Giornata mondiale del gabinetto

Giornata mondiale del gabinetto

Carissimi lettori, avete letto bene: oggi, 19 novembre, è la Giornata mondiale del Gabinetto.

La cosa vi farà sorridere o potrebbe sembrarvi ridicola, in fondo perché dedicare una Giornata mondiale al gabinetto? Ebbene, i motivi per celebrare il WC sono tanti e tutti validissimi, al punto che nel 2013, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato all’unanimità affinché il mondo, almeno in questa giornata, rifletta sull’importanza di avere dei servizi igienici adeguati.

Non siete ancora convinti? Vi invitiamo allora a perdere 5 minuti di tempo per leggere il nostro articolo e, per oggi, vi perdoneremo se lo farete comodamente seduti sul WC, nel vostro accogliente bagno che per noi è normale possedere ma per altri (forse ancora troppi) un sogno.

 

Giornata mondiale del gabinetto, nel mondo più cellulari che WC
Giornata mondiale del gabinetto, nel mondo più cellulari che WC

Il benessere di una società passa… dal gabinetto

La mancanza di servizi igienici adeguati è uno dei problemi più urgenti del mondo nei Paesi in via di sviluppo. Un bagno pulito e sicuro garantisce salute, dignità e benessere. Eppure, secondo stime delle Nazioni Unite, circa 2,5 miliardi di persone (circa il 40% della popolazione mondiale) non lo ha.

Tra gli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite vi è quello di dimezzare la percentuale di persone che vivono senza servizi igienici entro il 2015. Siamo molto lontani dal traguardo: più di 1 miliardo di persone (il 15% della popolazione mondiale) ancora pratica la defecazione all’aperto. La maggior parte vive in zone rurali: va su campi e cespugli, fossi o binari ferroviari. Oppure, usa sacchetti di plastica.

La cattiva igiene e le acque sotterranee contaminate da materiale fecale sono un killer: fino a 2 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie diarroiche, in particolare i bambini. Nel 2013, sono morti 1000 bambini al giorno: servizi igienici puliti, acqua potabile e una buona igiene potrebbero in gran parte salvarli.

Mancanza di gabinetti, significa mancanza di igiene e quindi anche povertà. Infatti, la crescita economica in Europa e nel Nord America è andata di pari passo con il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, con conseguenti benefici per la salute.

Ha dichiarato Jack Sim, ovvero Mr. Toilet, ex imprenditore immobiliare che ha fondato l’Associazione mondiale del gabinetto: «La “silenziosa” crisi igienico-sanitaria è una bomba a orologeria che colpisce miliardi di persone in tutto il mondo. Non vi è bisogno di costosi WC super tecnologici che riscaldano il nostro sedere o mascherano i rumori sgradevoli con la musica classica, ma di latrine ecologiche che costano al massimo 10 dollari l’una. Ci sono persone che desiderano un gabinetto, proprio come altri sognano una borsa Louis Vuitton».

Alcuni dati importanti

Secondo dati Unicef, in molti Paesi, troppe ragazze non vanno a scuola per la mancanza di servizi igienici puliti e sicuri, soprattutto durante il ciclo mestruale. E molte di loro finiscono per non terminare gli studi. In India, il 23% delle ragazze abbandona del tutto la scuola quando raggiunge la pubertà.

Ma non finisce qui, anche l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) evidenzia che la mancanza di servizi igienici costa al mondo 260 miliardi di dollari l’anno. E per ogni dollaro investito in servizi igienico-sanitari, vi è un ritorno di 8 dollari per il risparmio di tempo, aumento della produttività e riduzione dei costi sanitari.

Un gabinetto senza sciacquone non sarebbe un WC a metà e infatti, il British Medical Journal, su un campione di 11000 lettori, ha rilevato che l’invenzione più importante in campo igienico-sanitario degli ultimi 150 anni è proprio quella di poter tirare l’acqua.

E per finire la dura realtà: con grande probabilità state leggendo questo articolo dal vostro telefono cellulare. Bene, vi facciamo presente che attualmente nel mondo sono in circolazione più telefoni cellulari che gabinetti (già a marzo 2014 i cellulari erano 6,8 miliardi su una popolazione di 7 miliardi).

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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