Strage di lupi in Abruzzo
Lupi, è strage in Abruzzo. 18 gli esemplari uccisi
In Abruzzo è strage di lupi nel territorio del Parco nazionale: il numero è salito a 18. Il Parco: “La situazione è drammatica per dimensione del fenomeno che è difficile anche solo doverne parlare”
È strage di lupi in Abruzzo. Dopo i primi dieci esemplari trovati morti una settimana fa, a Pescasseroli sono stati rinvenuti altri 3 lupi in una zona diversa dalla precedente e a Bisegna sono state trovate le carcasse di 4 lupi, 3 volpi e una poiana. Un altro lupo è stato trovato morto a Barrea. Il Parco nazionale d’Abruzzo ieri ha diramato una nota con i nuovi numeri di una strage che si aggrava e che lascia sgomenti davanti alla diffusione degli avvelenamenti.
Sono 18 gli esemplari uccisi illegalmente in pochi giorni nell’area del parco nazionale, denuncia il WWF, per il quale “ci troviamo davanti ad una strage continua che colpisce al cuore il nostro patrimonio naturale. Spargere veleno per colpire una specie simbolo come il lupo, significa compiere un atto vile e criminale contro la biodiversità e un attentato alla sicurezza pubblica: gesti che nel 2026 non possono restare impuniti”.
“Quadro gravissimo”
Il Parco nazionale d’Abruzzo ha diramato una nota in cui esprime dolore e sconcerto per quello che sta accadendo, spiegando che dal primo rinvenimento sono proseguite le perlustrazioni e i rastrellamenti con il personale e il supporto dei cani antiveleno del Parco e dei Carabinieri Forestali di Assergi.
“Il quadro che emerge è gravissimo e anche se in alcune aree non sono stati ancora rinvenuti bocconi avvelenati o reperti che fanno chiaramente pensare all’avvelenamento, la presenza di più specie morte negli stessi contesti rende fortissimo il sospetto che ci si trovi di fronte ad altri episodi di avvelenamento. Siamo al lavoro per accertare le cause di morte e acquisire elementi utili alle indagini. La situazione è drammatica per dimensione del fenomeno che è difficile anche solo doverne parlare”.
Per il Parco nazionale “la delusione si mescola allo sconforto, in un dolore che passa dalla sofferenza profonda all’incredulità. In questi giorni di lavoro sul campo, e non solo, si continua a sperare di non dover fare i conti con altre brutte notizie e di non dover più aggiornare questa drammatica contabilità. Ribadiamo ancora una volta un concetto che abbiamo già espresso con chiarezza: qualunque sia la motivazione, illegalità e criminalità non possono essere giustificate in alcun modo”.
WWF: a rischio anche l’orso bruno
Questi episodi, aggiunge il WWF, mettono a rischio anche la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano, ormai presente con una popolazione di poche decine di individui proprio nelle aree investite dalla strage di lupi. L’associazione ricorda che lo stesso Ministero della Salute, considerato il serio rischio di avvelenamento per la popolazione umana, per gli animali e il grave rischio di inquinamento ambientale, con l’ordinanza dell’8 agosto 2025 ha ribadito il divieto di utilizzo e abbandono di esche e bocconi avvelenati.
Associazioni scrivono al Ministro: difendere i lupi
Un gruppo di associazioni ha inviato una lettera al Ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, denunciando che l’attuale gestione del lupo in Italia “espone il Governo a un rischio concreto di violazione dell’interesse pubblico”.
Le associazioni accusano il Governo di essere immobile davanti alla strage di lupi, quella degli ultimi anni e quella di questi giorni in Abruzzo. Già nei giorni scorsi, avevano denunciato che il lupo in Italia è soggetto a una mortalità “allarmante e incontrollata”, dovuta quasi esclusivamente alla mano umana, con poco meno di 2 mila lupi ritrovati morti in cinque anni, secondo monitoraggi parziali e discontinui delle Regioni.
“Ogni anno si registrano numeri in costante crescita di lupi uccisi da bracconaggio, avvelenamenti e incidenti stradali, che rappresentano oggi la principale minaccia alla conservazione della specie oltre che dei crimini spesso non perseguiti”.
Secondo le Associazioni (la lettera è firmata Alleanza Antispecista, Animal Aid Italia, Attivisti Gruppo Randagio, Federazione Pro Natura, Green Impact e Gaia Animali e Ambiente) l’inazione o azione contraria alla tutela del patrimonio naturale dello Stato contrasta con gli obblighi costituzionali ed europei.
La recente uccisione di 18 lupi avvelenati in pochi giorni in Abruzzo rappresenta allora “solo l’ultimo episodio di una violenza diffusa e tollerata, alimentata da un clima di odio anti-scientifico verso questa specie”.
“Non si persegue l’obiettivo della conservazione della biodiversità e degli ecosistemi ricorrendo all’uccisione della fauna selvatica, già ampiamente minacciata da molteplici pressioni antropiche – si legge nella lettera – Sottolineiamo ancora una volta che le normative vigenti prevedono il ricorso all’abbattimento solo come extrema ratio, in condizioni eccezionali e rigorosamente motivate, e mai come strumento ordinario di gestione”.
Serve un piano urgente di tutela dei lupi
Le associazioni denunciano che l’attuale mortalità del lupo è fuori controllo.
“È indispensabile adottare un piano urgente di tutela, con misure efficaci di contrasto al bracconaggio e agli avvelenamenti, oggi tra le principali cause di morte. In un contesto tanto critico, non è pensabile né giustificabile promuovere l’uccisione deliberata dello Stato di ulteriori individui, poiché ciò aggraverebbe una situazione già estremamente compromessa e sarebbe un’azione contraria agli obblighi di conservazione delle specie protette tutelate da diritto italiano ed europeo”.
Chiedono inoltre un incontro immediato con il Ministro. E richiamano la Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, che dovrebbe essere recepita entro il prossimo mese: questa prevede che anche atti o omissioni delle autorità pubbliche possono costituire un reato ambientale quando associate ad uccisione illegale di specie protette, deterioramento significativo dei loro habitat o la mancata adozione di misure necessarie per prevenire danni gravi alla biodiversità.

