Supermercati, la praticità è il primo criterio per la scelta del negozio di fiducia
La spesa a settembre, come saranno i consumi nella fase 2 e oltre
Dopo aver fatto la spesa bunker, i consumatori si preparano alla fase 2. La spesa a settembre sarà forse un po’ diversa, con più negozi di vicinato e più attenzione ai servizi digitali. L’analisi di Coop e le offerte in campo
Hanno fatto la spesa bunker nelle prime settimane di quarantena. Hanno fatto incetta di farina e lievito e si sono messi ai fornelli. Hanno comprato in gran quantità detergenti e mascherine. Ora, proiettati verso la fine dell’emergenza, i consumatori italiani faranno attenzione soprattutto ai prezzi e alla sicurezza dei prodotti. Non tradiranno il richiamo dell’italianità. Probabilmente continueranno a privilegiare la sostenibilità dei prodotti.
La spesa a settembre sarà all’insegna di nuove abitudini che forse rimarranno anche dopo la fine della pandemia.
Fra questi il ritorno ai negozi di quartiere con la consegna a domicilio e una maggiore attenzione ai servizi digitali, in tutte le possibili declinazioni. Aumento dell’e-commerce, dunque, ma anche delle attività digitali in casa.
#convenienza F O R Z A 10 10 P R O D O T T I #coop a 10 EURO per un aiuto concreto alle #famiglie con #prodotti di #qualità garantita #coop #NuovaNormalità pic.twitter.com/lQDfZy7dVs
— Coop Italia (@Coopitalia) June 5, 2020
La Coop e i consumi degli italiani
È il quadro tracciato dalla Coop, che oggi ha presentato un’analisi sui consumi degli italiani durante il lockdown e nella fase 2, insieme alle iniziative e alle promozioni che sta organizzando per la prossima fase.
Queste comprendono, annuncia la Coop, «altri 4 mesi di blocco dei prezzi sui prodotti a marchio (fino al 30 settembre), un paniere di 10 prodotti basici di alto profilo qualitativo a 10 euro, promozioni settimanali a rotazione con sconti mediamente del 20% su freschi e freschissimi come carne, pesce, ortofrutta (sempre a marchio) per tutto il periodo estivo».
È un impegno economico per la fase 2 di circa 50 milioni di euro, dopo quello analogo investito nella prima fase, che ha contato fra l’altro il blocco dei prezzi di oltre 18 mila prodotti confezionati e lo sconto del 10% sui buoni spesa.
La fase 2, spiega la Coop, si presenta complessa e «tale da generare una ulteriore, drammatica polarizzazione dei consumi. La caduta del Pil ipotizzata ad oltre il 10%, l’occupazione in forte peggioramento e i segnali di un’inflazione crescente delineano uno scenario economico-sociale peggiore di quello della crisi del 2008».

Dalla spesa bunker al post-lockdown
L’analisi dei consumi fatta dalla Coop evidenzia i cambiamenti nelle abitudini di spesa dei consumatori e le attese per il periodo successivo. La spesa a settembre forse sarà un po’ diversa.
Nei mesi dell’emergenza (marzo-aprile) Coop segnala un aumento del 5% delle vendite complessive (con una crescita che si è concentrata soprattutto nei piccoli supermercati di vicinato), una flessione del 40% di ingressi, un aumento dello scontrino medio a 46 euro (da 26 nei mesi precedenti) e una crescita di vendite per i prodotti basici e per quelli per igiene.
Nelle prime tre settimane del lockdown, fino a metà marzo, le famiglie alla Coop hanno fatto la “spesa bunker”. Hanno comprato pasta (più 50%), conserve di pomodoro (più 57%), farina e lievito (tutti e due a più 120%), e ancora disinfettanti (più 500%) e termometri (più 285%).
La spesa da lockdown, fino ai primi di maggio, segnala il boom di vendita delle mascherine, ancora spesa bunker, il più 165% delle colorazioni per capelli – e un calo di vendite per prodotti vari come make up, bevande per sportivi, prodotti da viaggio, anche profilattici.
A maggio le vendite segnano più 4% e non si inverte il trend per su flessione scontrini e aumento dello scontrino medio. Ci sono però i «primi, deboli, segnali di ridimensionamento dei trend di consumo del lockdown».
I primissimi segnali di un ritorno alla normalità, evidenzia l’indagine Coop, sono il movimento sugli stessi consumi: cresce meno di prima la vendita di pasta e riso, di conserve, di farina e uova, del lievito, di termometri e disinfettanti. È boom ancora per le mascherine (più 21.000%).
È minore il calo degli altri prodotti che forse stanno tornando, piano, a una vendita più regolare (il pesce fresco, prima in calo dell’8%, inverte la tendenze e segna più 10%) e segnano una flessione minore (make up, articoli da viaggio, bevande per sportivi).

La spesa a settembre, aspettative e abitudini
Quali sono le attese dei consumatori per la spesa del periodo giugno-settembre? Dalle aspettative dei clienti Coop e dei consumatori emergono la domanda di sicurezza, la paura della povertà e le attese di convenienza, l’attenzione verso l’italianità dei prodotti, mentre non sembra diminuire l’interesse verso ambiente, etica e benessere nei consumi.
L’indagine presentata oggi da Coop dice che alla fine dell’isolamento i consumatori presteranno più attenzione ai prezzi e alla sicurezza degli alimenti, che svettano su tutto, e precedono il requisito di prodotti realizzati nei rispetto dei lavoratori, prodotti italiani e locali (comunque molto richiamati dai consumatori), prodotti sostenibili, prodotti biologici.
Cosa pensiamo che resterà delle abitudini dopo l’emergenza? Il ritorno ai punti vendita di prossimità e ai negozi di quartiere, in sinergia con la consegna a domicilio. E l’accelerazione dei servizi digitali, non solo come e-commerce ma anche nei punti vendita, come supporto a una spesa sicura e veloce, e a casa, in tutte le declinazioni digitali e smart che l’abitazione può rivestire.

