riconoscimento facciale

Sorveglianza biometrica di massa e riconoscimento facciale. Immagine da Pixabay

Vietare la sorveglianza biometrica di massa. È quanto chiede una iniziativa dei cittadini europei registrata oggi dalla Commissione europea. Il sito dell’iniziativa si chiama “Reclaim Your Face” e chiede di mettere al bando la sorveglianza biometrica di massa.

Oggi la Commissione europea ha deciso di registrare l’iniziativa dei cittadini europei dal titolo «Iniziativa della società civile per il divieto delle pratiche di sorveglianza biometrica di massa». Gli organizzatori esortano la Commissione a proporre un atto giuridico che ponga definitivamente fine agli usi indiscriminati e tendenziosi di dati biometrici che possono sconfinare in attività di sorveglianza di massa e interferire indebitamente con i diritti fondamentali.

La Commissione, informa Bruxelles, ha deciso di registrare l’iniziativa in quanto, soddisfacendo le condizioni necessarie, è giuridicamente ammissibile; al momento però non l’ha ancora analizzata nel merito.

 

reclaim your face
Reclaim Your Face, banner dal sito https://reclaimyourface.eu/

 

Divieto delle pratiche biometriche di sorveglianza di massa

«Chiediamo alla Commissione europea di regolamentare rigorosamente l’uso delle tecnologie biometriche al fine di evitare indebite interferenze con i diritti fondamentali», si legge sulla pagina dedicata all’iniziativa.

«In particolare, chiediamo alla Commissione di vietare, nella legge e nella pratica, usi indiscriminati o arbitrariamente mirati della biometria che possono portare a una sorveglianza di massa illegale».

Sono sistemi che non devono essere sviluppati e usati da enti pubblici o privati nella misura in cui possono interferire in modo non necessario o sproporzionato con i diritti fondamentali delle persone.

L’iniziativa parte dalla considerazione che l’uso diffuso della sorveglianza biometrica e della profilazione «è una minaccia per lo Stato di diritto e le nostre libertà fondamentali» specialmente laddove le tecnologie di riconoscimento facciale vengano usate da forze di polizia, autorità locali o aziende private, per monitorare le persone negli spazi pubblici.

Reclaim Your Face

«Non accetteremmo mai che una persona ci segua costantemente monitorando e valutando chi siamo, cosa facciamo, quando e dove ci muoviamo. Il riconoscimento facciale, insieme ad altre tecnologie biometriche utilizzate negli spazi pubblici, agisce proprio in questo modo, trasformando ognuno di noi in un potenziale sospetto».

E’ quanto si legge sul sito Reclaim Your Face, che ha anche una sezione in italiano.

«Chiediamo trasparenza – proseguono i promotori – su dove e come queste tecnologie di sorveglianza vengono utilizzate e la possibilità di esprimere la nostra opposizione ad esse. Come coalizione intereuropea della società civile e della popolazione, chiediamo ai nostri paesi di rivelare e rifiutare l’uso della sorveglianza biometrica che potrebbe avere un impatto sui nostri diritti e sulle nostre libertà negli spazi pubblici».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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