Tutela vulnerabilità gas, aggiornamento Arera (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

Dal 1° aprile 2026 il prezzo di riferimento del gas per i vulnerabili scende del 7,6% rispetto a marzo. Oggi l’Autorità per l’energia (Arera) ha aggiornato il valore del servizio di tutela vulnerabilità gas per il mese di aprile. “Dopo l’aumento registrato a marzo, – spiega Arera – per il mese di aprile 2026 le quotazioni all’ingrosso sono in sensibile calo e la spesa totale dell’utente tipo si riduce del 7,6% rispetto al mese precedente, mentre se guardiamo alla sola componente Cmem la riduzione rispetto all’aggiornamento di marzo è dell’11,7%”.

Come è composta la spesa

Per i 2,3 milioni circa di clienti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo della sola materia prima gas (CMEM,m) è pari a 46,01 €/MWh.

Per aprile 2026, dunque, il prezzo di riferimento del gas per il nuovo cliente tipo (con consumi medi di gas di 1.100 metri cubi annui ) è pari a 121,05 centesimi di euro per metro cubo, in flessione del 7,6% su marzo.

Sulla spesa totale per la fornitura di gas dell’utente tipo domestico in tutela della vulnerabilità, il prezzo è così suddiviso:

  • il 48,09% è la spesa per la materia gas naturale (nel dettaglio, 52,38 centesimi di euro, pari al 43,27% del totale della bolletta, per l’approvvigionamento del gas naturale e per le attività connesse e 5,83 centesimi di euro (4,82% del totale della bolletta) per la vendita al dettaglio;
  • il 19,98% è la spesa per il trasporto e la gestione del contatore;
  • il 27,82% è rappresentato da imposte (33,67 centesimi di euro) e il 4,11% è la spesa per gli oneri di sistema.

Ribasso atteso

“Un ribasso atteso. Si tratta di un rimbalzo tecnico”, spiega l’Unione Nazionale Consumatori.

Per il vicepresidente Marco Vignola, “dopo la speculazione vergognosa di marzo, quando la materia prima del gas era decollata del 49,6% con un conseguente rialzo delle bollette del 19,2%, il 4° maggior aumento di sempre, era chiaro che in aprile, mese in cui termina anche la stagione termica e la domanda di gas precipita, non poteva che scendere. Anzi, si può aggiungere che speravamo in un calo maggiore”.

“Ora però il Governo, che se ne è lavato le mani fino ad ora, non può prendere la scusa di questa riduzione – prosegue Vignola – per non intervenire sul caro energia, sia perché il pezzo della luce è collegato al gas e in estate ci sono i picchi della domanda, sia perché, nonostante l’abbassamento di oggi, il prezzo è ancora più caro del 64,4% rispetto ai tempi pre-crisi dell’aprile 2021, sia perché, come attesta l’allarme lanciato oggi dal FMI, il problema del caro energia è ben lungi dall’essere risolto”.

La spesa in tutela vulnerabilità gas

Con le nuove tariffe, la bolletta media di un utente gas vulnerabile scende di circa 109 euro su base annua. Nell’ipotesi di prezzi costanti per i prossimi dodici mesi, la bolletta media per i vulnerabili si attesta a 1.331 euro e, se si aggiunge anche la spesa per la luce pari a 605 euro annui, il conto totale per una famiglia vulnerabile sale a 1.936 euro annui.

Se però si considerano i prezzi che c’erano a febbraio, prima della guerra in Medio Oriente, emerge che la bolletta media del gas risulta più cara del 10,2%, pari ad una maggiore spesa da +123 euro annui a utenza.

“La discesa dei prezzi del gas ad aprile è un fuoco di paglia – avverte allora il Codacons – Negli ultimi giorni infatti le quotazioni dell’energia hanno ripreso a salire come conseguenza delle nuove tensioni sul fronte Usa-Iran, e nelle prossime settimane le bollette degli italiani potrebbero subire nuovi ritocchi al rialzo”.

La crescita rispetto al 2021

In ogni caso, Assoutenti calcola che con l’aggiornamento odierno di Arera le tariffe del gas risultano più alte del +12,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e addirittura del +64,9% rispetto al 2021, per una maggiore spesa annua (dal 2021, in cinque anni) di 524 euro a utenza.

Ancora una volta – spiega il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – sono le famiglie più fragili a pagare il prezzo delle tensioni geopolitiche internazionali, in questo caso del conflitto in Medio Oriente, con effetti diretti e immediati sulle bollette che rimangono ancora troppo elevate. Crediamo che in questa delicata situazione il governo debba intervenire con misure più efficaci sul fronte della tassazione che pesa sulle bollette degli italiani, riducendo l’Iva sul gas al 10% allo scopo di calmierare l’effetto Iran sulla spesa per le forniture energetiche delle famiglie”.

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