Euro digitale, si passa alla fase successiva (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)
Euro digitale, BCE: pronti a passare alla prossima fase
Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di passare alla fase successiva del progetto sull’euro digitale. Se la legislazione europea sarà adottata nel 2026, l’eventuale prima emissione ci sarebbe nel 2029
Va avanti lo sviluppo dell’euro digitale e passa alla prossima fase. La Banca centrale europea ha annunciato che andrà avanti con l’euro digitale e ha pubblicato una stima sui costi di sviluppo e funzionamento, calcolati per il momento intorno a 1,3 miliardi di euro fino alla prima emissione, prevista (se sarà adottata la normativa europea) nel 2029.
La fase di preparazione iniziata nel novembre 2023 “si è conclusa con successo”, spiega la BCE.
«L’euro, la nostra moneta comune, è un segno di fiducia dell’unità europea – ha dichiarato la Presidente della BCE Christine Lagarde – Lavoriamo per rendere la sua forma più tangibile – il contante in euro – pronta per il futuro, riprogettando e modernizzando le nostre banconote e preparandoci all’emissione del contante digitale».
Se la legislazione europea sull’euro digitale sarà adottata nel corso del 2026, un progetto pilota potrà essere avviato nel 2027 e l’Eurosistema dovrà essere pronto a un’eventuale prima emissione dell’euro digitale nel 2029.
La valuta digitale
L’euro digitale sarà una valuta digitale emessa e controllata dalla BCE, “una forma digitale di contante, che consentirebbe ai consumatori di accedere alla moneta di banca centrale in forma digitale, affiancando le banconote e le monete”.
Come per il contante, sarebbe “accessibile, liberamente utilizzabile per effettuare o ricevere pagamenti e avrebbe corso legale”.
Le tappe previste
Il Consiglio direttivo della BCE ha dunque deciso di passare alla fase successiva del progetto. La decisione, spiega una nota, “è in linea con la richiesta dei leader europei di accelerare i progressi sull’euro digitale, come dichiarato di recente al Vertice euro di ottobre 2025. Un euro digitale – prosegue la Bce – preserverà la libertà di scelta e la privacy dei cittadini europei e proteggerà la sovranità monetaria e la sicurezza economica dell’Europa. Promuoverà l’innovazione nei pagamenti e contribuirà a rendere i pagamenti competitivi, resilienti e inclusivi in Europa”.
La decisione finale del Consiglio direttivo sull’emissione e sulla data di partenza “verrà assunta solo una volta adottata la normativa”, spiega ancora la Bce. Nell’ipotesi che il regolamento sull’euro digitali arrivi nel corso del 2026, l’esercizio pilota e le operazioni iniziali partirebbero dalla metà del 2027. L’eventuale prima emissione dell’euro digitale ci sarebbe dunque nel 2029.
Un pagamento digitale pubblico per le esigenze future
La BCE sottolinea che, col cambiamento delle abitudini di pagamento e il calo del ricorso al contante, “la necessità di disporre di un mezzo di pagamento digitale pubblico, complementare al contante, è diventata sempre più urgente”. Ribadisce che l’euro digitale affiancherà il contante apportando benefici ai pagamenti digitali e che, “insieme al regolamento relativo all’istituzione dell’euro digitale, la BCE sostiene la proposta della Commissione europea di rafforzare il diritto di effettuare pagamenti in contanti”.
“Non si tratta soltanto di un progetto tecnico, ma di uno sforzo collettivo per adeguare il sistema monetario europeo alle esigenze future – ha dichiarato Piero Cipollone, Membro del Comitato esecutivo della BCE e Presidente della task force ad alto livello per un euro digitale – Un euro digitale assicurerà che i cittadini godano dei vantaggi del contante anche nell’era digitale. Rafforzerà così la resilienza del panorama europeo dei pagamenti, ridurrà i costi per i commercianti e creerà una piattaforma in cui le imprese private possano innovare, espandersi e competere”.
I costi di sviluppo
La Bce ha inoltre stimato i costi iniziali. I costi totali di sviluppo “sono stimati a circa 1,3 miliardi di euro fino alla prima emissione, attualmente attesa per il 2029. Successivamente i costi operativi si collocherebbero intorno a 320 milioni di euro l’anno a partire dal 2029”.
A stretto giro dopo l’annuncio, arriva il commento dell’Unione Nazionale Consumatori.
«Bene l’euro digitale, ma sia totalmente pubblico e gratuito – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’UNC – Bisogna che, come il contante, sia un bene pubblico interamente gratuito, sia per gli esercenti che per i consumatori. Il sistema ibrido pubblico-privato che si sta delineando, invece, avrebbe dei costi che poi sarebbero inevitabilmente traslati sui consumatori finali, sui prezzi finali di beni e servizi che acquistano».

