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Come sarà il consumatore del futuro?

Come sarà il consumatore del futuro, quello del post pandemia? Più digitale rispetto al passato e più trasversale negli acquisti, nel senso che spazierà dal negozio fisico all’ecommerce comprando sia online sia offline. Attento alla sostenibilità dei prodotti. Propenso a fare la spesa vicino casa – la pandemia ha portato del resto nuova vita e nuove possibilità ai negozi di quartiere. Sempre meno fedele, perché quello che conta (oltre al prezzo) è il rispetto dei tempi di consegna, la possibilità di comprare da qualsiasi canale, indipendentemente dalla marca.

Il consumatore del futuro, un identikit

L’attenzione al consumatore del futuro, reso più digitale e mutevole della pandemia, è domanda diffusa fra retailer, esperti di marketing e di social network. Ed è stato anche al centro del Tiendeo Summit organizzato dall’azienda di volantini online Tiendeo.it con la partecipazione di NielsenIQ, Google Cloud, Facebook, Retail Institute, IAB e COAL.

Qualche dato per inquadrare il consumatore di oggi e di domani. Più dell’80% dei nuovi prodotti vengono scoperti online dai consumatori. Il 20% del fatturato offline è trainato da prodotti che comunicano sostenibilità. Negli ultimi mesi i consumatori sono diventati meno fedeli alla marca: uno su tre ha comprato un prodotto da un brand diverso dal solito.

L’ecommerce in realtà è solo la punta dell’iceberg rispetto a un consumatore mutevole, che compra online e offline contemporaneamente, è attento alla dimensione green dei prodotti (o almeno, così dichiara) e riscopre la spesa nei negozi vicino casa.

 

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Digitalizzazione, un salto di dieci anni in avanti

La pandemia ha accelerato la digitalizzazione. È stato detto più volte. E ribadito anche nell’evento online organizzato da Tiendeo, che sottolinea la velocità della trasformazione digitale: c’è stato «un salto di dieci anni in pochi mesi».

«Da un giorno all’altro ci si è trovati ad affidarsi al digital come unico strumento in grado di mantenere attiva la possibilità di lavorare, comunicare, avere delle relazioni, acquistare. A conferma di ciò – dice una nota – i dati apportati da Jerry Franzoni, Store Audit, NielsenIQ, che dichiara che l’e-commerce ha raggiunto numeri incredibili: +43% di famiglie effettuato almeno un acquisto online nel 2021 rispetto al 2020. Ma non è tutto, perché “l’e commerce è solo la punta dell’iceberg. Tutta la parte sommersa è rappresentata dall’omnicanalità, perché il consumatore che andiamo a fidelizzare acquista sia online che offline”».

Semplicità, fidelizzazione e sostenibilità

Il consumatore del futuro premia la semplicità degli acquisti. Ed è sempre meno fedele, aperto a comprare da brand nuovi se questi garantiscono quello che il consumatore cerca, soprattutto tempi di consegna certi, resi immediati, semplicità nell’acquisto.

Ha detto Roberto Acquaviva, Sector Lead Digital Natives – Commerce di Facebook Italia: «I retailer devono capire quali sono i comportamenti e le nuove aspettative dei consumatori. Ad esempio, il prezzo è un elemento fondamentale, infatti il 74% guarda coupons e sconti per l’acquisto di beni e consumi. Il negozio offline ha un ruolo transazionale, e l’online sempre più esperienziale: l’82% delle persone ci dice che scopre nuovi prodotti sulle piattaforme di Facebook».

Gli acquisti sono influenzati dalle community di cui i consumatori fanno parte e dagli influencer che seguono.

Il consumatore del futuro è anche meno fedele alla marca o a un solo brand. «In Italia negli ultimi mesi più di 1 persona su 3 ha comprato un prodotto da un brand o rivenditore diverso rispetto al solito. Il consumatore post pandemia è attento a tempi di consegna e resi immediati, semplicità di navigazione, possibilità di acquistare in qualsiasi momento e da ogni canale».

Altro tema che caratterizza il consumatore del futuro è l’attenzione all’ambiente e alla dimensione green. Il 20% del fatturato offline è trainato da prodotti che comunicano in modo chiaro principi di sostenibilità. Questa tendenza sta continuando e si è in parte accentuata con la pandemia. come mostra il dato sui prodotti cura casa green, che nel 2020 hanno visto un aumento del 32%.

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