“Pay or ok”, Garante Privacy avvia consultazione pubblica sul modello di business dei giornali online (Foto di Pexels da Pixabay)

Quanto è libero il consenso che gli utenti danno al “pay or ok” usato dai giornali online? Per valutare la questione, come pure la possibilità di adottare diverse modalità di accesso ai contenuti, il Garante Privacy ha avviato una consultazione pubblica volta a valutare “la liceità del consenso per trattamenti di profilazione raccolto da diversi titolari, ed innanzitutto dagli editori di giornali, attraverso l’adozione del cosiddetto modello “pay or ok” (anche denominato “pay or consent” o “consent paywall” etc.)”.

“Pay or ok”, la profilazione e il consenso

Come spiega il Garante in una nota, questo modello “impone agli utenti, per accedere ai contenuti, ai servizi o alle funzionalità offerte online, di scegliere se sottoscrivere un abbonamento a pagamento oppure acconsentire al trattamento dei propri dati personali, attraverso cookie e strumenti di tracciamento, ai fini di profilazione commerciale. In mancanza di una delle due opzioni, l’accesso ai siti è bloccato”.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle istruttorie avviate dal Garante Privacy verso numerosi editori di giornali che fanno ricorso al modello “pay or ok”, modalità di business ritenuta controversa sul piano della normativa privacy. La criticità riguarda la possibilità di considerare effettivamente libero il consenso eventualmente prestato dall’utente.

Come riconosce l’Autorità, “la maggior parte degli interessati, infatti, pur di accedere “gratuitamente” ai contenuti o alle funzionalità e ai servizi offerti, acconsente al trattamento dei propri dati, spesso neppure comprendendo a pieno gli effetti delle proprie scelte”.

La decisione di avviare un consultazione pubblica, allo stesso tempo, è un’iniziativa che “vuole evitare un approccio meramente sanzionatorio da parte dell’Autorità, che rischierebbe di compromettere l’attuale modello di mercato degli editori e degli altri titolari coinvolti senza offrire una valida alternativa in grado di bilanciare adeguatamente le esigenze economiche dei settori interessati, la libera circolazione dell’informazione e il diritto fondamentale alla protezione dei dati personali”.

La consultazione, rivolta a tutti i portatori di interessi, mira a raccogliere contributi utili a individuare soluzioni tecniche e operative – come modelli alternativi di accesso ai contenuti – in grado di garantire agli utenti il rispetto dei principi di libertà, specificità e consapevolezza del consenso. I contributi dovranno pervenire all’Autorità, preferibilmente alle caselle di posta elettronica protocollo@gpdp.it oppure protocollo@pec.gpdp.it, entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di consultazione pubblica, indicando nell’oggetto: Consultazione pubblica sul modello “pay or ok”.

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