Trasporto agnelli per Pasqua, ancora viaggi della sofferenza (Credit Essere Animali)
Trasporto agnelli per Pasqua, ancora viaggi della sofferenza
Essere Animali e Animal Welfare Foundation hanno monitorato i camion che trasportano gli agnelli diretti ai macelli per Pasqua da Spagna e Francia. In un caso, quattro animali avevano le zampe rotte e incastrate. “Esseri senzienti trattati come merci e obbligati a viaggi lunghissimi”
Il trasporto degli agnelli per Pasqua continua a raccontare di crudeltà e viaggi della sofferenza. Il caso più grave trovato nei giorni scorsi è quello di un camion che trasportava 300 pecore dirette dalla Francia a un macello di Pescara: quattro animali avevano le zampe fratturate e incastrate nella partitura del mezzo.
Il camion è stato fermato dalla Polizia stradale che ha poi chiamato una veterinaria della Asl. Ma il tutto si è concluso con la redazione di un “verbale pendente”, poi il viaggio è proseguito verso il macello. A raccontare un nuovo capitolo del trasporto degli agnelli per Pasqua, periodo critico dell’anno – nel 2025 fra marzo e aprile l’Italia ha importato dall’Unione europea oltre 153 mila agnelli – è l’associazione Essere Animali, che a marzo è tornata sulle autostrade per monitorare i camion carichi di agnelli provenienti dall’estero e diretti verso il grandi macelli di Toscana, Abruzzo, Lazio e Puglia.
Il monitoraggio si è svolto in collaborazione con Animal Welfare Foundation e si è concentrato in Liguria al confine di Ventimiglia, da cui transitano i camion provenienti da Francia e Spagna, due dei principali esportatori di pecore e agnelli verso l’Italia. L’anno scorso, su un totale di circa 510 mila agnelli importati in Italia dall’Ue, oltre 136 mila sono arrivati da questi due paesi dopo viaggi superiori anche a 24 ore.

Viaggi crudeli
E sono viaggi di sofferenza. Il monitoraggio, fatto a marzo, ha riguardato in particolare 5 camion, dei quali due segnalati alle autorità e sottoposti a controllo.
I problemi riscontrati sono tipici dei trasporti a lunga distanza, che implicano mancanza di spazi, condizioni che violano il benessere animale e spesso grande sofferenza. Essere Animali denuncia infatti densità eccessive di carico: gli animali sono in stato di sovraffollamento, non possono sdraiarsi per riposare o raggiungere i beverini. Questi ultimi spesso sono inutilizzabili e gli animali sono costretti a viaggiare anche 30 ore senza poter bere. La lettiera è insufficiente, lo spazio sopra la testa degli agnelli non basta a garantire ventilazione adeguata e movimenti naturali.
La normativa sui trasporti, denunciano le associazioni a tutela degli animali, “non è sufficiente a proteggere gli animali durante questa fase delicata, crea a tutti gli effetti una vasta zona grigia non regolamentata e non permette di intervenire in modo appropriato quando il benessere animale non è rispettato”.
Essere senzienti trattati come merce
«Mentre il Parlamento europeo e gli Stati Membri non hanno ancora approvato la nuova normativa sul trasporto di animali vivi, Essere Animali continua a documentare i crudeli trasporti di agnelli in Europa, di cui l’Italia è una delle mete principali – afferma Chiara Caprio, responsabile relazioni istituzionali di Essere Animali – Le immagini che abbiamo raccolto in questi anni mostrano esseri senzienti trattati come merci e obbligati a viaggi lunghissimi che li espongono a terribili sofferenze. Dal 2023 la Commissione europea ha proposto una revisione, non perfetta, ma sicuramente con degli elementi positivi, soprattutto per l’abbandono del trasporto di animali vivi come pratica, eppure alcune forze politiche nel Parlamento europeo continuano a tenerla bloccata senza alcun passo avanti significativo. Questo è inaccettabile e sottopone milioni di animali a sofferenze inutili e indicibili, spesso nascoste agli occhi dei consumatori».

