Stretto di Hormuz, nei prossimi giorni gli effetti sui prezzi dei carburanti (Foto Pixabay)

Con la chiusura dello stretto di Hormuz i prezzi dei carburanti si stanno impennando. Sono già al rialzo, i mercati petroliferi sono in forte aumento in apertura di settimana dopo l’attacco di Usa e Israele contro l’Iran ma l’effetto non è ancora arrivato sulla rete. Come spiega Staffetta Quotidiana, i prezzi di benzina e gasolio alla pompa sono in deciso rialzo ma “gli effetti dell’escalation in Medio Oriente si vedranno nei prossimi giorni”.

Solo l’inizio

“Il gasolio è al livello più alto da oltre undici mesi, dal 28 febbraio 2025 – spiega Staffetta – Ma è solo l’inizio: gli aumenti che si registrano questa mattina non tengono infatti conto del balzo delle quotazioni petrolifere registrato questa mattina dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, sabato mattina. Il Brent è balzato del 10% superando gli 80 dollari al barile negli scambi infragiornalieri (l’ultima chiusura sopra gli 80 dollari risale al luglio 2024). Gli effetti sui prezzi alla pompa si vedranno a partire da domani. A preoccupare è anche il gas, con il Ttf schizzato del 30% negli scambi infragiornalieri”.

C’è infatti preoccupazione per i prezzi del gas naturale europeo, che potrebbero più che raddoppiare se il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz venisse interrotto per un mese. Circa un quinto del gas naturale liquefatto, proveniente soprattutto dal Qatar, passa attraverso questo punto cruciale.

Gli attuali prezzi dei carburanti

I prezzi dei carburanti al momento (sulla base dell’Osservatorio del Ministero delle imprese e del made in Italy e rilevati ieri mattina) sono i seguenti:

  • benzina self service a 1,673 euro/litro (+3 millesimi), diesel self service a 1,728 euro/litro (+8);
  • benzina servito a 1,813 euro/litro (+3), diesel servito a 1,865 euro/litro (+7);
  • Gpl servito a 0,690 euro/litro (+1), metano servito a 1,404 euro/kg (invariato), Gnl 1,232 euro/kg (-1).

Sulle autostrade, i prezzi sono i seguenti: benzina self service 1,778 euro/litro (servito 2,038), gasolio self service 1,829 euro/litro (servito 2,088), Gpl 0,829 euro/litro, metano 1,464 euro/kg, Gnl 1,321 euro/kg.

Codacons: effetti diretti sui consumatori

La crisi in Medio Oriente avrà dunque effetti diretti sui consumatori, perché il rialzo delle quotazioni di petrolio e gas si farà sentire non solo sui prezzi dei carburanti: a breve potrebbero estendersi a bollette e prezzi dei prodotti trasportati.

È quanto evidenzia il Codacons: “L’attacco di Usa e Israele all’Iran rischia di avere ripercussioni pesanti sulle tasche degli italiani e di determinare una nuova stangata per le famiglie”.

Le tensioni già si fanno sentire sui listini dei carburanti alla pompa ma i ritocchi sulla rete, evidenzia il Codacons, “non hanno ancora pienamente risentito dell’impennata delle quotazioni: nei prossimi giorni, se i prezzi del petrolio non invertiranno il trend, i listini alla pompa di benzina e gasolio rischiano di subire sensibili incrementi, con effetti diretti sul pieno”.

Pericoli ci sono poi sulle bollette energetiche. “Le quotazioni dell’indice Ttf segnano infatti un rialzo del 25% a 39,85 euro al megawattora, raggiungendo i livelli massimi da febbraio 2025. Un andamento – spiega il Codacons – che potrebbe presto essere trasferito sulle tariffe praticate in bolletta a famiglie e imprese, con un incremento generalizzato della spesa sia per il gas che per l’energia elettrica, in un momento in cui i consumi sono ancora elevati”.

C’è poi allarme sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di altri prodotti perché lo stretto di Hormuz è cruciale per il transito di molte materie prime, con la conseguente “crisi della logistica e un aumento dei costi a livello globale – spiega il Codacons – che rischia di essere trasferito sui consumatori attraverso i prezzi al dettaglio dei prodotti trasportati”.

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