Giornata mondiale dell'alimentazione, i consigli del WWF per una dieta sana

La dieta sostenibile fa bene all'acqua

Il risparmio idrico parte dal cibo. Con una dieta sostenibile possiamo risparmiare un volume d’acqua stimato in quello che serve per 80 lavatrici in un giorno, 4 mila litri d’acqua. L’alimentazione è un fattore importante per adottare un approccio sostenibile alle risorse idriche. All’acqua, oro blu e risorsa fondamentale per la vita.

Non è un dettaglio da poco quello che portiamo nel piatto, perché per produrre un chilo di carne di manzo servono oltre 15 mila litri di acqua mentre per un chilo di verdure ne bastano 336. Questo significa che una dieta sostenibile tiene conto dell’impronta idrica del cibo. E privilegia alcuni cibi rispetto ad altri: verdure, frutta, legumi e cereali integrali. Meno carne rossa, più carni bianche e pesce.

 

goccia d'acqua

 

L’impronta idrica del cibo

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo, la Fondazione Barilla ricorda che il risparmio idrico parte dal cibo e della consapevolezza dell’impronta idrica dell’alimentazione. Si tratta di un indicatore che comprende l’uso diretto dell’acqua, come quello domestico, e quello indiretto, ovvero l’acqua che serve per produrre beni e servizi.

«Per produrre un chilo di verdura servono 336 litri di acqua, per un chilo di legumi essiccati ne servono circa 4.615, per un chilo di carne di maiale 6.299 e addirittura 15.139 litri per produrre un chilo di carne di manzo», ricorda la Fondazione Barilla.

Considerare l’acqua nascosta usata per produrre il cibo è importante se si tiene conto che l’acqua è risorsa preziosa e scarsa. Oltre 3 miliardi di persone vive in aree agricole con carenza d’acqua. 1,2 miliardi di persone in aree con estrema scarsità d’acqua. Negli ultimi due decenni l’acqua dolce disponibile a persona è diminuita di oltre il 20%.

«Immaginate che 80 lavatrici a pieno carico, o 33 docce da 10 minuti equivalgano al consumo di 4.000 litri di acqua. Lo stesso consumo di acqua che si potrebbe risparmiare in un solo giorno, adottando una dieta sostenibile rispetto ad una non sostenibile. Si tratta dell’acqua nascosta utilizzata per produrre il cibo che mangiamo e che, cambiando le nostre abitudini, potremmo risparmiare».

L’impronta idrica a persona dell’Italia è piuttosto alta. Ogni giorno, considerando tutta l’acqua consumata, si aggira sui 6300 litri per tutte le attività quotidiane. È il 30% in più rispetto alla Francia, circa il 6% in meno rispetto alla Spagna, il 20% in meno rispetto agli Stati Uniti.

 

pasta e fagioli
Pasta e fagioli. Fonte: https://www.sueatablelife.eu/it/ricettario/

La dieta sostenibile fa bene all’acqua

La dieta sostenibile fa bene all’acqua. Un pasto sostenibile permette di risparmiare un terzo dell’acqua rispetto a uno “normale”, o meglio ad alto consumo d’acqua.

«Scegliere una dieta attenta all’ambiente avrebbe un impatto positivo sulla disponibilità di acqua visto che, a livello globale, l’agricoltura utilizza il 70% dei prelievi di acqua dolce disponibile per l’irrigazione e causa il 92% dell’impronta idrica dell’umanità – dice Marta Antonelli, Direttore della Ricerca di Fondazione Barilla – Adottando una dieta sostenibile, l’impronta idrica dei Paesi dell’UE28 potrebbe essere ridotta del 23%, mentre una dieta a base vegetale nutrizionalmente equivalente a una a base di proteine animali ridurrebbe l’impronta idrica del 38%. Questo perché un pasto sostenibile richiede all’incirca 1.000 litri di acqua rispetto ai circa 3.000 di un menù “idrovoro”. Basterebbe bilanciare gli alimenti durante i pasti, limitando la frequenza degli ingredienti meno vantaggiosi per salute e ambiente a favore di quelli più sostenibili, per risparmiare quindi fino a 4.000 litri di acqua a persona al giorno ed essere parte di un cambiamento globale».

Acqua e ricette sostenibili

Dalla tavola può dunque partire il cambiamento. Anche per risparmiare acqua. Il progetto SU-EATABLE LIFE vuole proprio dimostrare il potenziale di riduzione delle emissioni di CO2 e del consumo idrico legato all’adozione di diete sane e sostenibili. Online c’è anche il “ricettario sostenibile”

«Come Fondazione Barilla guidiamo il progetto europeo, Su-Eatable Life, che mira proprio a promuovere l’adozione di menù sani e sostenibili a partire dalle mense aziendali e universitarie – spiega  Riccardo Valentini, Professore all’Università degli Studi della Tuscia, coordinatore progetto SU-EATABLE LIFE e membro dell’Advisory Board di Fondazione Barilla – L’iniziativa nasce per diffondere la cultura delle diete sostenibili, attraverso una “prova su campo” nelle mense e dimostrare che, per fare bene al Pianeta ed essere sostenibili a tavola, non serve necessariamente rinunciare alla carne o ai piatti della nostra tradizione gastronomica».

Online c’è il ricettario sostenibile di SU-Eatable Life che riporta per ogni ricetta, sviluppata in collaborazione con gli chef e le aziende di ristorazione aderenti, il valore di impronta di carbonio e idrica, insieme ad una serie di suggerimenti per rendere più sostenibili i propri pasti.

 

torta di frutta fresca
Torta di frutta fresca. Fonte https://www.sueatablelife.eu/it/ricettario/

 

Tre regole per una dieta sostenibile

Ecco tre regole per una dieta sostenibile che riduca l’impronta idrica sono queste.

Adottare una dieta ricca di verdura, legumi, frutta e cereali integrali.

«I prodotti di origine animale hanno generalmente un impatto maggiore sulle risorse idriche rispetto ai prodotti vegetali. In media, l’acqua necessaria per produrre 1 kg di carne bovina è quattro volte di più di quella per il pollame, più di sei volte maggiore di quella per il pesce, nove volte più grande di quella utilizzata per i cereali e quarantacinque volte più grande di quella per le verdure. L’adozione di una dieta sostenibile ricca di verdure, frutta, legumi e cereali integrali consente di risparmiare fino a circa 2.000 litri di acqua per singolo pasto rispetto a un menu a base di carne».

Ridurre gli sprechi alimentari, perché se si butta via cibo si “butta via” anche l’acqua che è servita a produrlo. Attenzione all’acqua in bottiglia. Per ogni bottiglia da 1,5 litri di acqua comprata si consumano ulteriori 1,9 litri di acqua in più per le operazioni di imbottigliamento, i processi industriali, l’imballaggio e il trasporto.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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