netflix

Cultura digitale, come sono cambiati i consumi culturali

La cultura durante il lockdown si è fatta più digitale. Più consumi televisivi, più streaming a pagamento, più digitale anche nella lettura per un lettore su sei che si è fatto conquistare dai quotidiani non di carta. Quello che non funzionano sono gli spettacoli dal vivo in digitale e le visite virtuali a musei e siti archeologici. La cultura digitale degli italiani durante il confinamento è oggetto di un’indagine di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, in collaborazione con Swg, che ha analizzato gli effetti del Covid-19 e del lockdown per i consumi culturali degli italiani.

La sintesi: crescono i consumi televisivi,  la lettura di libri e l’ascolto di musica. C’è un aumento significativo (e non poteva essere altrimenti) dei consumi e dei servizi culturali digitali: il 34% degli intervistati ha utilizzato in misura maggiore le piattaforme in streaming a pagamento e un lettore su sei ha abbandonato la versione cartacea di quotidiani, riviste e fumetti in favore di quella digitale. Scarso successo per gli spettacoli dal vivo in digitale, flop per le visite virtuali a musei e siti archeologici.

 

contenuti tv digitali
Fonte: Impresa Cultura Italia-Confcommercio 2020

 

Cambia il menù dei consumi culturali

Nel settore culturale la pandemia e il confinamento hanno avuto un effetto immenso: cinema e teatri sigillati, spettacoli dal vivo vietati, permanenza in casa dei cittadini hanno azzerato le esperienze dal vivo e alimentato la fruizione domestica soprattutto via web. Un nuovo menù di consumi culturali in cui ci sono la crisi dell’offerta dal vivo e una forte crescita di consumi e servizi digitali.

Consumi tv in crescita

I vincoli imposti dall’emergenza Covid-19 hanno portato ad una forte crescita dei consumi televisivi (più 47% durante il lockdown), della lettura di libri (più 14%) e dell’ascolto di musica (più 7%), mentre è diminuita la lettura di fumetti (meno 27%) e riviste (meno 10%) ma anche l’ascolto della radio (meno 6%).

Oltre ai canali televisivi tradizionali, i consumi tv si sono spalmati su tutta la dimensione digitale e per tutte le offerte disponibili.

Fra coloro che dicono di aver aumentato più di prima e molto più di prima la fruizione, si segnala un grande aumento dell’utilizzo di piattaforme web in abbonamento con visione in streaming, come Netflix e Disney plus (per il 34%) e, più in generale, dei canali a pagamento (per il 20%).

Va su anche la fruizione di contenuti televisivi attraverso canali web come YouTube (più 28%) e delle piattaforme web ad accesso gratuito come RayPlay (più 28%).

 

passaggio al digitale
Fonte: Impresa Cultura Italia-Confcommercio 2020

 

Il passaggio al digitale. Non tutto funziona

«Lo switch verso il digitale – evidenzia l’indagine – è stato particolarmente forte per i quotidiani, riviste e fumetti. Durante il lockdown un lettore su sei ha dichiarato di avere abbandonato la versione cartacea in favore di quella digitale. Regge, invece, la lettura tradizionale dei libri sebbene, anche in questo caso, l’8% dei lettori sia passato in questi mesi all’e-book».

Non funzionano gli spettacoli dal vivo in modalità digitale, che non hanno avuto un grande successo e sono stati seguiti soprattutto da quei fruitori che già prima del Coronavirus tendevano ad assistere a queste attività soprattutto in forma gratuita.

È flop, soprattutto, per le visite virtuali e musei e visite archeologiche: hanno colto questa possibilità solo il 4% degli intervistati, mentre la maggior parte (ben il 79%) non ha usufruito di questa opportunità sia perché non ne era a conoscenza (28%) che per libera scelta (51%). Il 17% dice di aver guardato qualcosa ma senza prestare troppa attenzione.

 

visite a musei virtuali
Fonte: Impresa Cultura Italia-Confcommercio 2020

 

Le aspettative sulla cultura

«Lo stress psicologico associato ai mesi di lockdown e l’elevato consumo di prodotti e servizi culturali in ambito informativo e formativo  hanno modificato in profondità lo schema dei bisogni individuali in campo culturale – dice l’indagine – Cresce molto l’aspettativa legata al divertimento (+15 punti percentuali rispetto a dicembre 2019), al relax (+14 punti), di fare qualcosa di diverso e di uscire dalla routine».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)