Prevenzione cardiovascolare, il 90% delle donne ha un fattore di rischio (Foto Pixabay)
Prevenzione cardiovascolare, il 90% delle donne ha un fattore di rischio
Cittadinanzattiva pubblica i dati della campagna “Cuore in farmacia” con la prevenzione cardiovascolare per le donne: il 90% ha un fattore di rischio cardiovascolare, quasi 4 su dieci che hanno preso parte allo screening ha anomalie nell’ECG
La prevenzione cardiovascolare deve viaggiare al femminile. Perchè fra le donne i fattori di rischio sono tanti, specialmente fra i 40 e i 60 anni. Un approccio attento alla medicina di genere, agli screening e alla prevenzione orientata alle donne, viene da “Cuore in farmacia” realizzata da Cittadinanzattiva insieme a Federfarma. Una campagna di informazione e prevenzione cardiovascolare dedicata appunto alle donne, che hanno un rischio cardiovascolare peculiare soprattutto nel periodo post-menopausa.
Nove donne su dieci con un fattore di rischio cardiovascolare
Il 90% delle donne presenta infatti almeno un fattore di rischio cardiovascolare. Il 37,4% presenta anomalie all’esame dell’elettrocardiogramma (ECG), soprattutto legate al ritmo cardiaco (50%) e alla conduzione intraventricolare (41,2%). Fra chi ha anomalie nell’ECG, il 23,6% è in sovrappeso e il 13,2% in condizione di obesità. A questi si aggiungono fattori di rischio quali sedentarietà (57,2%), fumo (31,8%) e ipercolesterolemia pregressa (28,2%).
I dati vengono appunto dalla campagna Cuore in farmacia e si basano su una serie di parametri che comprendono patologie pregresse, stili di vita e screening. I dati sul profilo lipidico sono incoraggianti. Preoccupa invece il dato relativo alle donne già in trattamento contro l’ipertensione perché quasi 3 su 10 (il 29,3%) mostrano valori pressori ancora alti, segnale forse di possibili problemi di aderenza terapeutica o di efficacia del trattamento seguito.
Prevenzione al femminile
L’iniziativa di medicina di genere, alla sua seconda edizione, si è svolta durante l’estate. Ha coinvolto 234 farmacie associate a Federfarma, distribuite in sei Regioni (Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia), e ha raggiunto 2.328 donne tra i 40 e i 60 anni attraverso un percorso di prevenzione cardiovascolare gratuito.
Questo comprendeva misurazione di pressione arteriosa, peso, altezza e circonferenza vita; compilazione di un questionario indicizzato basato su 30 parametri; esecuzione di un elettrocardiogramma (ECG) con referto in tempo reale tramite telemedicina; analisi del profilo lipidico (colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi).
«La campagna – dichiara Francesca Moccia, Vice Segretaria Generale di Cittadinanzattiva – conferma che una parte significativa della popolazione femminile convive con fattori di rischio multipli rispetto al rischio cardiovascolare, infatti oltre un quarto delle partecipanti presenta tre o più criticità concomitanti. Allo stesso tempo, i dati positivi rilevati (stili di vita corretti, valori protettivi di HDL, pressione nella norma nella maggioranza dei casi) mostrano come la prevenzione funzioni, se sostenuta da informazione, screening accessibili e monitoraggio costante».
L’iniziativa ha il valore aggiunto di «adottare l’approccio della medicina di genere, promuovendo la prevenzione a favore delle donne, che vengono in farmacia per le esigenze di salute di tutta la famiglia, spesso trascurando le proprie – spiega il presidente Federfarma nazionale Marco Cossolo – Aderendo a questa campagna le farmacie hanno voluto contribuire quindi all’equità di accesso – territoriale e di genere – a prestazioni sanitarie fondamentali per la tutela della salute».
Campagne e consapevolezza
Fra le proposte contenute nel report, c’è la richiesta alle istituzioni di rafforzare le iniziative di prevenzione delle malattie cardiovascolari, in particolare tra le donne, data la loro vulnerabilità specifica, promuovendo campagne di sensibilizzazione pubblica sui fattori di rischio.
Alle farmacie è diretta invece la richiesta di ampliare la disponibilità di servizi di telemedicina, soprattutto nelle aree interne del paese per rendere gli screening più accessibili e tempestivi. Il tutto nella promozione di una maggiore consapevolezza fra le donne del rischio cardiovascolare, delle opportunità di screening e dei corretti stili di vita.

