Zoomafie, 25° Rapporto LAV: ancora troppi crimini contro gli animali
Le zoomafie una realtà articolata, con capacità di tessere rapporti collusivi con appartenenti alla pubblica amministrazione. Nel 2023 ogni giorno sono stati aperti 24 fascicoli di indagine, con una media di 13 indagati per reati contro gli animali.
Corse clandestine, bracconaggio, traffico di cuccioli, macellazioni illegali: la zoomafia, ovvero lo sfruttamento criminale degli animali è su tutto il territorio nazionale e la brutalità degli atti con cui si manifesta non conosce limiti.
A dirlo chiaramente sono i numeri raccolti dal venticinquesimo Rapporto Zoomafia di LAV, presentato ieri a Roma presso la sede di “Esperienza Europa – David Sassoli”.
25° Rapporto LAV, i dati
Stando ai dati 2023 delle Procure italiane, ogni giorno dello scorso anno sono stati aperti 24 fascicoli di indagine, con una media di 13 indagati per reati contro gli animali.
Il reato più diffuso è quello dell’uccisione di animali, con 2.819 procedimenti, pari al 39,6% del totale. Seguono i maltrattamenti (29%), l’abbandono o detenzione in condizioni non compatibili con la natura dell’animale (13,4%) e reati legati alla caccia (13%).
Su base territoriale, la città con più procedimenti aperti si conferma Brescia (323), seguita da Verona (233) e Udine (213).
Zoomafie, realtà complessa e ramificata
“Il quadro che emerge dal nuovo Rapporto Zoomafia descrive una pericolosa e ramificata diffusione dei crimini che lucrano sulla pelle degli animali contro i quali, per diversi aspetti, Polizie e Procure hanno oggi delle armi spuntate”, afferma Gianluca Felicetti, Presidente LAV.
Da anni LAV denuncia i traffici legati allo sfruttamento degli animali che rappresentano un’importante fonte di guadagno per varie organizzazioni criminali in grado di trarre vantaggio da qualsiasi trasformazione del territorio e di guadagnare il massimo rischiando il minimo.
Le varie indagini svolte nel corso degli anni nel nostro Paese hanno fatto emergere una realtà zoomafiosa articolata, con capacità di tessere rapporti collusivi con appartenenti alla pubblica amministrazione. Si tratta di gruppi molto dinamici sotto il profilo economico, che fanno uso di modalità operative particolarmente sofisticate, diramati su tutto il territorio nazionale e con intrecci internazionali.
L’intervento del legislatore
La Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, presieduta dall’On. Japoco Morrone, è stata ampliata a più settori. Tra questi, l’ambito che riguarda le attività illecite legate al fenomeno delle zoomafie e alla verifica della corretta applicazione della normativa relativa ai delitti contro gli animali di maltrattamento, sfruttamento, detenzione incompatibile con la natura dell’animale, abbandono, commercio clandestino, traffico di specie in via d’estinzione e lo sfruttamento criminale di animali, in particolare combattimenti o competizioni illegali.
“Una realtà che purtroppo non è ancora abbastanza esplorata nonostante attiri sia la criminalità organizzata, sia quella comune con un esteso giro di affari illegali”, sottolinea Morrone. “La Commissione ha già aperto un ‘filone’ di inchiesta su queste condotte criminali e si avvarrà dell’esperienza delle forze dell’ordine che svolgono attività di contrasto in questo settore e del supporto di studio e analisi di associazioni con provata esperienza come la LAV”.

