Violenza contro le donne

(Foto di Tumisu da Pixabay)

Secondo il rapporto dell’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Oms, la violenza contro donne e ragazze rimane un fenomeno diffuso e grave. Circa il 28,6% delle donne e delle ragazze dai 15 anni in su subirà violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. I dati mostrano come il mondo digitale non offra un rifugio sicuro: quasi un minore su cinque ha ricevuto sollecitazioni sessuali online prima della maggiore età.

«La violenza contro donne e ragazze ha raggiunto livelli critici e i nostri sistemi sanitari sono spesso il primo e unico punto di contatto per le vittime», ha dichiarato Hans Henri P. Kluge, direttore dell’Oms Europa. «Gli impegni politici non si traducono in assistenza sicura e accessibile: i sistemi sanitari stanno abbandonando le vittime nel momento di maggiore vulnerabilità».

Servizi sanitari insufficienti

Il rapporto mette in luce gravi lacune nell’offerta di servizi sanitari e psicologici. Solo 7 Paesi offrono servizi per l’interruzione di gravidanza, 17 garantiscono contraccezione d’emergenza e lo stesso numero assicura la profilassi post-esposizione all’Hiv. La copertura per le infezioni sessualmente trasmissibili è del 38%, mentre solo il 43% dei Paesi offre consulenza per la salute mentale.

Questi numeri evidenziano come molte donne restino senza supporto medico o psicologico, soprattutto in contesti di emergenza e abuso.

Privacy e autonomia a rischio

Un problema significativo riguarda la violazione della privacy delle vittime. In circa il 32% dei Paesi, gli operatori sanitari denunciano i casi di violenza domestica o del partner senza il consenso della vittima. L’Oms sottolinea che questa pratica scoraggia le donne dal cercare aiuto e mina la loro autonomia.

La situazione in Italia

Per l’Italia, il rapporto segnala che il 5,4% delle donne ha subito violenza dal proprio partner nell’ultimo anno. Il contesto italiano mostra la necessità di rafforzare la formazione degli operatori sanitari e garantire servizi accessibili e sicuri.

Melanie Hyde, coordinatrice del rapporto, ricorda: «Come sopravvissuta e operatrice con le vittime, so quanto sia fondamentale che ogni parte del sistema sanitario risponda con competenza e compassione».

Il messaggio è chiaro: senza interventi concreti e capillari, milioni di donne continueranno a subire violenza senza poter accedere a supporto medico o psicologico, una situazione inaccettabile per la salute e i diritti delle donne.

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