Il supporto di UniCredit alla transizione energetica (Foto Pixabay)

La crisi climatica, l’aumento dei costi energetici e la nuova direttiva EPBD confermano che è necessario che gli interventi di riqualificazione ed efficientamento del patrimonio edilizio rappresentino una priorità strategica se si vuole rispettare l’obiettivo di decarbonizzazione dell’UE al 2050 (Net Zero).

La Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), meglio nota come Direttiva Case Green, è uno dei pilastri normativi della strategia europea per tale scopo. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale UE e la sua entrata in vigore, la direttiva è passata sui tavoli dei singoli Stati per essere recepita a livello nazionale. L’Italia dovrà quindi approvare un decreto entro il mese di maggio 2026.

Il testo della direttiva prevede che tutti i nuovi edifici dovranno essere a zero emissioni a partire dal 2028, mentre quelli esistenti dovranno raggiungere la classe energetica E entro il 1° gennaio 2030 e D entro il 2033.

I privati in Italia detengono oltre il 90% del patrimonio residenziale

Oltre il 70% degli edifici residenziali italiani è classificabile in classe E, F o G. Il motivo risiede nel fatto che gran parte dei nostri immobili è stato costruito tra gli anni ’60 e ’80, con tecniche non attente al consumo energetico (Fonte: Nomisma).

Inoltre, l’evoluzione demografica cambia le esigenze abitative degli italiani, portando ad una maggiore domanda di abitazioni di metratura contenuta, soprattutto nei centri urbani dove la vita da single e le nuove forme familiari sono più diffuse.

Il mercato immobiliare italiano si trova quindi ad affrontare diverse sfide complesse, ha infatti già cominciato a prezzare diversamente gli immobili in base all’assorbimento energetico e di conseguenza le nuove costruzioni.

Si nota che anche gli interventi di ristrutturazione sull’usato sono legati all’efficientamento dello stock immobiliare.

Istituti di credito e mutui green

In questo contesto, gli istituti di credito avranno un ruolo cruciale nel promuovere prodotti finanziari sostenibili. Anche perché più aumenta l’efficienza energetica, più aumenta il valore dell’immobile, con potenziale effetto di mitigazione sulla rischiosità del mutuo per la banca.

I mutui green potrebbero arrivare a rappresentare più del 25% del mercato nel 2030 e oltre 50% nel 2050. Parallelamente, i finanziamenti per la ristrutturazione green, per l’efficientamento energetico delle abitazioni, potrebbero aumentare fino a rappresentare oltre il 30% nel 2030 e circa il 70% nel 2050 (Fonte: Crif).

UniCredit e i Consumatori

UniCredit accompagna la transizione energetica del patrimonio edilizio anche attraverso l’ascolto effettivo dei propri stakeholder per identificare i loro interessi e integrare l’offerta bancaria.

A tal fine, il 16 aprile scorso UniCredit ha incontrato i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori partner di Noi&UniCredit, il programma di collaborazione tra la Banca e le Associazioni dei Consumatori di rilevanza nazionale attivo dal 2005.

In quell’occasione, la Banca ha condiviso come negli ultimi anni UniCredit abbia compiuto progressi concreti e costanti nella riduzione delle proprie emissioni (es. migliorando l’efficienza energetica delle proprie sedi). UniCredit è il primo gruppo bancario in Europa a ottenere lo scoring Global Real Estate Sustainability Benchmark (GRESB) sul proprio patrimonio immobiliare corporate.

In termini di offerta alla propria clientela, oltre ai mutui per la sostenibilità energetica (acquisto e ristrutturazione) a condizioni dedicate, UniCredit propone anche dei servizi immobiliari a supporto di progetti in materia di casa tramite partner specializzati per acquistare, vendere, supportare la gestione delle pratiche edilizie o ottimizzare i costi energetici.

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