Procede la raccolta di firme per porre fine all’uso delle gabbie negli allevamenti. In tutta Europa sono state raccolte oltre 860 mila firme per l’Iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, Stop all’era delle gabbie, che chiede di mettere fine all’uso di ogni tipo di gabbia per allevare animali a scopo alimentare. Le mobilitazione per raggiungere il milione di firme necessario per sottoporre la questione delle gabbie negli allevamenti alla Commissione europea continuerà con una settimana, la prossima, dedicata alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica in piazza. Dal 6 al 12 maggio ci sarà infatti la Settimana di azioni contro le gabbie.

È una settimana di attivismo in cui ci saranno in tutta Italia banchetti di raccolta firme gestiti dai volontari delle organizzazioni che aderiscono alla coalizione. “Nell’UE centinaia di milioni di animali d’allevamento passano la maggior parte della loro esistenza tenuti in gabbia in condizioni di grande sofferenza. Chiediamo alla Commissione europea di porre fine a questo trattamento disumano degli animali d’allevamento”, chiede l’Iniziativa dei cittadini, aperta fino all’11 settembre di quest’anno.

Sostengono i promotori del CIWF (Compassion in World Farming): “Insieme ad altre 19 associazioni, abbiamo deciso di mobilitare il nostro paese in una battaglia di civiltà che coinvolge un continente intero per vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti della Unione europea. Nella settimana dal 6 al 12 maggio porteremo il nostro messaggio contro le gabbie nelle piazze e nelle strade di tutta Italia per coinvolgere ancora più persone in questa campagna decisiva, che può davvero mettere fine ad uno degli aspetti più crudeli dell’allevamento intensivo e segnare un punto di svolta per gli animali”.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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