Disturbi dell'alimentazione, SINPIA: in aumento i casi con esordio precoce, da 8-9 anni (foto Pixabay)
Disturbi dell’alimentazione, SINPIA: in aumento i casi con esordio precoce, da 8-9 anni
In vista della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla contro i disturbi alimentari, la SINPIA sottolinea il ruolo indispensabile di un’equipe multidisciplinare e l’importanza di un intervento precoce centrato sulla famiglia e specifico per l’età evolutiva
Secondo i dati del Ministero della Salute, in Italia più di tre milioni di persone soffrono di Disturbi della Nutrizione e Alimentazione (DNA): tra questi, anoressia e bulimia affliggono l’8-10% di ragazze e lo 0,5-1% dei ragazzi, con un aumento dei casi in età precoce anche a partire dagli 8-9 anni.
A ricordarlo è la SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), che, in vista della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla contro i Disturbi del Comportamento Alimentare (15 marzo), intende sensibilizzare la comunità sul ruolo indispensabile di un’equipe multidisciplinare e sull’importanza di un intervento precoce centrato sulla famiglia e specifico per l’età evolutiva per trattare e curare tali disturbi al loro esordio.
Un fenomeno in aumento in Italia, specialmente negli ultimi anni, che ha visto un peggioramento durante la pandemia, con un incremento di casi stimato di almeno il 30-35% e un abbassamento dell’età di esordio soprattutto tra i giovanissimi, le ragazze in particolare tra gli 11-12 e i 15 anni, e in alcuni casi – come detto – anche verso gli 8-9 anni.
“I Disturbi della Nutrizione e Alimentazione – spiega Elisa Fazzi, Presidente SINPIA, Direttore della U.O. Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ASST Spedali Civili, Professore Ordinario dell’Università di Brescia –rappresentano un gruppo eterogeneo e variegato di condizioni che includono quadri più tipici della prima infanzia, fino a quadri più chiaramente caratterizzanti l’adolescenza e giovane età adulta. Il tasso di co-occorrenza con altre condizioni psichiatriche appare alto e spesso risulta complesso distinguere una linea di confine tra le manifestazioni di differenti disturbi, soprattutto in riferimento ai quadri legati ad un neurosviluppo atipico”.
“È fondamentale – prosegue Fazzi – che le ragazze e i ragazzi possano essere seguiti da un’equipe multidisciplinare dedicata, che includa diverse figure professionali con formazione specifica per l’età evolutiva. Ciò a cui auspichiamo è che l’intervento debba essere precoce, personalizzato e adeguato al livello di intensità necessario alla gravità della condizione e centrato sulla specificità unica dell’età evolutiva”.
I disturbi dell’alimentazione e i campanelli d’allarme
Mangiano di nascosto o nascondono il cibo; mostrano cambiamenti nelle abitudini alimentari, ad esempio tagliano il cibo in piccoli pezzi o spostano il cibo nel piatto; saltano i pasti; diventano maniacali nella preparazione del cibo ed evitano interi gruppi di alimenti; mostrano segni indiretti di condotte compensatorie, come chiudersi in bagno in particolare dopo i pasti; manifestano fluttuazioni del tono dell’umore e alterazioni del sonno, aumentano l’attività fisica: sono solo alcuni dei segnali tipici di un Disturbo della Nutrizione e Alimentazione, che – avverte la SINPIA – “un genitore non dovrebbe mai sottovalutare”.
Ma quali sono i disturbi della Nutrizione e Alimentazione? Anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder) ma anche disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo, pica e disturbo da ruminazione: sono solo alcuni dei DNA, un gruppo di patologie del comportamento alimentare che trovano la loro descrizione e codifica nel DSM 5, il manuale internazionale più riconosciuto per la classificazione dei disturbi mentali.
“I DNA, oltre a coinvolgere direttamente la persona, interessano anche l’intero sistema familiare, con la necessità di una presa in carico globale; questo aspetto è particolarmente importante per i quadri clinici ad esordio in infanzia o adolescenza”, spiega la SINPIA.
Un focus sull’anoressia nervosa
“Tra i Disturbi della Nutrizione e Alimentazione – ricorda ancora la SINPIA – è soprattutto l’Anoressia Nervosa (AN), ad aver subito maggiori modifiche in termini di incidenza, prevalenza, abbassamento di età di esordio e complessità di presentazione clinica, sia medica che psichiatrica, a partire dall’ultimo decennio. Sempre di più l’AN si presenta in concomitanza con altre condizioni psicopatologiche gravi e in associazione con problematiche inerenti la sfera della suicidalità”.
Come evidenziato nelle nuove Raccomandazioni SINPIA sui DNA, l’Anoressia Nervosa, secondo dati statunitensi, rappresenta circa il 60% delle forme di DNA in adolescenza.
Dati italiani riportano che il 36.8% dei soggetti di età compresa tra 12 e 64 anni presenta una diagnosi di AN, il 21.9% di bulimia nervosa (BN) e il 41.3% di un disturbo non specificato. La prevalenza dell’AN nelle giovani donne italiane è stimata tra lo 0,2% e lo 0,9%.
“L’Anoressia Nervosa – evidenziano Chiara Davico e Maria Pia Riccio, neuropsichiatre infantili a Torino e Napoli rispettivamente, curatrici delle nuove Raccomandazioni SINPIA sui DNA – tende ad avere nella maggior parte dei casi un esordio subdolo e ingravescente, anche se non sono infrequenti andamenti con rapida evoluzione. Il disturbo può avere inizio da una dieta che ha l’obiettivo del dimagrimento e della modificazione della forma corporea, in risposta ad un sentimento di insoddisfazione riguardo il proprio aspetto fisico e una bassa autostima; spesso emergono degli eventi traumatici che hanno preceduto la restrizione alimentare. Se non tempestivamente e adeguatamente trattata, l’AN può segnare in maniera indelebile il percorso evolutivo, diventando una causa importante di disabilità e di interruzione del percorso di crescita, con conseguenze che possono essere significative anche a lungo termine, sia da un punto di vista psichico che fisico. Non da ultimo, è bene menzionare che si tratta del disturbo psichiatrico che è accompagnato dai più alti tassi di mortalità”.

