Ddl caccia, associazioni: “Governo all’attacco degli animali selvatici e della biodiversità” (Foto Pixabay)

È protesta generale contro il ddl caccia. Un provvedimento considerato inaccettabile, in violazione dei principi costituzionali e delle normative europee, “l’ennesimo regalo alla lobby venatoria e delle armi” secondo LNDC Animal Protection. Le associazioni ambientaliste, di tutela degli animali e della natura sono sul piede di guerra contro un disegno di legge che amplia le attività della caccia con l’autorizzazione all’uso di fucili in spiaggia, la caccia notturna e la riduzione delle aree protette.

Denuncia LNDC Animal Protection: “Il Governo Meloni infatti, tramite il cognato della premier Francesco Lollobrigida che ne ha promesso l’approvazione entro agosto, sta per scardinare del tutto le attuali tutele alla fauna selvatica con un disegno di legge che si ripromette – tra le tante cose – di ripristinare l’uso di metodi vietati dalla UE per la cattura di uccelli da usare come richiami vivi, estendere le specie di questi uccelli da 7 a 47, aumentare i periodi di caccia così come gli orari e le aree in cui sarà possibile sparare indiscriminatamente contro qualunque cosa si muova”.

Ddl caccia, “attacco alla fauna selvatica”

Nei giorni scorsi le associazioni ENPA, LAC, LAV, Lipu e WWF Italia hanno raccontato i contenuti di un ddl caccia che circola in ambienti venatori, un testo che “di fatto regala ai cacciatori la fauna selvatica e le aree naturali che la Costituzione riconosce come patrimonio di tutti e delle future generazioni, facendosi beffe della scienza e dei diritti dei cittadini”.

Secondo il testo che hanno visionato, la caccia “da attività ludica diventa una pratica che per legge concorre alla tutela della biodiversità e dell’ecosistema dimenticando gli impatti che determina sulla conservazione della biodiversità”.

Verrebbe estesa la caccia nelle aree demaniali come spiagge, zone dunali, foreste, praterie e permesse le gare di caccia con cani e fucili anche di notte e nei periodi di nidificazione. Il testo prevede che i periodi di caccia siano estesi oltre febbraio e la caccia fatta anche dopo il tramonto. “Sono previste sanzioni fino a 900 euro per chi protesta contro le uccisioni di animali durante le attività di controllo, mentre non è prevista alcuna modifica dell’impianto sanzionatorio penale e amministrativo volta a reprimere il bracconaggio e il traffico di animali selvatici”, hanno denunciato le associazioni.

Legambiente: “testo inaccettabile”

Per Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, il ddl caccia «è un testo inaccettabile. Se venisse approvato cancellerebbe gli ultimi 60 anni di politiche, impegni e azioni dell’Italia a tutela e conservazione degli animali selvatici, calpestando, al tempo stesso, l’art. 9 inserito nel 2022 nei principi della Costituzione, che obbliga lo Stato, attraverso le sue leggi, a garantire la tutela degli animali».

L’associazione chiede al Governo, nel giorno del decimo anniversario della legge sui delitti ambientali, di impegnare a completare «quella riforma di civiltà avviata nel 2015, approvando finalmente sanzioni efficaci e dissuasive contro chi commette crimini contro gli animali, a partire dal bracconaggio e dai traffici di specie protette, come prevede la direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente».

Legambiente ricorda, inoltra, che “a tre anni dall’inserimento in Costituzione della tutela degli animali, l’80% degli atti successivamente approvati non rispetta il principio costituzionale richiamato dall’art.9 e solo il 20,5% è in linea con la riforma del 2022. A livello politico l’attenzione maggiore si è concentrata sugli animali d’affezione, mentre gli animali selvatici sono costantemente “sotto attacco” a causa del bracconaggio e di importanti traffici illeciti, anche internazionali, e del tutto privi, ancora oggi, di un’effettiva tutela penale, a partire dalle specie protette”.

LNDC Animal Protection: “Governo all’attacco della biodiversità e della sicurezza pubblica”

LNDC Animal Protection sottolinea inoltre il rischio che tutta questa serie di misure di fatto rappresentino “una legittimazione del bracconaggio, rendendo più difficile per le forze dell’ordine distinguere tra attività lecite e illecite, soprattutto nelle ore notturne”. Sono inoltre modifiche che contrastano con le direttive europee sulla biodiversità.

«Queste misure trasformano l’Italia in una giungla armata, dove la vita degli animali selvatici viene ulteriormente svalutata e i cittadini rischiano di trovarsi in mezzo a situazioni di pericolo anche in luoghi fino a oggi considerati sicuri, come le spiagge o le aree naturali – ha detto Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection – L’idea che si possa sparare anche di notte è particolarmente allarmante: la ridotta visibilità aumenta esponenzialmente il rischio di incidenti gravi, sia per gli animali non cacciabili sia per le persone».

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