Tutela vulnerabilità gas, Arera: prezzo della materia prima in calo dell’8,1% ad aprile (Foto Pixabay)
Tutela vulnerabilità gas, Arera: ad aprile prezzo della materia prima in calo dell’8,1%
Per aprile 2025 il prezzo di riferimento del gas per il nuovo cliente tipo è pari a 107,92 centesimi per metro cubo, -8,1% su marzo. L’Arera comunica il nuovo valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità gas
Ad aprile il prezzo di riferimento del gas nel servizio di tutela è in calo dell’8,1% rispetto a marzo. L’Autorità per energia, reti e ambiente ha comunicato il valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità gas per il mese di aprile 2025.
Nel mese di aprile, che ha visto le quotazioni all’ingrosso in ulteriore calo rispetto a quelle registrate a marzo, il prezzo della sola materia prima gas (CMEM,m), per i clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità, è pari a 37,60 €/MWh.
L’Arera comunica dunque che per aprile 2025 il prezzo di riferimento del gas per il nuovo cliente tipo (con consumi medi di gas di 1.100 metri cubi annui) è pari a 107,92 centesimi di euro per metro cubo, -8,1% su marzo.
La spesa per la materia gas naturale ammonta a poco meno del 46% della spesa per la fornitura di gas naturale dell’utente tipo domestico servito in tutela della vulnerabilità. In particolare, sono 43,61 centesimi di euro (pari al 40,41% del totale della bolletta) per l’approvvigionamento del gas naturale e per le attività connesse. A questo si aggiunge 6,02 centesimi di euro (5,58% del totale della bolletta) per la vendita al dettaglio.
La spesa per il trasporto e la gestione del contatore è pari a 23,20 centesimi di euro (21,50% del totale della bolletta) per i servizi di distribuzione, misura, trasporto, perequazione della distribuzione, qualità. La spesa per gli oneri di sistema ammonta a 3,31 centesimi di euro (3,07% del totale della bolletta) mentre le imposte contano per 31,78 centesimi di euro (29,44% del totale della bolletta).
UNC: meno 105 euro per i vulnerabili
«Ribasso scontato – commenta Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Con la fine della stagione termica cessano come sempre le speculazioni sul gas. Certo vorremmo capire cosa si aspetta a eliminare il TTf di Amsterdam e il sistema del prezzo marginale che consentono questi extraprofitti vergognosi e di arricchirsi sulle spalle delle famiglie. Invece di rimediare ex post con bonus straordinari come ha fatto il Governo, sarebbe decisamente più logico e conveniente che l’Europa rimuovere le cause di questo sistema malato. Anche l’Italia potrebbe fare la sua parte contro il caro energia, ridefinendo ad esempio la formazione del PUN (Prezzo Unico Nazionale) e consentendo ad Acquirente Unico di riprendere a fare gli acquisti a lungo termine».
Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per il nuovo utente tipo che consuma 1100 metri cubi di gas, il -8,1% significa spendere circa 105 euro in meno su base annua, anche se “nella realtà – spiega l’associazione – l’effetto è praticamente quasi nullo visto che dal 15 aprile i caloriferi sono spenti in tutta Italia salvo in alta montagna”.
La spesa totale nei prossimi dodici mesi (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° aprile 2025 al 31 marzo 2026, nell’ipotesi di prezzi costanti), scende a 1187 euro che, sommati ai 611 euro della luce, determinano una stangata complessiva annua pari a 1798 euro.

