L'estate della stangata, rincari per 3,9 miliardi (Foto Pixabay)

Calda, cara, carissima estate. Con i prezzi che volano e rincari ovunque, l’estate 2023 rischia di essere ricordata come quella della grande stangata su quanti hanno avuto l’ardire e la possibilità di prenotare e organizzare una vacanza. L’inflazione pesa sul settore vacanze in Italia, evidenzia una recente indagine di Demoskopica, e in cima ai rincari ci sono voli, pacchetti vacanza e alberghi. Fra l’altro, e non è un dato di poco conto, l’Italia va peggio di Francia, Grecia e Spagna.

Stangata da 3,9 miliardi sull’estate 2023

La crescita dell’inflazione colpisce tutti i sistemi turistici regionali ma quelli che rincarano di più sono Lazio, Lombardia, Toscana, Molise e Campania. Attenzione poi al confronto con i diretti “concorrenti”: in Italia l’aumento dei prezzi turistici è maggiore di Grecia, Spagna e Francia.

Per il 2023, dice Demoskopica, “si stima che la dinamica dei prezzi nel turismo registri una variazione tendenziale in aumento pari all’8,9% rispetto all’anno precedente con un differenziale inflazionistico pari +3,3 punti percentuali rispetto all’inflazione acquisita per l’indice generale calcolato dall’Istat al 5,6%. Ripercussioni più che significative sui consumi dei vacanzieri: l’incremento dell’inflazione genererebbe rincari pari a 3,9 miliardi di euro della spesa turistica di italiani e stranieri che hanno scelto di trascorrere un periodo di villeggiatura nei mesi estivi nelle località italiane”.

Le voci che rincarano di più

Ci sono alcune voci che pesano più di altre per inflazione rispetto allo scorso anno: sono il trasporto aereo (+23,5%), i pacchetti vacanza (+17,7%) e i servizi di alloggio (+12,8%). All’interno di questi, prosegue Demoskopica, “risalta il dato degli alberghi con un incremento dei prezzi tendenziali pari al 14,6% a cui si aggiunge, con incrementi più contenuti ma comunque più che significativi, il gruppo di voci riguardanti i servizi di ristorazione (+6,3%), con in testa fast food (8,2%), pizzerie (+6,5%) e gelaterie (+6,2%)”.

«Stiamo assistendo, quasi inermi, – ha dichiarato il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – alle evidenti ripercussioni della frenesia post pandemica caratterizzata da un’impennata dei prezzi del trasporto aereo, dal caro energia, della crescita dei listini dei carburanti e da “prenotazioni incontrollate” che hanno provocato un aumento generalizzato dei prezzi nel comparto turistico. E al danno si aggiunge la beffa poiché la spirale inflazionistica riguarda principalmente i voli domestici e i pacchetti turistici nazionali. L’appeal del made in Italy – conclude Raffaele Rio – va tutelata a partire dal mercato autoctono che rappresenta, bene non dimenticarlo, la metà del successo turistico del Belpaese. Fronteggiare le criticità a muso duro, dunque, per non sprecare l’opportunità di una forte ripresa dei flussi turistici nel nostro paese».

Codacons: se i turisti fuggono, i prezzi crollano

“Appena i cittadini hanno boicottato le vacanze, i prezzi sono subito crollati”, denuncia il Codacons di fronte all’estate 2023 che “sarà ricordata come l’estate dei rincari, ma anche come l’estate delle speculazioni”.

Afferma il Codacons: “La prova arriva dalla Sardegna, dove appena sono diminuiti i turisti sono improvvisamente crollati i prezzi di traghetti, alberghi e aerei e improvvisamente sono comparse occasioni last minute. Un esempio lampante: turisti in fuga per non farsi spennare e prezzi finalmente giù. Tutto questo mentre i dati relativi all’andamento dei prezzi nel mese di luglio confermano la spirale infinita di aumenti dei prezzi che hanno caratterizzato questa, salatissima, stagione estiva”.

Nella raffica di aumenti, oltre a quelli sulle spese alimentari e sui mutui, l’associazione ricorda i carburanti, che toccano i massimi da luglio 2022: “Benzina e gasolio costano oggi circa il 14% in più, con un aggravio di spesa di oltre 11 euro a pieno, rispetto allo stesso periodo del 2021. Una stangata complessiva da 800 milioni di euro rispetto a due anni fa”.

Ci sono poi i voli, alcuni con punte altissime. “Alcune tratte nazionali, nei periodi di maggiore richiesta, possono costare come un volo per gli Stati Uniti: i rincari hanno toccato punte del 70% sulla Roma-Catania Fontanarossa”, denuncia il Codacons. E poi i rincari sugli alberghi, ancora a due cifre. “Secondo i dati Mabrian Technologies, per una notte – camera doppia, nei giorni feriali e con colazione esclusa – in un hotel 3 stelle in Italia la spesa media nel periodo 1° giugno-31 agosto di quest’anno è di 122 euro: +19,6% sullo stesso trimestre del 2019. Cifre che arrivano a 174 euro in un 4 stelle (+11,5%) e a 431 euro in un 5 stelle (+18,4%)”, conclude il Codacons.

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