Decreto bollette e caro energia (Foto Pixabay)
Decreto bollette, Consumatori: non risolve il problema del caro energia
Proseguono le valutazioni dei consumatori davanti alle misure previste dal decreto bollette. Una cosa sembra certa: i bonus non risolveranno il problema del caro energia
Proseguono le valutazioni sul decreto bollette approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. Una misura che, vista dalle famiglie alle prese con i costi dell’energia, sembra avere una certezza: non risolverà il problema del caro bollette. I giudizi a volte sono sfumati, alcuni più possibilisti, altri critici. Quello che emerge è però che non sarà questo provvedimento con i suoi bonus a risolvere in modo strutturale il caro energia che pesa sulle famiglie.
Adiconsum: “Misure emergenziali”
Adiconsum considera positivo il decreto ma spiega che “si tratta di misure emergenziali, che non risolvono il problema del caro bollette”. E chiede di fare di più per contrastare la povertà energetica.
“A nostro avviso, – afferma Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – serve un approccio strutturale relativo ai costi dell’energia finalizzato ad aumentare il potere d’acquisto delle famiglie e a rendere competitive le imprese italiane”.
L’associazione sottolinea “la necessità dell’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, con la partecipazione anche delle Associazioni Consumatori riconosciute dalla legge, finalizzato alla revisione strutturale delle tariffe, semplificandole e alleggerendole da voci non attinenti ai consumi energetici, e al contenimento degli oneri generali di sistema. Inoltre – aggiunge De Masi – andrebbe attivata una vasta Campagna formativa/informativa indirizzata al risparmio e all’efficienza energetica, al sostegno delle Comunità Energetiche Rinnovabili, nonché alla sburocratizzazione degli iter autorizzativi per l’installazione di impianti ad energia rinnovabile, oltre agli investimenti necessari all’adeguamento delle reti di trasporto e di distribuzione”.
“Le misure previste nel Decreto – continua ancora De Masi – non risolvono poi il grave problema della povertà energetica sempre più in aumento. Confidiamo che nella conversione del Decreto in legge, il Governo possa accogliere anche le nostre proposte e, soprattutto, che voglia istituire un Tavolo con tutti i soggetti interessati, dove ognuno possa fare qualche sacrificio a beneficio della collettività”.
Federconsumatori: decreto bollette e “pubblicità ingannevole”
Federconsumatori ribadisce che “la delusione più grande viene dalla “pubblicità ingannevole” con cui è stato presentato questo provvedimento: ai consumatori, infatti, giungeranno pochi benefici”.
“In particolare – prosegue l’associazione – troviamo insoddisfacente il bonus straordinario per gli utenti domestici, che rappresenta un notevole passo indietro rispetto al bonus straordinario del 2025, che riconosceva 200 euro di contributo sulla bolletta elettrica per gli utenti con Isee fino a 25.000 euro. Con il nuovo bonus, non solo il contributo si riduce a 115 euro, ma si abbassa la soglia Isee a 9.796, cioè si riduce drasticamente il numero dei beneficiari”.
L’altro bonus è facoltativo, a discrezione dei fornitori di energia elettrica, che avranno dei benefici pubblicitari se lo destineranno ai clienti con Isee fino a 25.000 euro che però consumino in un anno meno di 3 MWh di energia. Per Federconsumatori, nuovamente poche famiglie beneficiarie.
“Ai fornitori che aderiranno all’iniziativa, infatti, sarà rilasciata una attestazione che potranno utilizzare per fini commerciali, ma senza imporre loro altre particolare condizioni. Ci chiediamo, quindi, in che modo questo avverrà: non avrebbe senso conferire a un’azienda tale “riconoscimento” se poi quest’ultima, magari, non rispetta i diritti degli utenti sotto altri punti di vista, per esempio nell’applicazione di prezzi spropositati per la materia prima o per i corrispettivi di commercializzazione e vendita, o anche, come spesso accade, avvalendosi del telemarketing selvaggio per accaparrarsi nuova clientela”.
Incertezza viene poi dal risultato delle altre misure previste nel decreto bollette.
“Il decreto prevede, inoltre, un insieme di interventi teoricamente finalizzati a ridurre il divario di prezzo del gas tra quello indicizzato al TTF di Amsterdam e quello riferito al PSV attualmente adottato sul mercato italiano, che oggi risulta mediamente più caro di circa tre punti: si tratta – afferma Federconsumatori – di una misura dagli esiti ancora incerti che difficilmente potrà determinare un impatto significativo sulle spese sostenute dalle famiglie. Su di esse, infatti, continuerà a essere scaricato il peso degli oneri sostenuti per gli ETS dalle aziende produttrici di energia da fonte fossile che ora beneficeranno di uno sgravio, se la Commissione Europea lo consentirà. Ciò significa che il vantaggio in bolletta per gli utenti dovrebbe derivare dalla sperata riduzione del prezzo della materia prima, che resta aleatorio e volatile”.
Confconsumatori: serve un mercato con vera concorrenza
Confconsumatori monitorerà il nuovo impianto normativo. Per l’associazione “al di là delle apprezzate misure immediate a favore delle famiglie vulnerabili, in Italia è necessario costruire un mercato in buona salute, caratterizzato dalla vera concorrenza, in grado di offrire vantaggi sostanziali ai consumatori (ovvero prezzi più competitivi, maggiore qualità dei prodotti, innovazione). Solo un mercato competitivo e trasparente colloca il consumatore in una posizione di forza”.

