Le parole del consumatore: Accise

Le parole del consumatore: Accise (Fonte immagine: Pixabay)

Nelle ultime settimane si parla tanto di “accise“, con particolare riguardo all’aumento dei prezzi dei carburanti, con il diesel “servito” che pochi giorni fa aveva superato i 2 euro al litro. Si parla di “speculazioni” in atto, ma soprattutto dello stop al taglio delle accise, come principali cause di tali rialzi.

Infatti i dati sui rincari dei carburanti scattati dal 1° gennaio rispecchierebbero, secondo alcune analisi, la mancata proroga del taglio delle accise – misura che in origine valeva 30,5 centesimi al litro, poi ridotta a 18,3 centesimi e azzerata a partire dal 1° gennaio 2023.

Cosa sono le accise?

Con l’accisaspiega il MEF – lo Stato preleva un’imposta al momento della fabbricazione o del consumo di un prodotto, nonché all’atto della sua importazione.

Il regime generale dell’accisa viene istituito in ambito comunitario con l’entrata in vigore della direttiva 92/12/CEE del Consiglio, che sancisce l’armonizzazione di tale tributo tra gli stati membri. In ambito nazionale le disposizioni unionali vengono trasfuse nel decreto legislativo 26 ottobre 1995 n. 504, ovvero il testo unico delle accise (TUA), contenente le disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e le relative sanzioni penali e amministrative. Attualmente il TUA disciplina i prodotti energetici (compresi i carburanti e i combustibili per riscaldamento), i prodotti alcolici, i tabacchi lavorati e l’energia elettrica.

(Qui il riepilogo delle aliquote d’imposta vigenti nel settore delle accise)

Le accise sui carburanti

Come spiegato da RaiNews in un approfondimento dedicato, le accise offrono allo Stato alcuni vantaggi rispetto alle altre imposte. Intanto “garantiscono un gettito immediato, sicuro e costante per le casse erariali. Inoltre, “l’accisa scatta nel momento in cui i prodotti fabbricati vengono immessi nel circuito del consumo; l’importo quindi viene pagato al momento dell’acquisto, quando facciamo benzina, o al massimo poco dopo, come nel caso delle bollette dell’energia elettrica e del gas. Un altro vantaggio è che basta poco per ritoccare al rialzo le aliquote e quindi far fronte alle esigenze di bilancio in modo rapido ed efficace”.

Tra le accise più conosciute, e di cui si parla di più, ci sono quelle che riguardano i carburanti: “sono ben 18 – spiega RaiNews – le accise sui carburanti che gravano sulle tasche degli automobilisti italiani”:

  • 1) finanziamento della crisi di Suez (1956) – 0,00723 euro;
  • 2) ricostruzione post disastro del Vajont (1963) – 0,00516 euro;
  • 3) ricostruzione post alluvione di Firenze (1966) – 0,00516 euro;
  • 4) ricostruzione post terremoto del Belice (1968) – 0,00516 euro;
  • 5) ricostruzione post terremoto del Friuli (1976) – 0,00511 euro;
  • 6) ricostruzione post terremoto dell’Irpinia (1980) – 0,0387 euro;
  • 7) finanziamento missione ONU in Libano (1982 – 1983) – 0,106 euro;
  • 8) finanziamento missione ONU in Bosnia (1996) – 0,0114 euro;
  • 9) rinnovo contratto autoferrotranvieri (2004) – 0,020 euro;
  • 10) acquisto autobus ecologici (2005) – 0,005 euro;
  • 11) ricostruzione post terremoto de L’Aquila (2009) – 0,0051 euro;
  • 12) finanziamento alla cultura (2011) – 0,0071;
  • 13) finanziamento crisi migratoria libica (2011) – 0,040 euro;
  • 14) ricostruzione per alluvione che ha colpito Toscana e Liguria (2011) – 0,0089 euro;
  • 15) finanziamento decreto “Salva Italia” (2011) – 0,082 euro;
  • 16) finanziamento per ricostruzione post terremoto dell’Emilia (2012) – 0,024 euro;
  • 17) finanziamento del “Bonus gestori” (2014) – 0,005 euro;
  • 18) finanziamento del “Decreto fare” (2014) – 0,0024

Queste, però, “nel 1995 sono state inglobate in un’unica imposta indifferenziata, che finanzia il bilancio statale nel suo complesso (quasi 24 miliardi di euro nel 2021), senza più alcun riferimento alle motivazioni originali, ma che, in ogni caso, sono ancora alla base dell’imposta e la compongono“.

“Il valore totale di questa imposta indiretta – spiega ancora RaiNews – è sempre salito, fino a toccare il massimo storico nel 2014, quando si pagavano 0,73 euro di accisa per ogni litro di carburante. Oggi dovrebbe gravare sul prezzo alla pompa per un totale di 728 centesimi, a cui però bisogna aggiungere l’Iva per arrivare quindi a oltre 1 euro (1,049) di tassazione su ogni litro di benzina”.


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