Euro digitale, la Commissione europea pone le basi giuridiche per la sua creazione (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

La Commissione europea pone le basi giuridiche che permetteranno alla Banca centrale europea di creare l’euro digitale. Ieri la Commissione ha infatti presentato due proposte legislative per fare in modo che i cittadini e le imprese possano continuare ad accedere alle banconote e alle monete in euro, utilizzandole per i pagamenti in tutta la zona euro, e per definire il quadro relativo a un possibile nuovo formato digitale dell’euro, che in futuro potrebbe essere emesso dalla Banca centrale europea, in aggiunta al contante.

Ci vorrà comunque qualche anno per arrivare all’euro digitale. La fase istruttoria del progetto dell’euro digitale si concluderà nell’ottobre 2023. Il Consiglio direttivo della BCE deciderà quindi se passare alla fase successiva del progetto, nella quale svilupperà e testerà e soluzioni tecniche e accordi commerciali.

Le proposte della Commissione

Una proposta legislativa riguarda il corso legale del contante in euro, per “salvaguardare il ruolo del contante e garantire che sia ampiamente accettato come mezzo di pagamento e che rimanga facilmente accessibile alle persone e alle imprese in tutta la zona euro”.

La seconda proposta legislativa “istituisce il quadro giuridico per un possibile euro digitale, a integrazione delle banconote e delle monete in euro”.

Spiega Bruxelles: “Oltre alle attuali opzioni sul mercato privato, ciò offrirebbe alle persone e alle imprese una scelta in più per effettuare pagamenti digitali nella zona euro con un formato di valuta pubblica ampiamente accettato, economico, sicuro e resiliente, in aggiunta alle soluzioni di tipo privato attualmente esistenti. Anche se la proposta odierna, una volta adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio, istituirebbe il quadro giuridico per l’euro digitale, spetterà in ultima istanza alla Banca centrale europea decidere se e quando emetterlo”.

La proposta definisce dunque il quadro giuridico dell’euro digitale ma spetterà alla BCE decidere se e quando emettere l’euro digitale.

Verso l’euro digitale

«L’euro digitale affiancherebbe il denaro contante senza sostituirlo – ha detto Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone – Le proposte odierne (di ieri, ndr) garantiranno inoltre che il contante continui a essere pienamente disponibile, permettendo al contempo alla Banca centrale europea di sviluppare progressivamente gli aspetti pratici dell’euro digitale. Si tratterebbe di una valuta sicura, istantanea e conveniente, utilizzabile sia online che offline, che offrirebbe ai consumatori una scelta in più, affiancandosi a opzioni di pagamento digitali private come carte e app. Sarebbe gratuita, a disposizione di tutti, con una rigorosa politica di riservatezza dei dati».

«L’euro è il simbolo più tangibile dell’integrazione europea – ha affermato la presidente della BCE Christine Lagarde – È molto apprezzato e considerato affidabile dai cittadini. Non vediamo l’ora di continuare a lavorare insieme ad altre istituzioni dell’UE verso un euro digitale per garantire che la nostra valuta sia adatta all’era digitale».

Euro digitale, di cosa si tratta

Ma cosa si intende per euro digitale? Si tratterebbe di una valuta digitale emessa dalla Banca centrale europea.

Un euro digitale, spiega la BCE, risponderebbe alle nuove esigenze dei consumatori in termini di strumenti di pagamento digitali rapidi e sicuri e affiancherebbe il contante senza sostituirlo.

L’euro digitale non sarebbe una valuta alternativa ma “solo un altro mezzo di pagamento in euro, la nostra moneta unica, utilizzabile in Europa. Sarebbe convertibile alla pari con le banconote. Un euro digitale risponderebbe alla crescente preferenza di cittadini e imprese per i pagamenti digitali”.

A differenza delle criptoattività, inoltre, “un euro digitale sarebbe moneta della banca centrale, cioè garantita da una banca centrale, per soddisfare le esigenze dei cittadini: sarebbe priva di rischi e rispetterebbe la privacy e la protezione dei dati”.

Euro digitale, pagamenti online e offline

La Bce sta valutando, come altre banche centrali in tutto il mondo, la possibilità di introdurre l’euro digitale a integrazione del contante per adeguarsi alla crescente digitalizzazione dell’economia.

Come avviene oggi con il contante, spiega Bruxelles, “l’euro digitale sarebbe disponibile insieme ai mezzi di pagamento privati esistenti a livello nazionale e internazionale, come carte o applicazioni, e funzionerebbe come un portafoglio digitale. Nella zona euro le persone e le imprese potrebbero pagare con l’euro digitale ovunque e in qualsiasi momento”.

Il sistema inoltre sarebbe disponibile non solo per i pagamenti online ma anche per quelli offline, permettendo quindi pagamenti da un dispositivo all’altro anche senza connessione Internet, come capita ad esempio in aree remote o nei parcheggi sotterranei.

I pagamenti offline, spiega la Commissione europea, “garantirebbero un elevato livello di riservatezza e protezione dei dati per gli utenti, in quanto consentirebbero loro di effettuare pagamenti digitali rivelando meno dati personali rispetto a quelli che vengono trasmessi oggi quando si paga con carta, proprio come avviene quando si paga in contanti o si preleva contante da uno sportello ATM. Effettuando pagamenti offline con l’euro digitale, nessuno potrebbe vedere cosa si stia acquistando”.

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