Antitrust multa Apple per abuso di posizione dominante (Foto Pixabay)
Apple, multa Antitrust da oltre 98 mln per abuso di posizione dominante
L’Antitrust multa Apple per oltre 98 milioni di euro per abuso di posizione dominante legato all’App Tracking Transparency (“ATT”) policy, le regole sulla privacy imposte agli sviluppatori terzi di app distribuite tramite l’App Store
L’Antitrust multa Apple per oltre 98 milioni di euro per abuso di posizione dominante. Sotto i riflettori dell’Autorità sono finite le regole sulla privacy imposte agli sviluppatori terzi di app distribuite attraverso l’App Store. L’Antitrust ha infatti accertato una condotta restrittiva della concorrenza per l’App Tracking Transparency (“ATT”) policy.
Al termine di un complesso procedimento, l’Antitrust rileva che Apple si trova “in una posizione di assoluta dominanza nel mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti del sistema operativo iOS, e ha imposto le regole dell’ATT policy agli sviluppatori terzi che sono stati costretti a duplicare le richieste di consenso per la profilazione pubblicitaria”.
Abuso di posizione dominante
L’Antitrust ha multato le società Apple Inc., Apple Distribution International Ltd e Apple Italia S.r.l. con una sanzione di 98.635.416,67 euro per abuso di posizione dominante. Come informa una nota dell’Autorità, Apple ha violato il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea per quanto riguarda il mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti del sistema operativo iOS. In tale mercato, Apple è in posizione di assoluta dominanza tramite il suo App Store.
Al termine di una complessa istruttoria, condotta anche in coordinamento con la Commissione europea, con altre Autorità nazionali della concorrenza e con il Garante per la Protezione dei Dati Personali, l’Antitrust ha dunque accertato “la restrittività – sotto il profilo concorrenziale – dell’App Tracking Transparency (“ATT”) policy, ossia delle regole sulla privacy imposte da Apple, a partire da aprile 2021, nell’ambito del proprio sistema operativo mobile iOS, agli sviluppatori terzi di app distribuite tramite l’App Store. In particolare, gli sviluppatori terzi sono obbligati ad acquisire uno specifico consenso per la raccolta e il collegamento dei dati a fini pubblicitari tramite una schermata imposta da Apple, il c.d. ATT prompt che, tuttavia, non risulta sufficiente a soddisfare i requisiti previsti dalla normativa in materia di privacy, costringendo quindi gli sviluppatori a duplicare la richiesta di consenso per lo stesso fine”.
Le condizioni dell’ATT policy, spiega l’Antitrust, “sono imposte unilateralmente, sono lesive degli interessi dei partner commerciali di Apple e non sono proporzionate per raggiungere l’obiettivo di privacy”.
La capacità di fare pubblicità personalizzata si basa sui dati degli utenti, ma la duplicazione delle richieste di consenso indotta dall’ATT policy, che restringe le possibilità di raccolta, collegamento e utilizzo di tali dati, pregiudica l’attività degli sviluppatori che basano il proprio business sulla vendita di spazi pubblicitari, quella degli inserzionisti e delle piattaforme di intermediazione pubblicitaria.
La duplicazione, spiega l’Antitrust, “produce un’assenza di proporzionalità delle regole dell’ATT policy, considerato che Apple avrebbe dovuto garantire lo stesso livello di privacy degli utenti prevedendo la possibilità, per gli sviluppatori, di ottenere il consenso alla profilazione in un’unica soluzione”.

