica. Ciò significa che resistono alla degradazione durante l’uso e anche nell’ambiente. I PFAS possono essere gassosi, liquidi o polimeri solidi e possono essere classificati in molti modi in base alla loro struttura.

Sono disponibili informazioni limitate sulle identità e sui volumi di PFAS attualmente utilizzatI in Europa. Questo perché – spiega l’Agenzia Europea dell’Ambiente – ai sensi del regolamento europeo REACH, i polimeri in generale sono esenti dagli obblighi di registrazione. La regolamentazione riguarda pochissime di queste sostanze. La Convenzione di Stoccolma ha introdotto nel 2004 divieti (PFHxS e PFOA) e limitazioni (per PFOS) di fabbricazione e di impiego. Inoltre il regolamento REACH ha previsto ulteriori divieti per PFHxA e PFCA C9-C14).

Perché sono utilizzati?

I PFAS sono ampiamente utilizzati in ambito industriale perché stabili al calore intenso. Alcuni, essendo tensioattivi, vengono utilizzati come idrorepellenti e repellenti al grassi. Tra i settori di impiego si elencano l’aerospaziale e la difesa, l’automotive, l’aviazione, i materiali a contatto con gli alimenti, il tessile, la pelletteria e l’abbigliamento, l’edilizia e i prodotti per la casa, l’elettronica, i sistemi antincendio, la lavorazione alimentare e gli articoli medicali.

Perché sono nominati “forever chemicals”?

Così definiti per loro elevata persistenza ambientale. Come spiega l’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, alcuni PFAS persistono nell’ambiente più a lungo di qualsiasi altra sostanza sintetica. Di conseguenza, finché i PFAS continueranno a essere rilasciati nell’ambiente, gli esseri umani e altre specie saranno esposti a concentrazioni sempre maggiori. Anche se tutti i rilasci di PFAS cessassero domani, questi continuerebbero a essere presenti nell’ambiente e negli esseri umani per le generazioni future.

Perché destano preoccupazione?

È noto che alcuni PFAS si accumulano nell’uomo, negli animali e nelle piante, causando effetti tossici. Alcuni PFAS sono tossici per la riproduzione e possono danneggiare lo sviluppo fetale. Diversi PFAS possono causare il cancro negli esseri umani, aumentare il colesterolo e si sospetta inoltre che alcuni interferiscano con il sistema endocrino umano.

Dove sono presenti i PFAS?

I PFAS vengono rilasciati nell’ambiente sia direttamente da impianti professionali e industriali che li utilizzano che indirettamente durante l’uso di prodotti di consumo (ad esempio cosmetici, indumenti, stoviglie monouso), dai cibi e da materiali a contatto con gli alimenti. Gli esseri umani possono esserne esposti quotidianamente a casa, sul posto di lavoro e attraverso l’ambiente, attraverso il cibo che mangiano e l’acqua che bevono. Tra i cibi in cui tali sostanze sono presenti vi sono il pesce, la frutta, le uova e prodotti a base di uova e l’acqua potabile.

La soglia di sicurezza dei PFAS nei cibi

Nel settembre 2020 l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha stabilito a 4,4 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo alla settimana la nuova “dose tollerabile di gruppo di sicurezza” per le principali sostanze perfluoroalchiliche che si accumulano nell’organismo umano.
La dose tollerabile di gruppo considera l’esposizione congiunta a più sostanze chimiche compresenti con una assunzione al massimo livello di sostanze presenti negli alimenti, tra cui contaminanti, che possono essere consumate settimanalmente per tutta la vita senza effetti avversi per la salute.

I quattro PFAS su cui si è incentrata la valutazione dell’Authority sono l’acido perfluoroottanoico (PFOA), l’acido perfluoroottansolfonico (PFOS), l’acido perfluorononanoico (PFNA) e l’acido perfluoroesano sulfonico (PFHxS). Nello stabilire tale soglia gli esperti hanno ritenuto che l’effetto più critico per la salute umana sia la diminuita risposta del sistema immunitario alle vaccinazioni, in particolare per i bambini piccoli.

 

Parliamone ;-)