Piano Mattei, ambientalisti: “L’idea sembra essere solo l’hub energetico del gas” (Foto Pixabay)
Piano Mattei, ambientalisti: “L’idea sembra essere solo l’hub energetico del gas”
Il Piano Mattei e l’energia: l’obiettivo è rendere l’Italia “un hub energetico”. Associazioni ambientaliste: “L’idea sembra essere sempre e solo l’hub energetico del gas. Italia diventi hub delle rinnovabili”
Un piano di cooperazione Italia-Africa o Piano Mattei per l’Africa, di cui si sa poco dal punto di vista pratico. Il richiamo è a Enrico Mattei, importante dirigente pubblico italiano e fondatore dell’Eni, e a una politica di collaborazione con i paesi africani. Di Piano Mattei si parla da tempo perché la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ne ha fatto un riferimento costante, oggetto anche della Conferenza Italia-Africa che si è svolta nei giorni scorsi.
Piano Mattei, Italia hub energetico
Sul sito del Governo si trova un documento che parla di “cinque pilastri” del Piano: istruzione e formazione, agricoltura, salute, acqua ed energia.
E sul tema energia si legge che “l’obiettivo strategico è rendere l’Italia un hub energetico, un vero e proprio ponte tra l’Europa e l’Africa”.
Prosegue il documento: “Gli interventi avranno al centro il nesso clima-energia, punteranno a rafforzare l’efficienza energetica e l’impiego di energie rinnovabili, con azioni volte ad accelerare la transizione dei sistemi elettrici, in particolare per la generazione elettrica da fonti rinnovabili e le infrastrutture di trasmissione e distribuzione. Il piano prevede, inoltre, lo sviluppo in loco di tecnologie applicate all’energia anche attraverso l’istituzione di centri di innovazione, dove le aziende italiane potranno selezionare start-up locali e sostenere così l’occupazione e la valorizzazione del capitale umano”.
Ambientalisti: “Il Piano Mattei puzza di gas”
Non sono affatto convinte le associazioni ambientaliste, che hanno firmato una nota congiunta per dire che “il Piano Mattei puzza di gas”.
Per Greenpeace, Kyoto Club, Legambiente e WWF Italia l’idea di fondo “sembra essere sempre e solo l’hub energetico del gas”. Le associazioni chiedono al Governo Meloni “un incontro per presentarle il vero piano energico di cui ha bisogno l’Italia, per diventare l’hub delle rinnovabili”.
Spiegano Greenpeace, Kyoto Club, Legambiente e WWF Italia: “Anche se la Presidente non lo ha esplicitamente nominato, in realtà è molto chiaro che nel Piano Mattei le rinnovabili non sono protagoniste, protagonista è ancora il gas, insieme ai disegni ENI sui biocarburanti. È una visione miope sul futuro energetico del Paese e sul concetto di transizione ecologica. Il suo unico obiettivo pare essere quello di trasformare l’Italia in un hub energetico del gas attraverso una cooperazione che passa dall’Africa e dalle fonti inquinanti, aumentando la dipendenza energetica del Paese”.
Secondo gli ambientalisti il piano rischia di compromettere gli impegni presi per limitare il riscaldamento globale e l’impegno, uscito da Dubai, di una “transition away from fossil fuels” cioè la fuoriuscita da gas, petrolio e carbone: “l’Italia dovrà dire in che modo intende procedere in tal senso”.
“Il Governo Meloni, inoltre, non sta neanche tenendo conto degli effetti che la crisi climatica sta avendo sulle migrazioni e questa continua “corsa ai fossili” (gas e petrolio) in Africa da parte dell’Italia e di altre nazioni europee non fa che perpetuare l’emergenza climatica, così come la crisi alimentare e quella legata alla sicurezza, crisi che costringono le persone a migrare dall’Africa verso l’Europa”, proseguono gli ambientalisti.
“Italia ha le carte in regola per diventare hub delle rinnovabili”
Le associazioni ribadiscono dunque che la strada da seguire “è quella fondata sulle rinnovabili che devono rappresentare l’asse portante della politica di decarbonizzazione dell’Italia e sostituire le fonti fossili. Il Paese ha tutte le carte in regola per diventare l’hub delle energie rinnovabili puntando su fonti pulite, efficienza, reti e accumuli, ma perché ciò avvenga è necessario un approccio di leadership audace, innovativo e inclusivo e che punti anche ad un aggiornamento ambizioso del PNIEC. Per questo chiediamo un incontro all’Esecutivo Meloni per confrontarci sul tema e per presentarle il vero piano energetico green e sostenibile che serve al Paese”.
Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia nel 2025 le rinnovabili saranno la prima fonte di elettricità al mondo; energia solare, eolica e idroelettrica tutte insieme, nel 2023, hanno prodotto il 30% dell’elettricità mondiale e si prevede che la percentuale salirà fino al 37% nel 2026.

