protesi ed ausili sempre più vicini alle esigenze dei pazienti

I problemi del Servizio Sanitario Nazionale

Cittadini e medici hanno firmato il Patto per la Salute. Una “cura di coppia” che vede da un lato Cittadinanzattiva e dall’altro la Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) che hanno siglato a Roma un Patto per la Salute su tre punti essenziali: rifinanziare il Servizio Sanitario Nazionale, rivedendo i criteri di riparto del Fondo Sanitario a partire dai reali bisogni di salute della popolazione; superare la logica del superticket; reinvestire i risparmi derivanti da una buona governance sanitaria all’interno dello stesso Servizio Sanitario Nazionale.

«Cittadinanzattiva e Fnomceo fanno da anni fronte comune per difendere i diritti, costituzionalmente protetti, alla tutela della salute e all’uguaglianza», ha detto il presidente della Federazione degli Ordini, Filippo Anelli.

 

 

Lotta alle disuguaglianze e diritto alla salute

L’orizzonte in cui ci si muove è quello della lotta alle disuguaglianze e di un intervento che tuteli il diritto alla salute dei cittadini, minato da azioni quali il definanziamento del Servizio sanitario nazionale, la creazione di fatto di tanti servizi sanitari su base regionale (cambiano liste d’attesa, procedure di emergenza e di urgenza, coperture vaccinali, screening oncologici e quant’altro) e l’aumento della spesa privata per cure e prestazioni.

«Il tema della lotta alle disuguaglianze, come sottolineato anche dalle recenti dichiarazioni del ministro Speranza, è un tema centrale per il Servizio sanitario nazionale, ma non riguarda solo il rapporto tra nord e sud – ha detto Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva – ma anche aree della stessa regione, tra generazioni, solo per fare alcuni esempi. Il SSN è stato sin dalla sua fondazione l’architrave della coesione sociale, deve tornare a essere uno strumento di sviluppo sociale del Paese, e in grado di garantire la effettiva esigibilità dei diritti per i cittadini».

Queste le richieste avanzate alla politica da medici e cittadini per ristabilire l’universalità e l’equità d’accesso al diritto alla salute:

  • porre fine alle disuguaglianze, partendo dal lavoro sviluppato dalla Strategia nazionale per le Aree interne;
  • riorganizzare le reti dell’offerta ospedaliera e dell’assistenza territoriale;
  • valutare i fabbisogni del personale del Servizio Sanitario nazionale e dei cittadini che vi accedono;
  • implementare le infrastrutture e i modelli organizzativi per realizzare il sistema di interconnessione dei sistemi informativi del Servizio sanitario nazionale;
  • promuovere azioni che valorizzino l’autonomia e l’indipendenza della professione medica, a garanzia del diritto all’autodeterminazione del paziente: tra le più importanti e urgenti, la revisione dei limiti nella prescrizione dei farmaci, da attuarsi coinvolgendo nei Tavoli dell’Aifa le organizzazioni civiche e le federazioni ordinistiche mediche.

Per superare le disuguaglianze di salute, infine, cittadini e medici chiedono un Tavolo di confronto sulle proposte di autonomia differenziata, aperto alle Associazioni di cittadini-pazienti e alle organizzazioni rappresentative dei professionisti della salute.

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