Calamità naturali

Eventi climatici estremi, sempre più frequenti

Gli eventi climatici estremi sono diventati sempre più frequenti. E devastanti. Negli occhi degli europei ci sono di sicuro le immagini della devastazione che si è abbattuta in Germania e in Austria. Ma non si possono dimenticare gli incendi negli Stati Uniti, per non parlare delle temperature di quasi cinquanta gradi che si sono abbattute sul Canada. L’Italia non si salva dall’emergenza climatica. Gli eventi climatici estremi sono sempre più diffusi: dall’inizio di quest’anno fino a metà luglio si contano già 208 fenomeni meteorologici intensi. Sono maxi allagamenti, esondazioni di fiumi, trombe d’aria e siccità.

Eventi climatici estremi, Italia 2021

I nuovi dati dell’Osservatorio nazionale CittàClima di Legambiente mettono in evidenza la gravità dell’emergenza climatica.

«Nella Penisola da inizio 2021 fino a metà luglio (19 luglio), sono stati registrati 208 fenomeni meteorologici intensi. 116 sono stati i casi di allagamenti da piogge intense; 56 casi, invece, di danni da trombe d’aria, 3 esondazioni fluviali, 4 casi di danni da siccità prolungata, un caso di frane causate da piogge intense ed uno di danni al patrimonio storico da piogge intense».

Gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti. Dal 2012 a oggi Legambiente ne ha censiti 1041. I danni sul territorio hanno riguardato 559 comuni in tutto. Dal 2010 a oggi ci sono stati 256 morti a causa del maltempo. Frane e alluvioni hanno costretto all’evacuazione di oltre 50 mila persone.

 

Green Deal europeo, oggi le proposte della Commissione UE per ridurre le emissioni
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G20 di Napoli su ambiente, energia e clima

Si capisce quindi la parola d’ordine che si rinnova: non c’è più tempo da perdere. Legambiente rilancia i dati sugli eventi climatici estremi in occasione del G20 dedicato ad ambiente, energia e clima che parte oggi a Napoli, sotto la presidenza italiana.

Fra i temi al centro dell’attenzione ci saranno economia circolare, finanza verde e biodiversità.

«I temi centrali della discussione – si legge sul sito del G20 – saranno il contrasto al cambiamento climatico, l’accelerazione della transizione ecologica, le azioni necessarie per rendere i flussi finanziari coerenti con gli obiettivi dell’accordo di Parigi, una ripresa economica sostenibile ed inclusiva grazie alle opportunità offerte in campo energetico da soluzioni tecnologiche innovative, l’implementazione delle città intelligenti, resilienti e sostenibili».

L’obiettivo del G20 è anche quello accelerare sulla transizione ecologica e di spingere verso obiettivi di politica climatica più ambiziosi, anche in vista di appuntamenti internazionali importanti come si svolgeranno quest’anno, quale la Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (COP26) in programma a Glasgow a novembre.

G20 ed emergenza climatica: le richieste di Legambiente

«Per accelerare la transizione ecologica ed energetica, fronteggiare la crisi climatica e tutelare ambiente e biodiversità – dice Legambiente proprio in occasione della partenza del G20 – servono scelte chiari e radicali a partire dallo stop ai sussidi alle fonti fossili da realizzare in pochi anni iniziando dalla prossima legge di bilancio. Su questo stop l’Italia aveva già detto che avrebbe preso impegni seri proprio in occasione del G20 di Napoli».

L’associazione chiede di definire al più presto un piano nazionale per l’economia circolare per far decollare nella Penisola la rivoluzione del pacchetto europeo sull’economia circolare varato nel 2018 e recepito lo scorso anno. Di approvare un piano nazionale di adattamento al clima. Di aumentare la percentuale di aree naturali protette, marine e terrestri, e porsi l’obiettivo di tutelare efficacemente il 30% del territorio nazionale entro il 2030.

«I prossimi dieci anni – dice Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – saranno decisivi per le sorti dell’intero pianeta e cruciali per fermare la perdita di bioversità: non esiste scusa legata al Covid che tenga perché l’emergenza climatica sta diventando sempre più grave e perché ogni euro non più regalato a chi inquina può liberare investimenti in innovazione ambientale anche per far uscire il Paese dalla crisi economica e sociale che sta attraversando da inizio pandemia.  Per questo torniamo a ribadire l’urgenza di arrivare in prima battuta all’azzeramento dei sussidi statali ai combustili fossili. Parliamo di 35,7 miliardi di euro sottratti a investimenti in innovazione ambientale e utili a uscire dalla crisi economica e sociale che il Paese sta attraverso da inizio pandemia».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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