ultime volontà

Testamento solidale, tendenza in crescita

Si può donare una somma di denaro. Un gioiello, un’opera d’arte. Ma non è necessario avere un patrimonio ingente, perché anche un piccolo contributo fa la differenza per le associazioni impegnate in una causa umanitaria o scientifica. Testamento solidale: si diffonde, c’è una sensibilità maggiore, ma gli italiani ne sanno ancora poco.

 

 

La campagna

Per questo è partita da qualche tempo la campagna “Cosa vuoi fare da grande?”. A lanciarla il Comitato Testamento Solidale, che riunisce 22 importanti organizzazioni non profit e vuole sviluppare per la prima volta in Italia la cultura del lascito solidale quale strumento per garantire il reperimento di risorse al Terzo Settore. Il comitato collabora col Notariato. E col Notariato ci saranno i prossimi appuntamenti del 12 e 13 settembre.

In occasione della Giornata internazionale del lascito solidale (13 settembre) si svolgerà infatti l’evento “Testamento Solidale. Quando i grandi progetti non hanno età”, a Roma il 12 settembre, nella cornice della Casa del Cinema, per accendere i riflettori sul testamento solidale e scoprire cosa significa per gli italiani fare “qualcosa di grande”. Il 13 settembre ci sarà invece la prima edizione dell’iniziativa “Open Day Solidale” che coinvolgerà i Consigli Notarili Distrettuali di tutta Italia per offrire informazioni e consulenza gratuita a chi vuole saperne di più sul testamento solidale.

In circa  60 Consigli Notarili Distrettuali di tutta Italia i notai offriranno dalle 16:00 alle 19:00 consulenza istituzionale gratuita sul lascito solidale a tutte le persone interessate a saperne di più e sarà possibile confrontarsi su come si fa un testamento solidale, come tutelare la famiglia e far in modo che le proprie volontà vengano eseguite dopo la morte, cosa si può donare in beneficenza.

I numeri dicono che, sebbene 4 italiani su 10 dichiarino di sapere bene cos’è il testamento solidale o per propria cultura personale o perché ne hanno sentito parlare, c’è un gap culturale da colmare anche rispetto agli altri Paesi europei dove la pratica del testamento solidale è più diffusa.

Testamento solidale: di cosa si tratta?

Ma cosa significa fare testamento solidale? Vuol dire «ricordare nel proprio testamento, in qualità di erede (eredità) o di legatario (lascito), una o più associazioni, organizzazioni, enti – si legge sul sito del comitato Testamento Solidale – È un gesto semplice e non vincolante, che può essere ripensato, modificato in qualsiasi momento, senza che vengano in alcun modo lesi i diritti legittimi dei propri cari e familiari. Non sono necessari ingenti patrimoni, perché per sostenere il lavoro quotidiano di associazioni impegnate nelle più importanti cause umanitarie e scientifiche, anche un piccolo contributo può fare la differenza».

Col testamento solidale si può lasciare una somma di denaro, azioni o titoli d’investimento. Un’opera d’arte o un gioiello. Un appartamento o una polizza vita.

 

mani simbolo solidarietà

 

Non solo fra le star

Il lascito solidale è una tendenza in crescita fra molte star internazionali che hanno fatto parlare di sé per la decisione di voler donare una parte, o tutto, dei loro beni.

Il regista George Lucas ha detto di voler impegnare gran parte delle proprie risorse per supportare le future generazioni di studenti di tutte le età, il cantante Sting ha deciso di destinare il proprio patrimonio al sostegno di numerose cause umanitarie e ambientaliste. Fra le ultime volontà della pop star George Michael c’erano in donazione una collezione di opere d’arte, compreso un pianoforte appartenuto a John Lennon.

«Ma tanti ancora non sanno che l’ordinamento giuridico italiano ha una peculiarità e tutela sempre la famiglia a cui destina la quota legittima – spiegano dal Notariato – Per la quota disponibile invece, si può scegliere liberamente di contribuire ad una causa benefica, anche devolvendo una piccolissima parte dei propri beni o un oggetto, come un prezioso o una polizza».

Italia, indietro in Europa

L’Italia guarda a tutto questo con interesse ma è indietro rispetto all’Europa. Secondo i dati diffusi dal Comitato, in Italia il 5% degli over 50 anni ha già fatto, o pensa di fare, un lascito solidale. E la percentuale è in costante crescita. Ma è anche vero che «il nostro Paese è ancora fanalino di coda in Europa».

In Germania il lascito solidale è un’opzione concreta per un over 60 su 10, in Inghilterra già nel 2013 il 6% dei testamenti aperti includeva una quota a favore di un’organizzazione umanitaria.

C’è ancora un gap di conoscenza. Una certa resistenza, anche psicologica e culturale, a occuparsi di testamento e lascito. Stime dell’Osservatorio Fondazione Cariplo, citate da Testamento Solidale, dicono che 420 mila famiglie italiane sceglieranno di fare un lascito solidale entro il 2030, con un aumento delle possibili donazioni di circa il 23% del valore economico attuale. Si passerebbe dai 105 miliardi di euro del 2009 ai 129 miliardi di euro previsti nei prossimi anni. Come detto, però, l’Italia è ancora indietro. In Inghilterra il 49% degli inglesi sceglie di fare un lascito. In Olanda il 33%, in Germania il 28%.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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