Crisi energetica, Commissione lancia AccelerateEU (Foto Pixabay)
Crisi energetica, la Ue lancia AccelerateEU e recupera un po’ di spirito green
La Commissione europea lancia il pacchetto AccelerateEU contro la crisi energetica, per proteggere gli europei dalla crisi dell’energia fossile e accelerare il passaggio all’energia pulita
La crisi energetica sarà lunga e l’Europa deve correre ai ripari. La guerra in Medio Oriente sta avendo un impatto forte sui mercati energetici globali, con effetti a cascata sull’economia, sull’industria e sulle famiglie. E anche se le ostilità finissero immediatamente, ci vorrebbe tempo per riattivare le forniture energetiche. Ecco dunque che la Commissione europea ha deciso di proporre una serie di azioni per proteggere gli europei dalla crisi energetica, venendo incontro alle esigenze di famiglie e imprese, e per far uscire l’Europa dalla dipendenza energetica.
Il pacchetto AccelerateEU
“Per la seconda volta in meno di cinque anni, gli europei stanno pagando il prezzo della dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili importati”, afferma Bruxelles.
La Commissione ha dunque proposto “AccelerateEU”, un pacchetto di strumenti per fornire aiuti immediati alle famiglie e alle industrie europee, in particolare a quelle più vulnerabili, mettendo nel contempo l’Europa su un percorso costante verso l’indipendenza energetica. La crisi fa recuperare un po’ dello spirito del Green Deal.
AccelerateEU sottolinea infatti “l’importanza di accelerare la transizione verso fonti di energia pulita autoctone”.
Energia pulita e a prezzi accessibili
Bruxelles spiega ancora che “l’attuale situazione geopolitica ricorda con forza che accelerare la transizione verso un’energia pulita, sicura e a prezzi accessibili è un imperativo economico e di sicurezza”.
Il pacchetto proposto dalla Commissione contiene misure strutturali e a breve termine per ridurre la dipendenza energetica dal mercato dei combustibili fossili e rafforzare la capacità europea di affrontare la crisi energetica.
“La nostra strategia AccelerateEU – ha detto Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea – apporterà misure di sostegno immediate e più strutturali ai cittadini e alle imprese europei. Dobbiamo accelerare il passaggio a energie pulite e autoctone. Ciò ci garantirà indipendenza e sicurezza energetica e ci consentirà di resistere meglio alle tempeste geopolitiche.”
Le azioni contro la crisi energetica
Cinque le azioni su cui si fonda il pacchetto: maggiore coordinamento a livello europeo; proteggere consumatori e industria dallo shock dei prezzi; accelerare il passaggio all’energia pulita e all’elettrificazione autoctone; rafforzare il sistema energetico europeo e promuovere gli investimenti, mobilitando finanziamenti pubblici e privati per la transizione verso l’energia pulita.
“Non vi sono alternative al Green Deal per quanto riguarda la sicurezza e la competitività – ha detto Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva – Ancora una volta, i cittadini e le imprese stanno pagando il prezzo della nostra dipendenza”.
Il coordinamento è fondamentale. Dunque “le misure nazionali di emergenza e le misure volte a garantire la disponibilità di carburante per aerei e diesel, compresa la disponibilità di capacità di produzione di raffineria di petrolio, dovrebbero essere strettamente coordinate”.
Verrà istituito un nuovo Osservatorio sui combustibili per monitorare la produzione, le importazioni, le esportazioni e i livelli delle scorte di carburanti per il trasporto nell’UE. Questo aiuterà a individuare potenziali carenze e ad adottare misure mirate in caso di rilascio di scorte di emergenza.
Le misure “tempestive, mirate e temporanee” possono comprendere sostegno al reddito, buoni energetici, riduzione delle accise sull’energia elettrica per le famiglie vulnerabili. La Commissione adotterà inoltre un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, che offrirà ulteriore flessibilità ai governi nazionali.
Bruxelles chiede di accelerare il passaggio all’energia pulita autoctona (un intervento può venire dal ripotenziamento dei grandi parchi eolici e degli impianti rinnovabili, compresi i parchi eolici offshore e le centrali idroelettriche); di sfruttare al massimo i finanziamenti disponibili e promuovere gli investimenti, anche se da solo il denaro pubblico non basterà per gli investimenti nella transizione energetica – servono 660 miliardi di euro l’anno fino al 2030. “La Commissione – annuncia Bruxelles – organizzerà un vertice sugli investimenti nell’energia pulita che riunirà il settore dei servizi finanziari, compresi i principali investitori istituzionali, i leader industriali, i promotori di progetti e i finanziatori pubblici, per accelerare i finanziamenti privati”.

