Intelligenza artificiale

https://www.pexels.com/it-it/foto/mano-dito-futuro-robot-8386440/ (Foto Tara Winstead per Pexels)

Una due giorni dedicati ai rischi e alle opportunità dell’intelligenza artificiale. Ravenna ha ospitato ieri e oggi la 23/esima Sessione programmatica del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU) – Regioni, che riunisce il mondo consumeristico italiano. Tema dell’evento, “Intelligenza artificiale: etica, opportunità e rischi”.

Il futuro dell’intelligenza artificiale in Italia

La sessione ha rappresentato dunque un “momento di confronto strategico tra Associazioni dei consumatori, istituzioni centrali e locali ed esperti del digitale sul futuro dell’intelligenza artificiale in Italia”. Al centro dei lavori, l’attuazione della Legge n. 132/2025 sull’intelligenza artificiale, la proposta di una Carta dei Diritti Algoretici e la definizione di un modello di governance pubblica capace di garantire etica, sicurezza e trasparenza nei sistemi intelligenti.

In questo ambito, il CNCU ha ribadito il suo ruolo di ponte tra cittadini, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di assicurare un uso dell’IA a misura d’uomo, sostenibile e orientato al benessere collettivo.

Ha detto Gianfrancesco Romeo, direttore generale del ministero delle Imprese e del Made in Italy: «L’articolazione degli interventi è stata di grande convergenza e unitarietà dei contenuti e degli obiettivi. La Carta dei diritti algoritmi dovrà essere elaborata anche alla luce dei valori costituzionali ed europei e dei valori etici condivisi. Magari sarà oggetto di un’altra Convention. Il consumatore rischia di essere vittima degli aspetti patologici dell’IA, che viene utilizzata per truffe finanziarie. Il ruolo e l’apporto delle associazioni dei consumatori quindi sarà essenziale».

Il tavolo di lavoro sull’IA

Dalla sessione emerge dunque, come si legge nel Documento conclusivo, la proposta di un tavolo di lavoro e di confronto tra le diverse Istituzioni coinvolte nell’analisi di queste tematiche (CNCU-MIMIT, Regioni, CNU–AGCOM, AGID, Accademia Pontificia per la Vita) per “assicurare raccordo operativo, continuità, coerenza e coordinamento nell’attuazione delle politiche pubbliche su IA, tutela dei consumatori e diritti digitali”.

La direzione in cui le associazioni dei consumatori si muovono è quella di una governance etica dell’intelligenza artificiale, pubblica, partecipata, trasparente e condivisa.

Linee guida per la Carta dei Diritti Algoretici

Il primo panel ha allora delineato le linee guida per una Carta dei Diritti Algoretici, concepita come strumento di tutela, orientamento e partecipazione nella società digitale. L’approccio proposto, si legge nel documento, “mette al centro una visione antropocentrica dell’IA, fondata su trasparenza, inclusione, responsabilità, imparzialità, affidabilità, sicurezza e tutela della privacy, e sul coinvolgimento strutturato delle associazioni dei consumatori”.

Algoretica è l’applicazione di principi etici alla progettazione e all’uso degli algoritmi. Fra questi principi rientrano la trasparenza, quindi la comprensibilità per tutti; l’inclusione e non discriminazione; la responsabilità, con la previsione dell’intervento umano nelle decisioni automatizzate; l’imparzialità e la prevenzione dei condizionamenti/bias; affidabilità, sicurezza e privacy.

“Lo sviluppo di algoritmi sempre più sofisticati, in grado di influire e condizionare le scelte degli utenti, che spaziano dalla finanza alla giustizia, dalle scelte economiche al diritto d’autore, dalla sanità alla privacy, pone numerosi rischi: un’intelligenza artificiale “senza regole” può comportare decisioni e previsioni distorte o scorrette, violare i dati biometrici o influenzare scelte di acquisto, decisioni di voto, condizionare il modo in cui ci comportiamo”.

Intelligenza artificiale, i pilastri

Ecco dunque i pilastri emersi dal confronto:

  • Etica come sistema immunitario dell’innovazione
    L’etica non come limite ma come motore dell’innovazione tecnologica. La “Carta dei Diritti Algoretici” è pensata per garantire trasparenza, inclusione, imparzialità e responsabilità nei processi algoritmici.
  • Centralità dell’essere umano e tutela della dignità digitale
    L’IA deve essere antropocentrica, cioè governata e non dominante. La macchina resta uno strumento: la sorveglianza e l’intervento umano devono essere sempre garantiti.
  • Educazione digitale diffusa e prevenzione delle truffe
    L’analfabetismo digitale alimenta vulnerabilità. È necessario rafforzare i progetti di educazione e alfabetizzazione digitale, anche con fondi dedicati alle associazioni dei consumatori e iniziative di prevenzione con il supporto delle forze dell’ordine.
  • Responsabilità e tracciabilità degli algoritmi
    Gli algoritmi impiegati nella Pubblica Amministrazione devono essere certificati, notificati e soggetti a controllo pubblico, con criteri di trasparenza e rendicontazione.
  • Governance pubblica dell’IA e collaborazione interistituzionale
    Si propone la creazione di un Tavolo stabile CNCU-MIMIT-Regioni-AgID per coordinare strategie e assicurare coerenza nell’attuazione delle politiche nazionali sull’intelligenza artificiale.
  • IA al servizio del bene comune
    Dalla medicina di precisione alla mobilità, dall’energia alla sanità digitale, l’IA può migliorare i servizi ai cittadini se accompagnata da regole di accessibilità, controllo e sostenibilità.
  • Nuovo patto tra umanità e tecnologia
    L’algoretica come scudo contro il rischio di “algocrazia”, per un modello italiano di democrazia digitale fondato su fiducia, consapevolezza e benessere tecnologico.

Le possibilità e i rischi dell’IA

Nel documento finale c’è inoltre il richiamo alle possibilità offerte dall’applicazione dell’intelligenza artificiale (ad esempio negli ambiti di sanità e salute) come pure il riferimento ai rischi delle truffe che, basate sull’IA, sono in grado di raggiungere un pubblico molto ampio, giovani compresi.

“Va quindi rafforzata e favorita – scrive il documento finale – la possibilità delle associazioni di accedere a fondi per progetti di educazione digitale, in aggiunta al sistema degli sportelli, ricordando che le vittima delle truffe, specialmente quelle di ultima generazione, con l’utilizza di IA generativa, sono ormai eterogenee”.

La sfida alle associazioni dei consumatori è quella di “un monitoraggio continuo dell’evoluzione inarrestabile dell’I.A, generativa e delle relative modalità d’uso, favorendo sistemi di riconoscimento dell’origine dei contenuti e di certificazione digitale”.

 

IL DOCUMENTO: Sessione programmatica CNCU-Regioni 2025 Documento conclusivo

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