Sbiancanti e rassodanti intimi
Sbiancanti e rassodanti intimi, sono sicuri? Ne parla la dermatologa Pucci Romano
La cosmetica corre ai ripari dell’invecchiamento intimo della donna con creme, gel, sieri per lo sbiancamento e il rassodamento della parti intimi. Quali i possibili rischi? Abbiamo intervistato la dermatologa esperta Pucci Romano, presidente di Skineco
Il tempo passa per tutti e tutte le parti del nostro corpo subiscono il suo inesorabile scorrere. Sul viso spuntano le prime rughe, la pelle perde elasticità, piccole macchie cutanee compaiono sul viso o sulle mani. Anche la vulva è interessata da questo processo estetico: i peli pubici si diradano, il colore della pelle diventa più scuro e le grandi labbra cedono perché risentono della gravità proprio come il viso. E così se la donna interessata da un processo di invecchiamento chiama, la cosmetica risponde con nuovi prodotti come gli sbiancanti e rassodanti intimi.
Anche le parti intime invecchiano. E il mercato corre ai ripari
“Nella donna, intorno ai 50 anni, si verifica una forte carenza di estrogeni – spiega la dottoressa Pucci Romano, Medico specialista in Dermatologia e Venereologia e presidente di Skineco, Associazione Internazionale di Ecodermatologa – Si tratta di un processo che interessa tutto il corpo e in particolare i genitali che hanno dei recettori per gli estrogeni. Sia le donne che gli uomini ogni anno perdono un 1% di collagene. La differenza la fa menopausa nella donna, perché determina una perdita di collagene nel giro del primo anno di ben il 20%. E la conseguenza è una drastica caduta della tenuta della pelle e delle mucose”.

Il mercato offre diverse soluzioni per il rassodamento, il lifting o lo sbiancamento delle parti intime. Queste creme, sieri, spray o gel assicurano effetti rimpolpanti immediati, rassodamento dell’area, azioni schiarenti ridonando luminosità. Secondo la dottoressa Romano le tante promesse di questa branca della cosmetica non possono essere garantite: “Difficilmente questi prodotti renderanno più toniche e sode le parti intime femminili. La prima soluzione è farsene una ragione, accettando che il tempo passa. E anche la moda…”
Perché come nell’Antica Grecia o in epoca vittoriana erano apprezzate le donne formose a dispetto dei corpi femminili alti e magri di oggi, anche la vulva è stata interessata da un trend estetico. “Pensiamo al quadro de ‘L’origine del mondo’ di Courbet della seconda metà dell’Ottocento esposto al Museo d’Orsay a Parigi – ricorda l’esperta – Questa opera raffigura una vulva tutt’altro che depilata mentre nell’epoca attuale va molto di moda la depilazione totale. Rispetto a questo trattamento non mancano gli studi che dimostrano come i peli pubici rappresentino una barriera fondamentale per una zona del corpo della donna delicata ed esposta a diversi virus. Il vero problema è che ai giorni d’oggi c’è un atteggiamento verso i genitali molto estetico e poco salutare.”
Le sostanze da evitare negli Inci di sbiancanti e rassodanti intimi
Quindi se il primo passo per combattere l’invecchiamento intimo è l’accettazione del tempo che passa, il secondo è capire ciò che è veramente importante. Ovvero prendersi cura della salute del proprio corpo, genitali compresi. Abbiamo quindi cercato di capire insieme alla dottoressa quanto siano più o meno sicuri questi prodotti. Nella lista degli ingredienti delle etichette (Inci) di sbiancanti e rassodanti intimi e non solo spesso sono presenti sostanze problematiche se non pericolose.
“Uno dei principi attivi da evitare è l’idrochinone – precisa la dermatologa – Si tratta di un agente sbiancante limitato nella sua concentrazione dalla normativa in Europa e considerato potenzialmente cancerogeno per i melanociti della pelle. Da evitare anche tutte quelle sostanze classificate come sospetti interferenti endocrini come il BHT (antiossidante) o l’acido borico (anti-microbico). Lo stesso vale per i parabeni e tutte quelle sostanze di derivazione siliconica o petrolifera (rispettivamente il Dimethicone e il Paraffinum Liquidum, entrambe condizionanti ed emollienti)”.
In alcuni di questi prodotti è stato riscontrato anche il discusso conservante fenossietanolo. Vale la pena ricordare che questo conservante, limitato dalla normativa europea, è da tempo al centro di attenzione sin da quando nel 2012 l’Agenzia francese per la sicurezza dei medicinali (Ansm) ne raccomandava il divieto all’impiego nelle salviette intime per bambini.
Attenzione agli allergeni
Quasi tutte le creme e gli sbiancanti intimi hanno inoltre una profumazione gradevole; eppure, è risaputo che i profumi sono gli allergeni per eccellenza. “L’Europa – continua Romano – ha di recente aumentato la lista delle sostanze classificate come allergizzanti nei cosmetici che da 24 sono passate a 26. Si tratta di profumi ad alto rischio sensibilizzazione”. Help Consumatori ne aveva parlato qui precisando come a livello europeo si stima che l’1/9% della popolazione sia allergica a questi profumi. Tra i prodotti rilevati abbiamo trovato alcune di queste sostanze come il geraniol, il citronellol, il linalool e il limonene. E anche la dicitura “parfum”, che non ne esclude la presenza.
La giusta skin care per parti intime femminili
Il consiglio dell’esperta per prendersi cura della salute delle proprie parti intime è di “acquistare cosmetici solo dopo averne letto le etichette assicurandosi che non siano presenti sostanze sospette e adottare una vera e propria skin care rispettosa della mucosa. Si può lavorare ad esempio su altri fattori di invecchiamento come la secchezza vaginale. In questo senso ci sono dei prodotti validi in commercio anche a base totalmente naturale. Bisogna stare attenti a non alterare la barriera della mucosa, la sua acidità e il suo microbiota. Scegliere quindi detergenti non aggressivi nei confronti del PH vaginale di moderata acidità introno al 3,5. E’ bene infine fare una scelta attenta anche dei tessuti che vengono a contatto con la pelle, anche su questo fronte il consumatore può fare molto puntando sul made in Italy e su fibre naturale prive di coloranti aggressivi”.

