Virus respiratorio sinciziale, immunizzazione completa dei neonati solo in quattro regioni (Foto di Public Co da Pixabay)

Virus respiratorio sinciziale, immunizzazione completa dei neonati solo in quattro regioni

Cittadinanzattiva pubblica l’”Osservatorio VRS-Accesso equo alla prevenzione” sul virus respiratorio sinciziale. Per i neonati 2024 e 2025 c’è stata immunizzazione completa solo in Piemonte, Lombardia, Veneto e Sicilia. Quasi dimenticati adulti fragili, anziani e donne in gravidanza

Per i neonati nel 2024 e 2025 l’immunizzazione completa contro il virus respiratorio sinciziale è stata raggiunta solo in quattro regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto e Sicilia. Nelle altre ci sono coperture parziali e disuguaglianze soprattutto nella copertura dei nati fuori stagione. I nati in stagione (da ottobre a marzo) ricevono infatti l’immunizzazione direttamente nei punti nascita, mentre per i nati da aprile a settembre ci si affida o ai centri vaccinali o ai pediatri (con risultati variabili a seconda dei modelli regionali).

Quasi dimenticata la vaccinazione materno-fetale, quella degli adulti fragili e degli anziani.

Il quadro emerge dall’ “Osservatorio VRS – Accesso equo alla prevenzione” pubblicato oggi da Cittadinanzattiva e disponibile sul sito web dell’associazione. Il documento sintetizza il lavoro di un tavolo tecnico composto da esperti e professionisti (società scientifiche, associazioni di pazienti e Dipartimenti di Prevenzione Regionali) e fotografa quanto accaduto in Italia nella stagione 2024-2025, in tema di accesso alla vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (VRS). L’obiettivo è anche quello di monitorare cosa accadrà nei prossimi mesi sul versante della prevenzione.

Virus respiratorio sinciziale, le disuguaglianze e le criticità

“A oltre un anno dalla pubblicazione delle Circolare Ministeriale che indicava gli strumenti disponibili nella stagione 2024-2025 per la vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (VRS) – spiega Cittadinanzattiva – sono solo 4 le Regioni in cui si è raggiunta una completa immunizzazione per la popolazione dei neonati: Piemonte, Lombardia, Veneto e Sicilia. Copertura parziale (per i nati da Aprile, Luglio e Agosto, a seconda delle disposizioni regionali) in Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria. Accesso alla vaccinazione ancora più ridotto (per i nati da novembre a marzo) nelle Marche, in Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna”.

Nonostante la confusione e le difficoltà di approvvigionamento, evidenzia il dossier, “l’immunizzazione dei bambini nelle neonatologie ha avuto un impatto estremamente positivo, riducendo fino al 90% le infezioni da VRS nei bambini nati in stagione. Non altrettanto bene sono andate le cose per i nati fuori stagione, sia per l’insufficienza delle dosi anticorpali, sia per il disomogeneo coinvolgimento, a livello interregionale, dei pediatri di libera scelta. Per questi bambini solo poche regioni sono riuscite a garantire una buona copertura; altre regioni hanno avuto coperture basse e altre ancora hanno dovuto rinunciare del tutto ad offrire la protezione ai nati fuori stagione”.

È indietro anche la protezione del neonato attraverso la vaccinazione della donna in gravidanza: l’offerta è stata prevista solo in Sicilia e Molise. Per le altre categorie a rischio, adulti fragili e anziani, nella stagione 2024-25 non è stata attivata alcuna offerta estesa di prevenzione e si contano solo sporadici casi isolati.

L’impatto del virus respiratorio sinciziale

Il virus respiratorio sinciziale è il principale responsabile delle infezioni respiratorie acute nei bambini sotto i due anni, ma può colpire in modo grave anche anziani e adulti a rischio per condizioni croniche. Il virus, altamente trasmissibile, rappresenta la principale causa di bronchiolite nei neonati, oltre a essere responsabile di infezioni respiratorie gravi negli anziani e nei fragili.

Secondo i dati riportati nel dossier da Cittadinanzattiva, nel mondo il virus respiratorio sinciziale causa ogni anno circa 3,5 milioni di ricoveri e 100.000 decessi fra i bambini sotto i 5 anni. In Italia si stima che oltre 80.000 bambini nel primo anno di vita vengano visitati per cause legate all’infezione da VRS: per circa 15.000 di loro è necessaria l’ospedalizzazione e per circa 3000 la terapia intensiva. Un terzo dei bambini che hanno sofferto di bronchiolite, in particolare se hanno avuto bisogno di ricovero, hanno episodi episodi ricorrenti di broncospasmo fino all’età scolare e in alcuni casi sviluppano l’asma.

Tra gli over 60, invece, il virus è responsabile di circa 290.000 infezioni respiratorie acute, 26.000 ricoveri e 1.800 decessi.

L’impatto del virus è oggetto di crescente attenzione anche per la disponibilità di nuovi strumenti di prevenzione, rappresentati dall’anticorpo monoclonale per i neonati, dal vaccino per le donne in gravidanza (immunizzazione materno-fetale) e dai vaccini per anziani e adulti fragili.

Garantire equità di accesso alla prevenzione

«L’Osservatorio mira a rilevare in particolare le disuguaglianze che si sono create tra le diverse Regioni, individuare le criticità intervenute ma anche a raccogliere dati sui bisogni non soddisfatti di alcune fasce di popolazione – spiega Valeria Fava, responsabile del coordinamento delle politiche della salute di Cittadinanzattiva – La nostra priorità è che sia garantita equità di accesso alle misure di prevenzione per tutti i target di popolazione interessati, indipendentemente dalla regione di residenza: neonati nel primo anno di vita, donne in gravidanza – che se vaccinate possono proteggere il loro bambino – anziani e adulti con condizioni di fragilità. Per questo bisognerà intervenire con urgenza per aggiornare il Calendario nazionale di immunizzazione con l’inclusione dell’offerta VRS e  prevedere adeguate risorse, considerando i risparmi ottenibili in termini di riduzione dei ricoveri, contenimento delle complicanze e alleggerimento del carico assistenziale».

Fra le proposte dell’Osservatorio ci sono una maggiore attenzione istituzionale alle raccomandazioni di esperti e società scientifiche sulle misure di prevenzioni disponibili; l’inserimento stabile nel Calendario nazionale di immunizzazione dell’offerta VRS per i neonati, le donne in gravidanza, gli anziani e fragili per garantire uniformità di accesso; lo stanziamento di fondi sufficienti per coprire tutte le fasce di popolazione target; una cabina di regia nazionale per la comunicazione ai cittadini.

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