Truffa online, risparmiatrice rimborsata di 1400 euro per “responsabilità parziale” della banca (Foto Pixabay)
Truffa online, risparmiatrice rimborsata di 1400 euro per “responsabilità parziale” della banca
Confconsumatori: una risparmiatrice rimasta vittima di una truffa online è riuscita ad ottenere un rimborso di 1.400 euro per “responsabilità parziale” dell’istituto bancario, nonostante il riconoscimento della responsabilità della consumatrice
Una truffa online articolata, dieci operazioni in denaro non autorizzate, il riconoscimento della responsabilità della risparmiatrice truffata. Ma insieme a questo il riconoscimento della “responsabilità parziale” dell’istituto bancario che ha violato la normativa sul rischio di frode. Così l’Arbitro bancario finanziario che, intervenuto su un caso di truffa online verso una risparmiatrice di Bari assistita da Confconsumatori, ha deciso di riconoscere un rimborso di 1400 euro sottratti illecitamente attraverso dieci operazioni non autorizzate.
Gli sms della truffa online
La truffa online si è articolata con l’invio di sms che sembravano provenire dall’istituto bancario. La risparmiatrice aveva ricevuto tre sms. Il primo la informava dell’esecuzione di tre operazioni da lei non autorizzate sulla sua carta di credito. Il secondo messaggio l’aveva invitata a chiamare un numero telefonico, al quale aveva risposto un sedicente operatore della banca sostenendo che stesse provvedendo alle procedure di blocco della carta e di storno dei pagamenti. Infine, il terzo messaggio conteneva un link per l’attivazione dell’app, che risultava bloccata.
Il meccanismo della truffa online si è concluso quando la risparmiatrice ha scoperto l’addebito sulla sua carta di credito. Non riuscendo a ottenere un rimborso dalla banca, la risparmiatrice con l’aiuto di Confconsumatori si è rivolta all’Arbitro bancario finanziario, che ha riconosciuto il diritto della correntista al rimborso parziale, pari a 1.400 euro, dell’importo sottratto.
Le responsabilità della risparmiatrice e della banca
«Il Collegio – commentano gli avvocati Nuccia Lisi, presidente di Confconsumatori Bitonto, sede provinciale di Bari, e Filomena Panzarino, legale dell’associazione esperta in materia bancaria – benché abbia accertato la conformità ai requisiti normativamente previsti in tema di Sca (Strong Customer Authentication, Autenticazione forte del cliente) delle operazioni eseguite e l’esclusiva colpa grave della consumatrice nel verificarsi dell’evento, ha accolto il ricorso. Confermando la tesi da noi prospettata, secondo cui l’intermediario bancario, in questo caso, ha violato la normativa in materia di rischio frode, non avendo predisposto meccanismi in grado di rilevare le operazioni di pagamento non autorizzate pur essendo in presenza di 8 operazioni fraudolente sulla carta Bancomat nell’arco di 24 ore e 2 operazioni fraudolente sulla carta di debito, nello stesso stesso arco di tempo, in favore di Stati esteri».
«Si tratta di una vittoria importante per Confconsumatori – precisa l’avvocato Panzarino – considerando che l’Abf ha ritenuto di riconoscere il 50% della responsabilità in capo all’intermediario nonostante l’accertata colpa grave della risparmiatrice poiché, a suo dire, la correntista aveva seguito alla lettera le indicazioni ricevute dal truffatore per la predisposizione delle operazioni».

