ChatGPT, Garante Privacy notifica atto di contestazione a OpenAI (Foto di Tumisu da Pixabay)

Il Garante Privacy ha notificato a OpenAI, la società che gestisce la piattaforma di intelligenza artificiale ChatGPT, l’atto di contestazione per aver violato la normativa in materia di protezione dei dati personali.

“A seguito del provvedimento di limitazione provvisoria del trattamento, adottato dal Garante nei confronti della Società lo scorso 30 marzo, e all’esito dell’istruttoria svolta, l’Autorità – informa una nota – ha ritenuto che gli elementi acquisiti possano configurare uno o più illeciti rispetto a quanto stabilito dal Regolamento UE”.

OpenAI avrà 30 giorni di tempo per comunicare le sue memorie difensive in merito alle presunte violazioni contestate dall’Autorità italiana, che nel procedimento terrà conto dei lavori in corso nell’ambito della speciale task force, istituita dal Board che riunisce le Autorità di protezione dati dell’Ue (Edpb).

 

ChatGPT, da OpenAI più trasparenza e diritti, riapre in Italia (foto Shantanu Kumar per Pexels)

 

ChatGPT, la tutela dei dati personali e i minori

Raccolta illecita di dati personali e assenza di sistemi per verificare l’età dei minori sono due delle contestazioni che il Garante aveva mosso lo scorso marzo alla piattaforma di intelligenza artificiale disponendo la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani nei confronti di OpenAI.

Il Garante Privacy aveva rilevato “la mancanza di una informativa agli utenti e a tutti gli interessati i cui dati vengono raccolti da OpenAI, ma soprattutto l’assenza di una base giuridica che giustifichi la raccolta e la conservazione massiccia di dati personali, allo scopo di “addestrare” gli algoritmi sottesi al funzionamento della piattaforma”.

Fra l’altro, aveva aggiunto, le verifiche fatte evidenziavano che le informazioni fornite da ChatGPT non sempre corrispondevano al dato reale, determinando quindi “un trattamento di dati personali inesatto”.

Nonostante poi i termini pubblicati da OpenAI dicano che il servizio si rivolge a utenti maggiori di 13 anni, il Garante Privacy ha evidenziato che l’assenza di filtri per la verifica dell’età degli utenti espone i minori a risposte inidonee rispetto al loro grado di sviluppo e autoconsapevolezza.

Dal canto suo OpenAI si era impegnata a rafforzare la trasparenza nell’uso dei dati personali e i meccanismi per l’esercizio dei diritti e le garanzie per i minori. OpenAI aveva poi riaperto la piattaforma ChatGPT in Italia con la garanzia di una maggiore trasparenza nell’informativa privacy e nella gestione dei dati personali e di più diritti di utenti e non utenti europei.

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