Benzinai: senza novità sul decreto trasparenza prezzi si va verso lo sciopero (fonte immagine Pixabay)

Senza novità, i benzinai andranno verso lo sciopero. Lo sciopero indetto per il 25 e 26 gennaio dai gestori rimane “congelato”, come annunciato dopo l’incontro di venerdì con il Governo, ma i benzinai esprimo delusione per l’esito del decreto trasparenza sui prezzi dei carburanti pubblicato in Gazzetta ufficiale. Faib Confesercenti sostiene che la trasparenza è obiettivo di tutti ma “il decreto così com’è criminalizza solo la categoria”. La decisione sullo sciopero è rimandata al tavolo tecnico indetto per domani.

Benzinai: evitare la giungla cartellonistica

Faib Confesercenti, informa una nota, «conferma il giudizio di forte contrarietà sul decreto Trasparenza. Pesa la formulazione della norma che conferma l’obbligo di un nuovo cartello e l’inasprimento inaccettabile delle sanzioni. Ben venga maggiore trasparenza ma si eliminino adempimenti che risulterebbero inutili e si riveda il sistema sanzionatorio, senza duplicazioni e senza accanimenti».

I benzinai chiedono ancora di perseguire “con razionalità” gli strumenti utili per dare informazioni corrette ai consumatori, «ma si eviti la giungla cartellonistica che creerebbe solo confusione. Se si vuole un nuovo cartello significa che quelli che ci sono non sono utili. E allora li si eliminino e si razionalizzi la giungla cartellonistica».

Uno dei problemi per i benzinai è di fatto la previsione di adeguare la cartellonistica di pubblicizzazione dei prezzi presso ogni punto vendita con l’indicazione della media aritmetica dei prezzi di riferimento, come stabilito dal decreto trasparenza entrato il vigore il 15 gennaio.

«I prezzi dei carburanti sono già oggi i più pubblicizzati rispetto ad ogni altro prodotto di largo e generale consumo e occorre attenzione nel costruire nuove informazioni, tenendo conto delle specificità che ci sono tra rete ordinaria e rete autostradale – prosegue Faib Confesercenti – Pertanto, lo sciopero contro questo provvedimento inutile e dannoso resta congelato, in attesa dell’incontro di martedì già fissato al Ministero delle Imprese e del made in Italy. In quella sede valuteremo se il Governo ha intenzione di accogliere le richieste della categoria o meno». Le decisioni verranno illustrate in una conferenza stampa unitaria che ci sarà giovedì 19 gennaio.


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