Vendite al dettaglio in discesa. Associazioni: i consumatori spendono di più per comprare meno (foto pixabay)

Vendite al dettaglio in discesa. Associazioni: i consumatori spendono di più per comprare meno

Ad agosto 2022 le vendite al dettaglio diminuiscono rispetto a luglio: -0,4% in valore e -1,1% in volume. Su base annua aumentano del 4,3% in valore e diminuiscono del 2,1% in volume. Associazioni: neanche le ferie salvano le vendite, i consumatori spendono di più per comprare di meno

Le vendite al dettaglio scendono. Ad agosto 2022, rispetto a luglio, diminuiscono sia in valore che in volume, sia quelle alimentari che quelle non alimentari. Nel confronto annuale, c’è un aumento delle vendite al dettaglio del 4,3% in valore e un calo del 2,1% in volume. I consumatori spendono di più per comprare di meno, evidenziano le associazioni dei consumatori.

Vendite al dettaglio, agosto 2022

Ad agosto 2022, dice l’Istat, si stima un calo congiunturale per le vendite al dettaglio (-0,4% in valore e -1,1% in volume). Diminuiscono rispetto a luglio sia le vendite dei beni non alimentari (-0,3% in valore e -0,9% in volume) sia quelle dei beni alimentari (-0,5% in valore e -1,4% in volume).

Nel confronto annuale, ad agosto 2022 le vendite al dettaglio aumentano del 4,3% in valore e diminuiscono del 2,1% in volume. Le vendite dei beni non alimentari crescono in valore (+2,2%) mentre diminuiscono in volume (-1,0%). Anche per le vendite dei beni alimentari si registra un aumento in valore e una diminuzione in volume (rispettivamente +6,8% e -3,5%). Questa dinamica è collegato all’aumento dei prezzi e all’inflazione in rialzo.

Per quanto riguarda i beni non alimentari, su base annua ci sono aumenti per quasi tutti i tipi di prodotti a eccezione di Elettrodomestici, radio, tv e registratori (-4,5%) e Foto-ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali (-0,3%). Gli aumenti maggiori riguardano Prodotti di profumeria, cura della persona (+6,7%) e Giochi, giocattoli, sport e campeggio (+4,9%).

Rispetto ad agosto 2021, prosegue l’Istat, il valore delle vendite al dettaglio cresce per tutte le forme di vendita: la grande distribuzione (+6,2%), le imprese operanti su piccole superfici (+2,2%), le vendite al di fuori dei negozi (+3,9%) e il commercio elettronico (+3,7%). L’aumento maggiore si registra per i discount di alimentari con +9,5%.

«Ad agosto, rispetto al mese precedente, si registra una diminuzione delle vendite in valore sia per i beni alimentari, sia per i non alimentari. La riduzione in volume, per entrambi i settori merceologici, risulta anche più pronunciata – commenta l’Istat – Su base tendenziale, alla crescita delle vendite in valore corrisponde, per il terzo mese consecutivo, una diminuzione dei volumi, in riflesso dell’accelerazione della crescita dei prezzi al consumo registrata nello stesso periodo».

 

Istat vendite al dettaglio prodotti non alimentari agosto 2022

 

UNC: le ferie non salvano le vendite

Le ferie non salvano le vendite, commenta l’Unione Nazionale Consumatori.

«Dati pessimi!. Nemmeno le ferie e l’afflusso di turisti registrato ad agosto sono sufficienti a salvare le vendite a risollevare i dati. Il carovita e il caro bollette stanno decimando le vendite, persino quelle alimentari, ossia quelle per definizione più necessarie – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – I beni alimentari scendono non solo su luglio (-0,5% in valore) ma anche su agosto 2021. Le vendite alimentari in volume, infatti, scendono del 3,5%, con uno scarto abissale di 10,3 punti percentuali rispetto a quelle in valore che, gonfiate a dismisura dall’inflazione galoppante, salgono del 6,8% su base annua. Un’illusione ottica! Non è certo un bel segnale se gli italiani sono costretti a mangiare meno».

Codacons: si spende di più per comprare meno

I prezzi alle stelle riducono i consumi e gli italiani spendono di più per comprare meno, evidenzia a sua volta il Codacons. Le famiglie riducono i consumi per fronteggiare i rincari.

«I dati Istat sulle vendite dimostrano in modo inequivocabile quanto sta accadendo sul fronte dei consumi: gli italiani spendono sempre di più per acquistare meno – dice il presidente Carlo Rienzi – Per gli alimentari, ad esempio, nonostante un aumento delle vendite in valore del 6,8%, il volume degli acquisti si riduce del 3,5%. Questo perché l’inflazione alle stelle determina un corto circuito che porta a svuotare il carrello della spesa ma a spendere sempre di più per ciò che si acquista».


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