assistente vocale

La Commissione europea guarda al mercato dell'IoT e degli assistenti vocali

La Commissione europea guarda al mercato dell’Internet of Things (Internet delle cose, IoT) e soprattutto a quello degli assistenti vocali. Sembra pronta a una nuova battaglia antitrust nei confronti delle Big Tech centrali in questi mercati, ovvero Google, Amazon e Apple. Bruxelles ha infatti presentato i risultati preliminari della sua indagine settoriale sulla concorrenza nei mercati dei prodotti e servizi relativi all’Internet degli oggetti (IoT) di consumo nell’Unione europea.

IoT, la relazione della Commissione europea

La relazione preliminare, informa la Commissione, ha confermato la rapida crescita di questi mercati e ha individuato le potenziali preoccupazioni espresse dai partecipanti all’indagine settoriale, avviata nel luglio 2000, con la partecipazione di oltre 200 imprese che operano sul mercato dei prodotti e dei servizi dell’IoT.

Gli assistenti vocali sono sempre più diffusi ma pongono problemi di concorrenza per la centralità di Google, Amazon e Apple – le big di questo mercato.

Spiega Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva, responsabile della politica di concorrenza: «Quando abbiamo avviato questa indagine settoriale, avevamo espresso preoccupazione per il fatto che sussisteva il rischio che emergessero in questo settore i cosiddetti controllori dell’accesso (“gatekeepers”). Ed eravamo preoccupati che potessero utilizzare il loro potere per danneggiare la concorrenza, a scapito delle imprese in via di sviluppo e dei consumatori. Dai primi risultati pubblicati oggi (ieri, ndr) emerge che le nostre preoccupazioni sono condivise da molti operatori del settore. Ed è necessaria una concorrenza leale per valorizzare al meglio il grande potenziale dell’Internet degli oggetti per la vita quotidiana dei consumatori. Poiché questa analisi confluirà nei nostri futuri interventi di esecuzione e regolamentazione, attendiamo con interesse di ricevere nei prossimi mesi ulteriori riscontri da parte di tutti i portatori di interessi».

La relazione sarà sottoposta a consultazione pubblica fino al 1º settembre 2021. La relazione finale è attesa nel primo trimestre 2022.

 

 

L’IoT e il mercato degli assistenti vocali

Il settore dell’Internet of Things dedicato ai consumatori è cresciuto rapidamente negli ultimi anni e continuerà a farlo nel prossimo decennio. Il fatturato mondiale dell’IoT aumenterà, dicono le previsioni, da circa 107,2 miliardi di euro nel 2019 a circa 408,7 miliardi di euro entro il 2030.

L’uso dei prodotti IoT di consumo sta diventando sempre più parte della vita quotidiana degli europei. Ad esempio i dispositivi di intrattenimento audio e video connessi sono diventati piuttosto diffusi: nel 2020 il 51% delle persone nell’Ue ha riferito di aver utilizzato Internet su una smart TV, una console di gioco, un sistema audio domestico o un altoparlante intelligente.

Al centro della casa intelligente, o smart home, ci sono gli assistenti vocali.

Gli assistenti vocali, spiega la Commissione, rappresentano l’interfaccia in più rapida evoluzione per consentire agli utenti di accedere al Web, utilizzare e controllare dispositivi intelligenti e accedere ai servizi IoT consumer. Si prevede che il numero di assistenti vocali in uso in tutto il mondo raddoppierà tra il 2020 e il 2024. L’11% dei cittadini europei nel 2020 ha già utilizzato un assistente vocale.

Amazon, Google e Apple

I principali provider di assistenti vocali nell’Ue sono Amazon con Alexa, Google con Google Assistant e Apple con Siri, che permettono agli utenti di accedere a molte funzioni in risposta ai comandi vocali, dalla riproduzione della musica all’ascolto di radio, notizie, al controllo di dispositivi domestici intelligenti.

Ecco dunque che proprio il mercato degli assistenti vocali potrebbe aprire nuovi settori di indagine antitrust per problemi di concorrenza.

«Un gran numero di intervistati – dice la Commissione europea – ha sottolineato che il principale ostacolo allo sviluppo di nuovi prodotti e servizi è la capacità di competere efficacemente con i principali attori del settore consumer IoT, ovvero Google, Amazon e Apple».

IoT, caratteristiche e problemi potenziali

La relazione sull’IoT della Commissione evidenzia dunque che l’Internet degli oggetti di consumo è un settore relativamente nuovo ma in crescita, con un aumento di disponibilità e proliferazione di assistenti vocali.

I principali ostacoli per entrare in questo mercato o ampliarsi sono il costo degli investimenti nelle tecnologie e la situazione concorrenziale, ovvero proprio la «difficoltà a competere con imprese integrate verticalmente che hanno costruito i propri ecosistemi all’interno e all’esterno del settore dell’Internet degli oggetti di consumo (ad esempio Google, Amazon o Apple). Tali imprese – spiega Bruxelles – determinano i processi per integrare i dispositivi e i servizi intelligenti e mobili in un sistema di Internet degli oggetti di consumo, dal momento che forniscono i sistemi operativi dei dispositivi mobili più comuni e i principali assistenti vocali».

I settori potenzialmente problematici sono dunque le pratiche di esclusività e di vendita abbinata in relazione agli assistenti vocali e la loro posizione come intermediari fra i dispositivi intelligenti e i servizi Internet e gli utenti.

E ancora una volta, c’è il grande tema dell’accesso ai dati che accumuna le Big Tech e che dunque può dar loro vantaggi concorrenziali. Secondo le parole della Commissione europea, «i fornitori di sistemi operativi per dispositivi intelligenti e di assistenza vocale sembrano avere un ampio accesso ai dati, comprese le informazioni sulle interazioni degli utenti con i dispositivi intelligenti di terzi e i servizi di Internet degli oggetti di consumo. I partecipanti all’indagine settoriale ritengono che l’accesso e l’accumulo di grandi quantità di dati non solo offrirebbero ai fornitori di assistenza vocale vantaggi in relazione al miglioramento e alla posizione di mercato dei loro assistenti vocali generici, ma consentirebbero loro anche di penetrare più agevolmente nei mercati contigui».

Altro tema riguarda la mancanza di interoperabilità e la limitazione della funzionalità di servizi IoT diversi dai propri.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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