Fondo indennizzo risparmiatori, le novità (Foto Pixabay)
Fondo indennizzo risparmiatori, presto il riesame delle istanze
A breve si potrà presentare riesame per le istante relative al Fondo di indennizzo risparmiatori, a beneficio delle vittime di crac bancari la cui domanda era stata respinta per incompletezza documentale o vizi formali
A breve si potrà presentare riesame per le istanze relative al Fondo di indennizzo risparmiatori (Fir). La manovra di fine anno aveva infatti individuato le risorse necessarie per rifinanziare con 80 milioni di euro il Fir, completando così il percorso di ristoro anche a favore di 10.748 risparmiatori la cui domanda era stata respinta per ragioni di incompletezza documentale o meri vizi formali.
Ora, con il decreto di nomina dei tre membri della Commissione tecnica firmato dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, “si sblocca un altro tassello dell’iter per la presentazione delle istanze relative al Fondo di indennizzo risparmiatori (Fir) – spiega il Movimento Difesa del Cittadino – a beneficio delle vittime dei crac bancari la cui domanda era stata respinta per ragioni di incompletezza documentale o meri vizi formali”.
MDC rinnova il proprio plauso a una misura “attesa da migliaia di famiglie che per anni hanno subito le conseguenze di una vicenda ingiusta”.
“La tutela dei cittadini e dei loro risparmi resta per noi una priorità assoluta”, afferma l’associazione.
Il Fondo indennizzo risparmiatori
Hanno accesso al Fondo i risparmiatori, persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli o coltivatori diretti, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le microimprese che occupano meno di dieci persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro, in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1° gennaio 2018, a causa delle numerose violazioni degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza.
Con la legge di Bilancio 2026 il Governo ha riaperto i termini per l’accesso al Fondo, istituito per ristorare i risparmiatori coinvolti nei crac bancari degli anni passati, come i dissesti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. La misura “consente una nuova possibilità esclusivamente a chi aveva già presentato domanda nei termini previsti tra il 2019 e il 2020 ma si era visto respingere l’istanza, in tutto o in parte, per ragioni di incompletezza documentale o procedurale. Non si tratta quindi di una riapertura generalizzata: la norma riguarda solo chi era in possesso dei requisiti sostanziali, ma era stato escluso per vizi formali” (Il Fatto Quotidiano)
Per gli azionisti, l’indennizzo è pari al 30% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore; per le obbligazioni subordinate, è pari al 95% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore.
I prossimi passi
L’ultimo passaggio prima della possibilità di presentare le istanze sarà la pubblicazione del decreto di nomina in Gazzetta Ufficiale. A partire da quella data, sono previsti 120 giorni per la presentazione delle domande e il termine per la conclusione del procedimento è di 180 giorni. Il procedimento potrà essere sospeso per un massimo di 30 giorni per l’acquisizione di informazioni, dati e documenti necessari al completamento dell’istruttoria, e comunque per motivate esigenze istruttorie.
Il Movimento Difesa del Cittadino, spiega l’associazione in una nota, “si è attivato da subito per sostenere le richieste dei risparmiatori rimasti esclusi dai ristori, avviando interlocuzioni istituzionali, segnalazioni formali e attività di rappresentanza per sollecitare un intervento normativo che sanasse un’evidente disparità”. Per chiarimenti e segnalazioni, è possibile contattare MDC al numero verde 800.16.16.47 o scrivere una email a info@mdc.it

