alimentazione e etichettatura nutrizionale

Governo italiano e Fao insieme per promuovere la dieta mediterranea. I principi della dieta mediterranea danno un contributo trasversale all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e servono ad avere una produzione sostenibile, eliminare la povertà estrema e la fame e ridurre le disuguaglianze.

Con lo sguardo rivolto agli obiettivi di Sviluppo Sostenibile da qui al 2030 – che prevedono fra l’altro di porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile (goal 2) – l’Italia insieme all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) hanno organizzato oggi un evento sulla dieta mediterranea, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’utilità di questo stile alimentare per raggiungere gli obiettivi di Sviluppo sostenibile.

 

 

Dieta mediterranea, alimentazione sana

Il messaggio: far sì che tutti abbiano accesso a un’alimentazione sana come la dieta mediterranea è fondamentale ai fini dell’Agenda 2030, e questo tipo di diete vanno tutelate e incentivate.

Il convegno “Più di 2000 anni di dieta mediterranea: dagli antichi romani al riconoscimento UNESCO del 2010. La dimensione culturale del cibo”, con gli interventi del Segretario Generale della Farnesina Elisabetta Belloni e il Direttore Generale della Fao Qu Dongyu, è in realtà il primo evento di una serie dedicata appunto alla dieta mediterranea, in programma tra settembre 2019 e la fine del 2020.

L’obiettivo è quello di incentivare la diffusione della dieta mediterranea ed esplorare come i vari aspetti di questo tipo di alimentazione possano essere integrati nel lavoro della Fao su sicurezza alimentare e nutrizione, salubrità alimentare, sistemi alimentari sostenibili,  biodiversità, perdita e spreco di cibo e innovazione agricola.

 

olio di oliva

 

Patrimonio Unesco minacciato dall’alimentazione moderna

La dieta mediterranea, uno stile di alimentazione che ha attraversato i secoli, è stata riconosciuta “patrimonio culturale immateriale” dell’umanità dall’Unesco nel 2010. Da oltre 2000 anni, dicono dalla Farnesina, «la dieta mediterranea costituisce un insieme unico di conoscenze, simboli, rituali e tradizioni, che vanno dall’agricoltura, alla pesca e all’allevamento, dalla conservazione del cibo alla preparazione dei piatti, fino a includere le pratiche di condivisione del cibo comuni a molti popoli del bacino del Mediterraneo».

La dieta mediterranea, è il messaggio lanciato dal direttore generale della Fao, promuove la produzione alimentare locale e i relativi modelli di consumo, incoraggia l’agricoltura sostenibile e ha un basso impatto ambientale. Ma come altre diete sta cedendo il passo alle «abitudini alimentari moderne» e alla crescente dipendenza da quella «alimentazione facile» offerta da supermercati e fast-food.

Globalizzazione, urbanizzazione, crescita demografica, nuove abitudini di nutrizione stanno cambiando l’alimentazione e i modelli di consumo, non sempre in meglio, anzi: basti pensare all’alimentazione scorretta che unisce cattiva alimentazione e sovra-alimentazione, junk food, cibo ultraprocessato, eccessi di zucchero e sale. Tutti con un impatto sulla salute delle persone.

Da qui l’impegno delle istituzioni a promuovere e tutelare stile alimentari come la dieta mediterranea. La promozione dell’alimentazione sana per un mondo a “fame zero” sarà al centro della prossima Giornata mondiale dell’Alimentazione del 16 ottobre.


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