Spese militari al 5%, MDC: “Inaccettabile, i cittadini rinunciano a curarsi” (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)
Spese militari al 5%, MDC: “Inaccettabile, i cittadini già oggi rinunciano a curarsi”
L’aumento delle spese militari concordato al vertice Nato costerà all’Italia 700 miliardi di euro in dieci anni secondo l’Osservatorio Milex. MDC: “Inaccettabile aumentare al 5% la spesa militare mentre gli italiani rinunciano a curarsi”
Quanto costerà all’Italia l’aumento delle spese militari? Qualcosa come 6 o 7 miliardi l’anno per dieci anni, per un totale cumulativo decennale di spesa di quasi 700 miliardi di euro. I conti sono dell’Osservatorio sulle spese militari Milex. Il timore, anzi la certezza, è che i cittadini già oggi non si curano per le carenze del Servizio Sanitario Nazionale. E che l’aumento delle spese militari porterà tagli in settori fondamentali quali appunto la sanità.
«È inaccettabile aumentare al 5% la spesa per la difesa in ambito Nato nei prossimi anni, con conseguenti tagli ad altri settori, mentre i cittadini già oggi rinunciano a curarsi a causa dei ritardi del sistema sanitario pubblico», afferma il presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) Antonio Longo, commentando la decisione dei Paesi della Nato di destinare il 3,5 per cento del Pil alle spese militari tradizionali – armamenti, mezzi, truppe ed equipaggiamenti – e un ulteriore 1,5 per cento a investimenti in tecnologie a doppio uso, impiegabili sia in ambito civile che militare.
Aumento delle spese militari vs sanità
L’accordo sulle spese militari sottoscritto al vertice Nato comporta infatti l’impegno a destinare il 3,5% del Pil in spese militari tradizionali quali armi, mezzi, munizioni, stipendi delle forze armate e delle missioni militari, e un altro 1,5% in spese per la sicurezza nazionale che comprendono cybersicurezza, resilienza ed efficientamento delle infrastrutture critiche e di mobilità, difesa delle frontiere, presidi medici contro attacchi nucleari, chimici, batteriologici.
Secondo le stime dell’Osservatorio Milex, l’Italia oggi alloca l’1,57% del Pil al settore difesa, pari a circa 35 miliardi di euro all’anno, ma nei prossimi dieci anni l’impegno dovrà aumentare.
“In valore assoluto – si legge sull’approfondimento di Enrico Piovesana su Milex – significa che l’Italia, per portare in dieci anni la spesa militare annua dagli attuali 35 miliardi agli oltre 100 miliardi, cioè per triplicarla, dovrà reperire ogni anno in manovra nuove risorse finanziarie nell’ordine dei 6-7 miliardi, ogni anno per dieci anni. Questo si traduce in un impegno cumulativo decennale di spesa di quasi 700 miliardi di euro, circa 220 miliardi in più rispetto a quello che si spenderebbe in dieci anni se invece del 3,5% si puntasse a raggiungere il 2% in spese militari ‘core’, con aumenti di spesa annuali medi nell’ordine dei 2 miliardi”.
Commenta Longo: «L’impatto sui conti pubblici sarà pesante e il rischio che per finanziare la difesa servano tagli o tasse è concreto e peggiorerà il quadro dell’assistenza sanitaria pubblica sempre più compromessa dai lunghi tempi di attesa».
MDC ricorda che la spesa pubblica per la sanità in Italia è stata del 6,3% del Pil nel 2024 (137,9 miliardi di euro), secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato. Tuttavia, da un recente sondaggio condotto da Ipsos per la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), l’80% degli italiani ha rinunciato almeno una volta a una prestazione sanitaria pubblica, un dato in netto peggioramento rispetto al 65% del 2024.
Di fronte ai ritardi del sistema pubblico, l’84% degli utenti che rinunciano si rivolge al settore privato, mentre il 13% sceglie di non curarsi affatto.
«E lo scenario non è rassicurante neanche se si guarda alla prevenzione, fondamentale per evitare patologie più gravi per la salute e un incremento delle spese future», aggiunge il presidente di MDC. L’Italia ha dedicato solo il 4,8% nel 2022 e il 4,5% nel 2023 della propria spesa sanitaria totale per la prevenzione (Eurostat).

