Da gennaio 2016, la tanto attesa “Bolletta 2.0” è diventata realtà, seppure al momento della sua introduzione ufficiale non tutti gli operatori fossero realmente pronti ad accogliere le novità previste dall’Autorità per l’Energia elettrica, il gas e il sistema idrico. Dopo alcuni mesi dal suo varo ufficiale però le aspettative positive nutrite dalle Associazioni dei consumatori sembrano essere state in parte disilluse. Fatti i primi calcoli di stima, infatti, milioni di famiglie italiane si troveranno a pagare, con la nuova tariffa progressiva D1, almeno il 30% in più se consumeranno meno di 2.700 kw/h annui. Per il presidente di Adoc, Roberto Tascini, c’è senza alcun dubbio qualcosa da sistemare nel contesto attuale. “In linea di principio non siamo contrari alla nuova tariffa D1, ma così come è stata formulata e introdotta rischia di produrre più danni che benefici”.
La tariffa progressiva D1 introduce il principio in base al quale si paga in proporzione dei consumi, per cui più consumi energia elettrica meno paghi. Lo scopo di questo meccanismo è quello di spingere il più possibile il consumo di energia elettrica, di cui il nostro Paese uno tra i maggiori produttori in Europa, anche se per la maggior parte deriva dalle fonti rinnovabili. Il passaggio brutale al nuovo sistema di tariffazione però rischia di mettere in difficoltà i consumatori, n particolare le categorie più deboli come le famiglie numerose o a reddito medio-basso.
Un’altra nota dolente della bolletta 2.0 riguarda la semplicità e la trasparenza: la promessa dati essenziali sul costo unitario delle kilowatt/ora o dei metri cubi, con l’indicazione dei consumi giornalieri, mensili e annuali ha lasciato il posto a costi medi di difficile comprensione.
Infine, ad essere contestato dall’Associazione è il passaggio obbligato al mercato libero.
“Alle suddette “innovazioni”, che per come sono applicate sono completamente negative si aggiungerà, nonostante le proteste di alcune Associazioni dei consumatori, la liberalizzazione del mercato. Di fatto il Governo ha già predisposto un decreto che dal 1° gennaio 2018 eliminerà il mercato tutelato, costringendo 21 milioni di famiglie a scegliere un fornitore nel mercato libero”, sottolinea Tascini che specifica che come associazione “continuiamo ad essere contrari al provvedimento, in quanto il mercato libero esiste già ed è conveniente solo per le medie e grandi imprese, mentre si è rivelato molto più caro per le famiglie e le piccole imprese, e a sostenere che la concorrenza controllata, che oggi avviene attraverso l’Acquirente Unico, è una forma di controllo del mercato da potenziare e sostenere”. Alcuni riscontri pratici hanno dimostrato, precisa l’associazione, che comparando la migliore offerta sul mercato libero, per i consumatori domestici, con le tariffe degli ultimi tre anni del mercato tutelato, il vantaggio per la bolletta della luce si riduce a circa 10 euro annui, mentre per il gas il vantaggio massimo è di 100 euro l’anno.

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Redazione
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1 thought on “Adoc: la bolletta 2.0 non convince e rischia di essere un bluff per i consumatori

  1. Le nuove bollette luce e gas che dovevano essere più chiare e più facili da leggere sono in realtà peggiori delle precedenti: sono scritte con caratteri piccoli, a volte illeggibili e mancano molti dati consumi e prezzi che erano scritti nelle vecchie bollette ma ora non più cosìcche il controllo bollette non è più possibile!!! MALE!!!

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