Economia circolare, il 20% dei consumatori sceglie di non riparare i prodotti guasti (fonte foto Pixabay)

Economia circolare, il 20% dei consumatori sceglie di non riparare i prodotti guasti

Quanto sono preparati gli italiani sull’economia circolare? E cosa fanno con elettrodomestici e hi-tech? Il 20% di chi ha avuto un guasto sceglie di non riparare e di comprare un prodotto nuovo: questa percentuale sale al 30% per i piccoli elettrodomestici e al 22% per i grandi elettrodomestici. Indagine Altroconsumo

Quanto sono preparati gli italiani sull’economia circolare? Cosa fanno se serve riparare un elettrodomestico o un prodotto tecnologico? I consumatori sono generalmente soddisfatti delle informazioni che ricevono quando comprano un elettrodomestico o un prodotto hi-tech ma otto su dieci non lo sono se c’è un guasto e quando il prodotto arriva a fine vita e bisogna smaltirlo, riciclarlo o sostituirlo (74%).

«Una carenza di informazioni grave in un momento cruciale della vita di questi prodotti, perché è quello in cui la riparazione e il riciclo devono entrare in campo se vogliamo andare verso un’economia circolare», dice Altroconsumo.

L’associazione ha condotto un’analisi su un campione di consumatori per capire se tengano conto di quanto consumi la tecnologia e cosa fanno se la lavatrice o il tablet si rompe. Quando c’è un guasto, per esempio, i cittadini sono in bilico fra riparare e buttare.

Il 20% di chi ha avuto un guasto ha scelto di non riparare e di comprare un prodotto nuovo: questa percentuale sale al 30% per i piccoli elettrodomestici e al 22% per i grandi elettrodomestici. È al 16% per i prodotti hi-tech e si ferma al 7% per gli impianti di riscaldamento, per i quali (comprensibilmente) si punta sulla riparazione con un servizio di riparazione indipendente (54%) o col servizio assistenza del venditore o del produttore (39%).

Altroconsumo ha condotto l’indagine su un campione di 1.412 consumatori dai 25 ai 64 anni d’età sottoponendo loro un questionario online sulla base di 4 categorie di prodotti: grandi e piccoli elettrodomestici, prodotti hi tech (smartphone, tablet) e impianti di riscaldamento (caldaie).

L’inchiesta, spiega l’associazione, è stata realizzata nell’ambito del progetto CircThread, finanziato dal programma Horizon 2020 dell’Unione europea, che ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo di un’economia realmente circolare rendendo i prodotti sostenibili. Il progetto coinvolge 34 organizzazioni di diversi Paesi, che stanno lavorando allo sviluppo di una piattaforma, che sarà disponibile dal 2025, in cui tutti i prodotti possono essere tracciati durante il loro ciclo di vita.

 

Altroconsumo indagine economia circolare 2022

 

Nell’acquisto conta il consumo energetico

La mancanza di informazioni sul ciclo di vita dei prodotti, su cosa fare se serve una riparazione o quando bisogna smaltirli, rende più difficile adottare comportamenti che rispondano alle esigenze di un’economia circolare – quella in cui si punta a condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e dei prodotti esistenti.

Dai risultati, spiega Altroconsumo, emerge che per il 63% degli intervistati le informazioni più importanti per la scelta d’acquisto sono quelle sul consumo energetico. Quando si tratta di un grande elettrodomestico questa percentuale sale al 77%. In aggiunta, i rispondenti ritengono fondamentale anche la durata di vita prevista dei prodotti e sono disposti a pagare un prezzo un po’ più alto per quelli che durano più a lungo e sono meno energivori, soprattutto quando si tratta di grandi elettrodomestici e sistemi di riscaldamento.

Inoltre, l’82% non ritiene comunque di avere le informazioni necessarie quando si verifica un guasto e quando il prodotto giunge a fine vita e bisogna smaltirlo, riciclarlo o sostituirlo (74%).

 

Altroconsumo indagine economia circolare 2022

 

Guasti, il 20% non ripara

«Come si comportano gli intervistati al momento del guasto? – si chiede Altroconsumo nell’indagine – La maggior parte di coloro che hanno subìto un guasto negli ultimi 5 anni ha cercato di ripararlo, ma il 20% non lo ha fatto. Il motivo più frequente è l’elevato costo della riparazione (39%), ma c’è un 35% che ha preferito acquistarne uno nuovo per averne uno più efficiente».

Per i prodotti hi-tech spesso pesa la volontà di avere l’ultimo modello. Per allungare la vita dei prodotti, spiega allora l’associazione, non basta rendere più facile la riparazione dei prodotti ma serve anche “evitare  che siano percepiti come obsoleti anche quando non sono rotti”. Serve dunque un cambio di mentalità che eviti di percepire come “vecchi” i prodotti superati da nuove edizioni e nuovi modelli lanciati sul mercato.


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Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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