Ecosistema Scuola: la manutenzione arranca, i servizi pure
Suona la campanella per milioni di studenti ma la scuola pubblica arranca su edilizia, servizi scolastici e manutenzione, con forti disuguaglianze fra territori. Il report Ecosistema Scuola di Legambiente
La scuola pubblica arranca nella manutenzione e nell’edilizia, denuncia la nuova edizione di Ecosistema Scuola. È fragile e continua a soffrire di forti disuguaglianze territoriali. I fondi stanziati per la manutenzione straordinaria e ordinaria sono pochi, frammentari, talvolta in calo. Gli stanziamenti per la manutenzione straordinaria sono in media di 39.600 euro a edificio. I fondi per la manutenzione ordinaria oscillano negli anni (dal 2009 al 2024) fra i 5 mila e 13 mila euro per edificio.
Le carenze degli edifici
Il nuovo report di Ecosistema Scuola di Legambiente fotografa lo stato della scuola italiana all’avvio dell’anno scolastico. Con la prima campanella, che suona oggi per milioni di studenti, la scuola torna a far parlare di sé per carenze nell’edilizia, nella manutenzione e nella diversa distribuzione dei servizi scolastici a seconda del territorio.
Secondo il dossier, che raccoglie i dati 2024 di 97 comuni capoluogo su 112 e che riguardano 7.063 edifici scolastici, tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, nel 2024:
- solo il 47% degli edifici dispone del certificato di agibilità;
- appena il 45% ha il collaudo statico;
- meno del 15% degli edifici in zona sismica è stato progettato o adeguato secondo la normativa antisismica;
- ancora il 54,8% degli edifici non ha beneficiato della verifica di vulnerabilità sismica.
Solai, prima causa di incidenti
Il crollo dei solai è la prima causa di incidenti nelle scuole. Eppure solo il 31,2% degli edifici scolastici ha beneficiato di indagini diagnostiche sui solai negli ultimi cinque anni, con un dato che varia fra Nord (32,0%) e Sud (36,1%) e scende al 33,9% nelle Isole e al 22,5% nel Centro.
Gli interventi di messa in sicurezza dei solai sono stati ancora più limitati: solo il 10,9% degli edifici ne ha beneficiato a livello nazionale. Il Sud registra la percentuale più alta (17%), seguito dalle Isole (15,9%), mentre il Nord si ferma al 9,2% e il Centro al 7,7%.
Servizi scolastici disomogenei
La scuola fa fatica anche sotto altri aspetti. Gli interventi per l’efficientamento energetico riguardano solo il 16% degli edifici, solo il 6,5% degli edifici con certificazione energetica risulta in classe A, il 66,6% si colloca nelle ultime tre classi energetiche (E, F, G). L’adozione di impianti da fonti rinnovabili è ancora marginale (21%), con forti disparità tra le Isole, ferme al 10,8%, e il resto del Paese.
Le disparità si ripresentano nella diffusione disomogenea dei servizi scolastici. Il tempo pieno è attivo nel 38% delle classi, ma solo nel 16,8% nelle Isole.
Il servizio mensa è presente nel 73,7% degli edifici, ma scende al 38,8% nelle Isole.
Le strutture sportive sono disponibili solo nel 50% delle scuole ma meno della metà è accessibile in orario extrascolastico nel Mezzogiorno.
In calo i fondi per la manutenzione straordinaria
Una nota dolente sottolineata da Ecosistema Scuola è quella dei fondi destinati alla manutenzione.
Nel 2024, spiega Legambiente, “quelli per la manutenzione straordinaria degli edifici scolastici diminuiscono, con una media nazionale di 39.648€ per edificio, in calo rispetto alla media annua degli ultimi cinque anni (43.563€). La spesa effettiva si ferma a 29.061 euro”.
Il Nord è l’area con maggiore capacità di programmazione e spesa, con 41.699€ mentre il Sud e le Isole faticano a trasformare le risorse disponibili in interventi concreti, rispettivamente con 5.564€ e 5.234€.
La manutenzione ordinaria, essenziale per la gestione quotidiana degli edifici, rimane “sottofinanziata e diseguale” con una media di appena 8.338 euro spesi per edificio a livello nazionale.
«Per garantire edifici sicuri, sostenibili e adeguati ai bisogni educativi – spiega Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola di Legambiente – la scuola pubblica italiana ha bisogno di investimenti regolari e consistenti nella manutenzione straordinaria e in quella ordinaria».
I fondi per l’edilizia scolastica rimangono frammentati. «Chiediamo, in primis, che venga definito un piano e una strategia nazionale per la manutenzione delle scuole – prosegue Cappelletti – prevedendo risorse certe, procedure semplificate e criteri di riparto equi, capace di affrontare con urgenza i casi più critici e garantire il diritto allo studio in ambienti sicuri, accessibili e salubri».
25 anni di scuola
Legambiente presenta anche un’analisi sull’andamento della scuola negli ultimi 25 anni. In sintesi: manca una strategia solida e continuativa per la manutenzione dell’edilizia scolastica, sia ordinaria sia straordinaria. I fondi per la manutenzione ordinaria sono pochi ma stabili, una media che negli ultimi 16 anni è oscillata tra i 5.000 e i 13.000 euro per edificio, a seconda dell’area geografica.
Per quanto riguarda gli edifici che hanno bisogno di interventi urgenti, dopo un picco iniziale nei primi anni 2000, la percentuale cala gradualmente fino a stabilizzarsi attorno al 30–35% nel decennio successivo. Dal 2018, però si osserva una nuova risalita, che riporta il dato vicino al 40% nel 2024.
Sul fronte dei servizi, negli ultimi 25 anni si registra un arretramento del servizio scuolabus. Se nei primi anni del 2000, circa il 38% di edifici scolastici usufruiva del servizio scuolabus, nel 2024 si passa a poco più del 20%.
Rimane il rischio amianto: la percentuale di edifici con amianto nel 2004 si attestava intorno al 16% per poi raggiungere il minimo storico, circa il 4%, tra il 2018 e il 2020. Nel 2024 il dato ritorna a circa il 10%. Questa risalita, spiega Legambiente, “non va letta necessariamente come un peggioramento delle condizioni strutturali, ma piuttosto come il risultato di nuove rilevazioni, migliori controlli o, al contrario, di una maggiore trasparenza da parte dei Comuni”.

