educazione assicurativa

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FEduF e Consumatori insieme per l’educazione finanziaria. Oggi le Scuderie di Palazzo Altieri ospitano il primo workshop nazionale promosso da Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (FEduF) e associazioni dei consumatori dal titolo “Il principio di Pareto e l’educazione finanziaria”. Il contesto di partenza è l’impatto positivo che anche una piccola parte di educazione finanziaria in più può avere.

Spiega la Fondazione, nata su iniziativa dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) per diffondere l’educazione finanziaria in un’ottica di cittadinanza consapevole e di legalità economica: “Il principio di Pareto, noto anche come la regola dell’80/20, suggerisce che il 20% delle cause genera l’80% degli effetti: se applicassimo la regola all’educazione finanziaria, questo potrebbe significare che una piccola parte delle informazioni o delle competenze finanziarie può avere un impatto significativo sulla gestione delle finanze personali”.

Educazione finanziaria e impatto sociale

È attorno a questo semplice concetto che si sviluppa il workshop, aperto alla cittadinanza, agli operatori di settore, alle scuole secondarie di II grado e promosso da FEduF (ABI) e dalle associazioni dei consumatori per offrire un’occasione di confronto sul tema del benessere economico sotto diversi punti di vista. In apertura di lavori ci sono gli interventi di Marco Elio Rottigni, Direttore Generale di ABI, e i saluti introduttivi di Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale di FEduF.

Sottolinea Marco Elio Rottigni: «Favorire l’accrescimento della cultura a livello finanziario ed economico significa investire sul futuro delle persone e quindi delle comunità e, più in generale, del benessere del Paese. La diffusione della conoscenza e la condivisione di competenze economiche e finanziarie sono infatti alla base del processo di inclusione finanziaria e, quindi, di inclusione sociale, una attività che vede ABI con le banche in prima linea». E aggiunge: «È inoltre importante proseguire l’impegno da parte delle banche per contrastare la violenza economica contro le donne quale forma di segregazione femminile e causa di non autonomia delle stesse. L’obiettivo, come promosso dall’Agenda 2030 delle Nazioni unite per lo sviluppo sostenibile, è nessuno escluso».

«L’inclusione finanziaria e l’educazione finanziaria si completano a vicenda – conferma Giovanna Boggio Robutti, Dg di FEduF – non avere adeguate conoscenze finanziarie limita le opportunità di miglioramento economico. Promuovere entrambi questi aspetti è fondamentale per costruire un modello sociale più equo e sostenibile, dove tutti possano prosperare».

Il dialogo è aperto da Maria Iride Vangelisti, Servizio Educazione finanziaria di Banca d’Italia e Anna Vizzari, coordinatore Public Affairs Altroconsumo, che si soffermano sull’importanza delle scelte economiche individuali e sul costo dell’inconsapevolezza finanziaria per l’Italia.

Spiega Vizzarri: «È essenziale che l’educazione finanziaria sia portata avanti dalle diverse anime del mercato e dalle organizzazioni che supportano i consumatori. Fare educazione finanziaria significa offrire a tutti i cittadini, ma in particolar modo alle giovani generazioni ed ai soggetti più fragili, strumenti concreti per fare scelte responsabili e consapevoli. Lo abbiamo fatto negli ultimi 10 anni e contiamo di proseguire nel nostro impegno anche a fronte delle nuove sfide che vanno dall’intelligenza artificiale all’euro digitale».

Al centro del workshop anche il contributo che l’educazione finanziaria porta alla relazione con la propria banca e il suo ruolo come strumento di inclusione di persone e famiglie in difficoltà, perché l’accesso equo e sostenibile ai servizi finanziari dovrebbe essere a disposizione di tutte le persone, indipendentemente dalla loro situazione economica. La conclusione dei lavori è affidata a Monica Rivelli, FEduF e Chiara Provasoli, Ufficio Rapporti con le Associazioni dei Consumatori ABI, che ribadiscono come l’educazione finanziaria giochi un ruolo cruciale nella prevenzione e nella lotta contro la violenza economica, un tipo di abuso che può manifestarsi in diverse forme, come il controllo delle finanze da parte di un partner, l’impossibilità di accedere a risorse economiche o la manipolazione delle decisioni finanziarie.

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