Mozziconi di sigaretta, il rifiuto più disperso nell'ambiente (Foto Sabina Kallari per Pexels)

I mozziconi di sigaretta sono il rifiuto più disperso al mondo: qualcosa come 4.500 miliardi di sigarette vengono abbandonate ogni anno. E rappresentano una delle principali fonti di contaminazione da microplastiche di spiagge, fiumi, suoli e aree urbane. I mozziconi di sigaretta causano inquinamento perché rilasciano nicotina che può contaminare le acque, con effetti e dimensioni sulle risorse idriche ancora poco studiati.

In vista della Giornata mondiale senza tabacco del prossimo 31 maggio, le società scientifiche mediche e le associazioni promotrici ddella Campagna nazionale di prevenzione dei rischi per la salute da esposizione alla plastica hanno inviato una lettera all’ANCI (Associazione dei comuni italiani) per chiedere un impegno più forte dei Comuni contro l’inquinamento causato dai mozziconi di sigaretta. Partecipa al documento l’Associazione italiana medici per l’ambiente (ISDE).

La dispersione dei mozziconi di sigaretta

La campagna richiama l’attenzione su un problema ambientale e sanitario sottovalutato, la dispersione dei mozziconi di sigaretta nell’ambiente, nei mari, lungo le coste, nella natura. In Europa i mozziconi di sigaretta rappresentano il 23,4% dei rifiuti presenti sulle spiagge.

In Italia, dopo i frammenti di plastica, al primo posto della triste classifica dei rifiuti raccolti in spiaggia, ci sono i mozziconi di sigaretta: in media 77 ogni cento metri lineari di spiaggia, sono l’87% dei rifiuti da fumo trovati su spiagge, dune e arenili negli ultimi anni (Legambiente 2026). Analogamente anche le indagini fatte in altri paesi confermano che i mozziconi rappresentano una delle principali fonti di contaminazione delle aree marine, con rilascio di microplastiche e sostanze tossiche dannose per gli ecosistemi.

Filtri e microplastiche

Il documento ricorda inoltre che “i filtri delle sigarette tradizionali sono composti da acetato di cellulosa, una plastica semisintetica non biodegradabile, e costituiscono una fonte significativa di microplastiche e di sostanze altamente inquinanti nell’ambiente. Ogni filtro contiene oltre 15.000 fibre che possono staccarsi durante la manipolazione o il consumo, rilasciando nell’ ambiente sostanze tossiche quali nicotina, metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici”. E questo rappresenta un rischio aggiuntivo per la salute dei fumatori che inalano anche micro e nano plastiche.

Raccolta, sensibilizzazione e divieto di fumo

L’abbandono dei mozziconi di sigaretta è tuttora un fenomeno di massa. In questo contesto, dunque, per l’ISDE è necessario e urgente attuare “interventi combinati di raccolta dedicata, sperimentazione del riciclo, e, soprattutto, di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, con particolare attenzione ai giovani”.

Lo studio richiama le conclusioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, le direttive in atto e le ricerche svolte, che vanno in una direzione: “la misura più efficace per contrastare l’inquinamento da mozziconi di sigaretta è la prevenzione alla fonte, attraverso l’eliminazione dei filtri in plastica che, come attestato dall’OMS, non riducono la tossicità del fumo per i fumatori”; questi rilasciano sostanze inquinanti e microplastiche che hanno effetti eco-tossicologici sui viventi e sull’ambiente. Di più: “l’uso dei filtri può anzi indurre una falsa sensazione di protezione che può spingere a fumare di più”.

La lettera chiede ai Comuni di diffondere il documento “Inquinamento da mozziconi di sigaretta e microplastiche”, aderire alla Giornata mondiale senza tabacco integrando il tema nelle politiche locali di ambiente e salute, e di adottare ordinanze di divieto di fumo in spiagge, parchi e altri luoghi pubblici particolarmente frequentati. La richiesta è inoltre quella di rafforzare la raccolta dedicata dei mozziconi e di sostenere l’applicazione del principio europeo di Responsabilità Estesa del Produttore, affinché i costi della gestione di questo tipo di rifiuto ricadano sui produttori del tabacco.

Nella lettera si ricorda anche che i Comuni sono già chiamati dalla normativa vigente a installare raccoglitori dedicati, promuovere campagne di sensibilizzazione e applicare sanzioni per l’abbandono dei mozziconi.

I danni del fumo

Tutto questo in un’ottica di tutela della salute ambientale e umana. Secondo gli ultimi dati, in Italia fuma il 24% degli adulti, uno su quattro: il 7,5% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni (oltre 240 mila ragazzi) e il 37,4% di quelli tra i 14 e i 17 anni. Oltre al fumo di sigaretta si è ampiamente diffuso l’uso di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, anch’essi fonti di rifiuti inquinanti difficilmente biodegradabili e classificati come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, “ogni anno l’industria del tabacco impatta nel mondo con più di 8 milioni di morti, 200.000 ettari di territorio, 22 miliardi di tonnellate di acqua e 84 tonnellate di CO2”.

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