Come utilizzare l'energia solare accumulata nelle ore estive?

Durante la stagione estiva chi ha installato degli impianti fotovoltaici sa che accumulerà parecchia energia elettrica, traendo il massimo vantaggio dai pannelli installati. Nei mesi estivi infatti la produttività è superiore rispetto alle altre stagioni, complici le maggiori ore di esposizione al sole nel corso delle giornate. Tutto vero, purché dietro ci sia un’attenta manutenzione, perché anche l’eccessiva esposizione ai raggi solari, apparentemente amici del fotovoltaico, possono creare non pochi problemi all’installazione. Certo è che in estate l’energia messa da parte sarà parecchia, e spesso e volentieri non si sa bene cosa farne, due sono le soluzioni: impiegarla la sera oppure usufruire di un sistema di scambio sul posto. Per far sì però che i pannelli solari vengano sfruttati al massimo, è importante in fase di messa in posa scegliere l’orientamento ideale: la loro posizione ottimale è a sud, mentre a nord si andrebbe a perdere circa la metà della produzione di energia. Esiste anche una temperatura ideale che può condizionare il rendimento dell’impianto fotovoltaico in estate, ed è stimata intorno ai 25 gradi.

In estate maggiore energia

Come già anticipato, la ragione per cui il fotovoltaico produce più energia in estate sono le lunghe giornate di sole, che massimizzano le prestazioni degli impianti. A contribuire nel processo anche le poche precipitazioni o eventi climatici avversi, a differenza di altre stagioni come l’inverno dove gelo o nebbia la fanno da padrone, oltre a esserci naturalmente minori ore di luce. Per tale motivo, non è raro che in quei periodi si utilizzi l’energia accumulata nei mesi estivi, sopperendo così al calo produttivo.

A logica dunque, parrebbe che nel corso dell’estate i pannelli fotovoltaici non vadano incontro a grossi problemi, e che soprattutto in una stagione come quella attuale, dove le belle giornate sono predominanti e la pioggia è quasi assente, si possa trarre il meglio dall’impianto.

Tuttavia è molto importante tenere a mente che in particolari condizioni climatiche i pannelli fotovoltaici possono subire danneggiamenti, e non di poco conto.

Il troppo caldo fa male al fotovoltaico

A rendere la vita difficile a queste strutture è l’eccessivo calore, che va a intaccare le performance di ogni modulo, inoltre non è raro il verificarsi di un fenomeno fisico conosciuto come dilatazione termica, che incide sui sistemi meccanici dell’installazione.

Per via delle alte temperature, la potenza di picco dell’impianto fotovoltaico può risultare più bassa in estate rispetto che nelle altre stagioni. Per quale ragione? Perché si ha una riduzione della tensione elettrica generata, data da una proprietà intrinseca del materiale che compone i pannelli solari, ovvero il silicio. Durante l’inverno, al contrario, possono sussistere condizioni di irraggiamento più elevate rispetto allo standard. In ogni caso niente paura: basta monitorare costantemente le condizioni dell’impianto fotovoltaico, ed effettuare con periodicità alcune manutenzioni, per evitare le problematiche causate dall’eccessivo calore. Resta in ogni caso veritiera l’affermazione per cui in estate si arriverebbe ad accumulare un quantitativo di energia maggiore, che non può essere sfruttata in toto nel corso della stessa giornata, pertanto è importante capire cosa fare della produzione in eccesso per far sì che non rimanga inutilizzata.

Usare l’energia solare di sera

Una prima idea può essere impiegare delle batterie di accumulo nell’impianto già esistente, così da accumulare l’energia autoprodotta durante il giorno per poterla sfruttare in un secondo momento in base alle necessità. Questo secondo momento potrebbe essere la sera: i pannelli assorbono infatti l’energia solare per trasformarla in elettricità, quindi in assenza di sole l’impianto non può essere alimentato, come accade nelle ore notturne. Attraverso il fotovoltaico con accumulo si vanno a ridurre i consumi e i costi fissi, adeguando la produzione di energia ai reali bisogni presenti, senza effettuare sprechi o inquinare l’ambiente perché si potrà disporre di energia pulita e sostenibile al momento del bisogno.

Il sistema di scambio sul posto

Altro metodo gettonato è il cosiddetto scambio sul posto, importante anch’esso per ottimizzare l’energia auto prodotta con l’impianto. In sostanza si tratta di un sistema di cessione dell’eccesso di energia prodotta al gestore elettrico, rimettendola in rete per poi riutilizzarla. Una parte dell’energia accumulata durante il giorno, al posto di essere impiegata di notte, può essere scambiata: questa infatti ha un preciso valore economico, che dipende dalla zona geografica e dalle fasce orarie in cui si preleva o immette nella rete. A chi lo compie viene riconosciuto un contributo economico, anche se l’operazione effettuata non consiste in una vendita vera e propria, perché chi immette energia in rete può anche prelevarla, per cui viene messa in atto una sorta di compensazione che prevede il rimborso di alcuni costi sostenuti nel momento in cui si estrae energia dalla rete, i quali verranno calcolati a fine anno considerando tutte le azioni effettuate nel corso dello stesso in termini di prelievo o di immissione.

A disciplinare l’SSP (sistema scambio sul posto) è l’Autorità per l’energia elettrica, e a regolarlo economicamente è il GSE (gestore dei servizi energetici). Considerata come condizione necessaria per l’erogazione del servizio la presenza di impianti per il consumo e la produzione di energia elettrica aventi un unico punto di connessione con la rete pubblica.


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