Tariffe ferroviarie sovraregionali: continuano gli incontri per risolvere il problema creato dall’algoritmo che ha gonfiato i prezzi a tutto svantaggio di pendolari e viaggiatori. E ora c’è una data. Entro la fine di marzo, infatti, si dovrebbe arrivare a una soluzione e individuare un modello di calcolo alternativo che ponga fine alla distorsione delle tariffe denunciata da tempo dai consumatori. I viaggiatori hanno pagato anche il 30% in più. In un nuovo incontro che c’è stato ieri fra associazioni di consumatori e Trenitalia, l’azienda ha confermato la propria disponibilità a sedersi al tavolo tra con Regioni e associazioni per risolvere la questione.

trenoSono state oltre due ore di confronto, fra Trenitalia e diciassette associazioni dei consumatori, per approfondire la questione dell’algoritmo definito nel 2007 dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome  per calcolare le tariffe ferroviarie sovraregionali. Trenitalia, informa una nota stampa, “si è resa disponibile a sedersi al tavolo tecnico istituito dalla Conferenza, insieme a Regioni e Associazioni dei Consumatori, con l’obiettivo di mettere a punto un diverso modello di calcolo, coerente con le attuali dinamiche tariffarie regionali. A tal fine, Trenitalia si è già assunta l’impegno di presentare alcune ipotesi di calcolo e sottoporle al vaglio della Commissione Mobilità della Conferenza, condividendo con le associazioni l’obiettivo di giungere alla identificazione di una soluzione entro fine marzo”.

Commentano Furio Truzzi, presidente Assoutenti e Enrico Pallavicini, coordinatore pendolari italiani Assoutenti: “Dopo l’utile incontro con le Regioni oggi si è fatto un ulteriore piccolo passo verso la risoluzione di questa lunga e travagliata vicenda. Sottolineiamo l’importanza di aver indicato nel 31 marzo la data per definire il ritorno a tariffe sovraregionali eque e la definizione di un giusto indennizzo per pendolari e viaggiatori. Naturalmente invitiamo pendolari e viaggiatori a conservare tutti i titoli di viaggio sovraregionali e a iscriversi al Registro dei Risarcimenti”.

La questione ormai è nota: il modello di calcolo che nel 2007 venne ritenuto corretto in realtà ha prodotto un’ampia distorsione delle tariffe per i pendolari che nelle tratte sovraregionali – quelle che dunque interessano due o più regioni – hanno finito per pagare, in alcuni casi, una tariffa superiore fino al 33% rispetto allo stesso percorso chilometrico pagato applicando la tariffa massima tra quelle delle regioni attraversate. Le associazioni dei consumatori hanno stimato un aggravio di spesa che in alcuni casi è arrivato a 300 euro l’anno. Nell’incontro di ieri Trenitalia ha assicurato che “contribuirà a definire un nuovo modello e lo adotterà quando le Regioni lo approveranno, previa garanzia del mantenimento dell’equilibrio economico dei Contratti di Servizio”. Le associazioni dei consumatori hanno posto al tavolo anche la questione degli indennizzi a chi ritiene di aver pagato un prezzo superiore a quanto dovuto e hanno ribadito il loro impegno a portare avanti questa battaglia in ogni più opportuna sede. Trenitalia a sua volta ha precisato che “il gestore del servizio non ha la potestà di modificare autonomamente il modello di calcolo. Modello che la società ha sempre applicato regolarmente e previa informativa scritta alle Regioni e alla Conferenza”.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy

Parliamone ;-)