Il medico di famiglia: un punto di riferimento primario per la salute (Foto Pixabay)
Medico di famiglia, per i cittadini deve essere un alleato per la salute
Un recente sondaggio condotto da Ipsos ha rivelato che il 77% dei cittadini desidera che il medico di famiglia diventi il punto di riferimento principale per la gestione della propria salute
Un recente sondaggio condotto da Ipsos in occasione della Giornata mondiale della salute ha rivelato che il 77% dei cittadini desidera che il medico di famiglia diventi il punto di riferimento principale per la gestione della propria salute. Questo dato mette in luce un profondo desiderio da parte dei pazienti di avere una figura medica che non sia solo un semplice consulente occasionale, ma piuttosto un alleato costante nella cura e nella prevenzione delle malattie.
L’indagine ha anche evidenziato che una percentuale significativa dei cittadini ritiene che i medici di famiglia attualmente svolgano principalmente compiti amministrativi e burocratici (26%) o che si limitino a prescrivere esami di approfondimento e a indirizzare verso specialisti (25%). Questa, però, non è la visione ideale che emerge dalla maggioranza dei partecipanti al sondaggio.
L’importanza di stabilire un rapporto di fiducia tra medico e paziente
«Essere punto di riferimento per la salute significa essere il punto di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale, nonostante un sistema burocratizzato che diventa ostacolo per la relazione stessa tra medici e pazienti – ha detto Silvestro Scotti, Segretario Nazionale della FIMMG – Il fatto che gli stessi cittadini che vedono il loro medico alle prese con beghe amministrative o come meri trascrittori di esami e visite specialistiche abbiano ben chiaro quale deve essere il nostro ruolo, significa che i cittadini stessi chiedono per il proprio medico meno burocrazia e più tempo di cura».
Per Scotti il rapporto di fiducia tra medico e paziente è fondamentale per costruire relazioni di cura efficaci. Scotti sottolinea che essere il punto di riferimento per la salute implica anche essere il punto di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale, nonostante le sfide burocratiche che spesso ostacolano tale relazione.
In linea con queste richieste, l’evoluzione dell’organizzazione territoriale della sanità dovrebbe mirare a ridurre il carico amministrativo sui medici di famiglia, consentendo loro di concentrarsi maggiormente sull’ascolto del paziente, sulla diagnosi di primo livello e sulla comunicazione efficace delle opzioni diagnostiche e terapeutiche. Questo approccio potrebbe non solo migliorare la qualità dell’assistenza medica, ma anche rafforzare la fiducia dei pazienti nel Servizio Sanitario Nazionale nel suo complesso.
Andrea Scavo, direttore dell’Osservatorio ItaliaInsight di Ipsos, sottolinea che i dati del sondaggio mostrano una chiara preferenza dei cittadini per il medico di famiglia come punto di riferimento primario per la salute: «i dati mostrano una chiara visione dei cittadini, che si rafforza ulteriormente quando si passa dalle valutazioni sulla realtà attuale alla situazione considerata ottimale». Questo desiderio diventa ancora più evidente quando si confronta la situazione attuale con quella considerata ottimale, con oltre tre quarti degli italiani che vorrebbero instaurare un rapporto ancora più stretto con il proprio medico di famiglia.
Ciò che in conclusione emerge dal rapporto di Ipsos è una forte richiesta da parte dei cittadini italiani di trasformare il medico di famiglia da mero prescrittore di cure a un partner attivo nella gestione della salute a lungo termine. Questo cambiamento potrebbe richiedere un ripensamento dell’organizzazione e delle priorità nel sistema sanitario, ma potrebbe anche portare a risultati significativamente migliori in termini di salute e soddisfazione del servizio.

